Lo ammetto: Giani mi è piaciuto contro i no-vax

Lo ammetto: Giani mi è piaciuto contro i no-vax

Inauguro questa rubrica e mi chiedo: di che parlare poche battute? Della conferenza di Draghi? Obbligo vaccinale? Terze dosi di vaccino? Afghanistan? Mps? Letta candidato a Siena? Salvini? Meloni?

Ci penso e mi dico: il primo di cui parlerò è Eugenio Giani, presidente di Regione Toscana. Perché? Semplice: in un momento in cui in molti, in politica, desistono dal reagire ai no-green pass, no-vax, o addirittura sostengono le loro lotte, lui convintamente dice: “Imporremo il green pass in ogni luogo che da presidiare per l’interesse nella comunità” ed ancora “da ottobre non ci saranno scuse: chi non si è vaccinato sarà sempre più interdetto dalla possibilità di stare negli spazi pubblici”.

Un aut aut e anche un’ottima offensiva verso gli indecisi. Per i toscani non ci sono più scuse visto che ci si può fare somministrare dosi senza prenotazione negli hub e addirittura ci sono i camper delle Asl che portano i vaccini dalla popolazione.

E a chi mi chiede “e la libertà personale”? Rispondo ancora parafrasando Il Governatore della Toscana: “Il covid, dopo le due guerre mondiali, è la cosa che ha fatto scomparire più persone, oltre 130 mila morti. Noi stiamo qui ancora a fare discorsi sulla libertà di vaccinazione ? Questa deve essere diffusa e chi non lo fa diventa uno strumento del virus. Non è una questione di libertà individuale, ma di dovere verso la comunità“. E sulla sicurezza delle dosi? Anche qui vi io riprendo di nuovo un tweet di Giani: “Nell’ultima settimana 8 nuovi ingressi su 10 in terapia intensiva sono persone non vaccinate. Il vaccino salva la vita”.

Marco Crimi

Pubblicista, senese, laureato in Scienze Politiche, collaboro con un giornale e scrivo per passione

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