Napoli lo ha confermato: non ne siamo usciti migliori

Napoli lo ha confermato: non ne siamo usciti migliori

Su quello che è accaduto nella serata di ieri a Napoli, appena scattato il primo coprifuoco voluto dal presidente della Campania Vincenzo De Luca sono state profetiche le parole con cui, qualche giorno fa in un’intervista fatta su Siena News mi ha risposto uno psicologo.

Affrontando l’argomento di questa nuova ondata di contagi da covid-19 e delle possibili nuove misure restrittive, ha ricordato gli insegnamenti dello zoologo austriaco Konrad Lorenz: “se tanti membri di una stessa specie sono tenuti sotto restrizioni tra loro si sviluppa un’aggressività reciproca”.

Una frase usata per esemplificare quanto era accaduto in Piazza Atlas a Livorno nella serata di qualche giorno fa quando membri delle forze dell’ordine sono stati aggrediti durante i controlli per verificare il rispetto delle norme anti-contagio.

Da mesi ci sono avvisaglie di tensione e rabbia sociale tra i cittadini – l’ ho scritto anche su Spazio Politico in una riflessione – ma quanto è accaduto nella città di Partenope rappresenta, in mia opinione, un punto di non ritorno. A marzo, quando abbiamo conosciuto quello che voleva dire lockdown, eravamo convinti che, una volta finito tutto, saremmo usciti dalle nostre case e saremmo stati delle persone migliori, l’illusione era che finalmente saremmo stati solidali tra noi.

La realtà delle cose però ha dimostrato il contrario ed è evidente che in Italia si è creata una frattura ormai insanabile. Viviamo i giorni del tutti contro tutti, non solo in politica, ma anche tra i cittadini. Basterebbe guardare come si è infiammata la polemica tra le partite iva, gli autonomi e i dipendenti statali, i pensionati e chi ha il reddito di cittadinanza.

Sui social scorre come un fiume l’odio tra fazioni diverse, incapaci di capire chi non la pensa come loro: tra chi è un sovranista e chi è un sostenitore di Conte o tra chi segue la medicina che viene chiamata “ufficiale” nei giornali e chi ha iniziato ad ascoltare il parere di personaggi come Giulio Tarro o Stefano Montanari, tra chi ha un parente anziano e teme per la sua salute a casa e chi dice che tanto il virus non uccide più nessuno.

Non ce ne siamo resi conto, ma basterebbe leggere un post di Facebook sul Sars-Cov2 per capire che viviamo tra persone che sono essenzialmente fondamentaliste. In questi mesi è stata una guerra di continua di parole, che ieri si è trasformata in guerra nelle strada perché la rabbia che è stata coltivata a lungo è esplosa.

L’aria che respiriamo in questi giorni si fa sempre più pesante…

Marco Crimi

Senese, laureato in Scienze Politiche, collaboro con un giornale e scrivo per passione

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: