Scrivi rivolta di Napoli, leggi incapacità delle Istituzioni

Scrivi rivolta di Napoli, leggi incapacità delle Istituzioni

Ore 23:01: Napoli in rivolta. E’ possibile in un paese “industrializzato”, civile, assistere a scene di rivolta dinanzi ad un provvedimento emanato dall’autorità? Si, è possibile. E no, non voglio usare la solita frase: “Dove poteva capitare se non a Napoli”. La trovo profondamente sciocca, superficiale, di chi a domande complesse sa rispondere solo con frasi fatte. Non sarebbe un problema se queste frasi fossero solo della “vulgata”, il problema è che evidentemente, pensieri così sono presenti anche nelle menti di chi ci governa.

Presidente? Presidente?

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la più alta carica del nostro paese, nonché rappresentante dell’unità della nazione ha sostenuto: “la pandemia non aumenti le disuguaglianze, servono politiche condivise. Uno sforzo straordinario in termini di investimenti e formazione deve guidare le trasformazioni necessarie”. Peccato però che sia esattamente ciò che sta accadendo. Le disuguaglianze aumentano, le divisioni politiche sono divenute letteralmente fratture e la politica fatta di slogan, da governo ed opposizioni, trionfa ancora in barba alla necessità dei fatti. Investimenti? Dove? Al fronte di 100 miliardi di debito aggiuntivo con spostamenti di bilancio approvati in Parlamento, si attendono ancora misure incisive. Si parlava di tempistiche, eppure solo pochi giorni fa sono stati aperti i bandi per le nuove terapie intensive, per l’aumento della flotta dei trasporti pubblici locali.

In tempi di crisi, il tempismo è tutto

E’ molto triste ricordare le lamentele di buona parte della politica italiana sui tempismi del Recovery Fund. “Arriverà troppo tardi”, “sono briciole”, “prendiamo il MES, pochi, dannati e subito”. Insomma, ci lamentiamo di Istituzioni, come l’Unione Europea, molto complesse, oberate da strutture di voto, consenso politico e diplomazia tra paesi, salvo poi, da paese unito, avere dei ritardi vergognosi. Da “modello Genova” a “modello Covid” è un attimo. La differenza? Che a Genova si rischiava di paralizzare una città, oggi stiamo paralizzando un paese per le sue inefficienze politiche e burocratiche. Ma è tutto nella norma in un paese in cui un Ministro dell’Istruzione non conosce la differenza tra tampone e test sierologico, un paese in cui il Ministro della Sanità pubblica un libro in piena pandemia, salvo poi ritardarne l’uscita dato il momento troppo delicato. Vorrei avere io il tempo che ha avuto il Ministro Roberto Speranza.

Napoli non è Italia, ma l’Italia sta diventando Napoli

Si discute molto su chi debba ricadere la colpa di questa situazione. Le vittime privilegiate sono chiaramente i giovani, la movida, i locali del divertimento. A questi andrebbero aggiunti però dei trasporti osceni, Metro perennemente affollate, mezzi insufficienti, bus colmi che talvolta prendono fuoco. Ed in tutto ciò, la Ministra dei trasporti De Micheli inventa uno studio, inesistente, in cui si sostiene che i trasporti non sarebbero veicolo di contagio. Ahia. Oltre al paese di Pulcinella, ora siamo anche il paese dei Pinocchio.

Masaniello è tornato

Famoso, molto famoso è Masaniello, questa figura tra il mitologico ed il leggendario che fece da capo popolo durante la rivolta di Napoli tra il 7 e 16 Luglio del 1647. Sappiamo tutti che fine fece, ma questa volta la regia è leggermente diversa. I Masanielli questa volta sono tanti. Si parla di “regia orchestrata”, di azioni criminali, di una rivolta ben pensata ed organizzata. Senza entrare nel merito delle vicende, di cui si parla abbondantemente altrove, fa rabbia vedere le istituzioni cadere dal pero. Da tempo si parlava di possibili sommosse in autunno, di rischio di infiltrazione criminale nelle situazioni di maggiore disagio. Eppure eccoci impreparati, sotto shock nel vedere semplicemente “la profezia che si avvera”. Ma come oggi ha detto Massimo Gramellini: “quando un problema diventa troppo complicato, molti politici preferiscono rimuoverlo, chiudendolo in casa.”. Peccato che non sia sempre così semplice e ieri ne è stata la dimostrazione.

Cosa dicono i politici?

Nicola Morra, senatore 5 stelle, Presidente della Commissione Parlamentare antimafia

L’eminente Nicola Morra, senatore 5 stelle, nonché Presidente della Commissione parlamentare antimafia parla di “gruppi mafiosi” dietro le azione di ieri, attacca chi in questi mesi ha soffiato sul fuoco. Peccato che, se dalla minoranza qualcuno ha soffiato sul fuoco, al governo c’è qualcuno che ha visto il fuoco divampare senza chiamare i pompieri, sperando che con una danza della pioggia tutto si risolvesse.

La Camorra ringrazia

La Camorra ringrazia. Si, avete sentito bene. In un paese in cui, a causa della pandemia, le persone sotto la soglia della povertà sono aumentate, in cui il Presidente dell’INPS Tridico incassa l’aumento di stipendio senza ancora aver erogato tutte le casse integrazioni, rappresenta l’humus perfetto per la criminalità organizzata. Rabbia, frustrazione, povertà. Le file ai banchi dei pegni sono aumentate, così come al Compra Oro, gli usurai si sfregano le mani, la Criminalità organizzata ipoteca la vita delle gente erogando somme che dovrebbe essere lo Stato a fornire. Qualcuno al governo parlava di eradicare la povertà. Sembra invece che, in alcune zone, si sia subappaltato il problema della povertà alla Mafia. Che ringrazia.

La rivolta di Napoli non va sottovalutata

La rivolta di Napoli esplosa ieri alle 23, orario di inizio del coprifuoco
Gli assembramenti di ieri durante la rivolta di Napoli

L’errore in cui si sta già incespicando è uno ed uno soltanto. Si sta riducendo il fenomeno a qualcosa di criminale. “Eh ma la camorra”, “Eh ma le frange estreme”, “eh ma i pusher”. Eh un corno. Queste sono avvisaglie chiare di una popolazione stanca. Badate bene, non stanca del virus, del lockdown, delle regole. E’ una popolazione stanca di una classe politica che scrive il giorno e cancella la notte, perennemente indecisa, troppo suscettibile agli umori, che non sa prendere una decisione. Una classe politica che, trasversalmente, viene considerata incapace di governare, ancor meno in tempi di criticità come questi. Bollare la rivolta di Napoli come semplice evento criminale alleggerisce la coscienza dei politici, ma non quella degli Italiani. Ieri è Napoli, domani chissà dove.

Basta sceriffi ed avvocati. Siate politici.

In questi mesi abbiamo assistito a tutto e di più. Dalle frasi di Churchill ai lanciafiamme, Avvocati del Popolo, sceriffi, insomma un bestiario degno di quelli di Federico II. Peccato che, in questa smania di fantasia alla ricerca di nuove figure mitologiche, ciò che serve è semplicemente una classe politica che faccia ciò per cui è eletta (non sappiamo se sia capace di farlo però ndr). Nei mesi estivi si sono riconvertiti i reparti Covid, c’è chi ha infamato Bertolaso, ed oggi torniamo a lamentarci che i posti in terapia intensiva sono insufficienti, che il personale medico ed infermieristico non è numericamente adeguato. Se ne parlava da tempo, ma come al solito si è attesa la seconda ondata. I posti in terapia intensiva in Campania sono un nulla, rispetto alla popolazione regionale e ci si chiede dove le istituzioni, locali e regionali, siano stati per tutto il periodo estivo.

Basta raccontare sciocchezze!

Chi ci fosse ieri a protestare in quell’afflusso di gente, poco importa. E’ più preoccupante che ci sia gente che approva tutto ciò, che si sente tradita da Istituzioni che non ascoltano, che abbandonano il cittadino, imponendogli regole, la chiusura, a qualcuno anche il fallimento, la cassa integrazione che chissà quando arriverà. Il filosofo tedesco Feuerbach sosteneva: “Siamo ciò che mangiamo”. Molte persone negli ultimi tempi hanno trovato un cibo caldo presso la Caritas, altri nemmeno lì. E si sa, la gente a stomaco vuoto sa essere molto pericolosa. Proteste ci sono state, ci sono e ci saranno ovunque. A Palazzo Chigi si spera non come ieri sera, ma chissà. Io non dormirei sonni tranquilli.

Maurizio Troiano

Diplomato col massimo dei voti al Liceo Classico di Foggia, ho deciso di seguire il percorso più vicino a me, quello di Scienze Politiche. Trasferitomi a Siena, ho trascorso qui anni eccezionali, laureandomi in Relazioni Internazionali con 110/100 e lode, ma soprattutto incontrando persone meravigliose, grazie alle quali son riuscito a costruire questo blog. Da Siena ho raggiunto Forlì, laureandomi in Scienze Internazionali e Diplomatiche, intraprendendo il percorso della diplomazia, che è il mio sogno ed obiettivo. Concluso ormai il Master in Scienze Diplomatiche a Roma presso la SIOI, sto proseguendo nelle mie ricerche nell'alveo delle relazioni internazionali, dei rapporti tra Stati e degli affari esteri che ho avuto modo di approfondire anche grazie a numerosi progetti e simulazioni internazionali. Mi animano motivazione e passione, sono loro a guidarmi ogni giorno tanto nel blog quanto nei miei studi. In fin dei conti, come sosteneva Norman Augustine: “La motivazione batterà quasi sempre il semplice talento.”

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