Gamestop: che succede? Da 20 a 500 dollari in pochi giorni

Gamestop: che succede? Da 20 a 500 dollari in pochi giorni

La vicenda Gamestop degli ultimi giorni ha catturato l’attenzione dei principali media mainstream, oltre a quella delle testate d’informazione specializzate.

Questa azienda, che da alcuni anni riporta bilanci deludenti, ha vissuto un’autentica esplosione negli ultimi giorni in borsa. Il suo prezzo per azione è infatti passato da 20 dollari di inizio anno ad addirittura 500 durante la seduta del 29 gennaio. Cerchiamo di capire come.

Un po’ di storia

Gamestop è una catena di negozi specializzata nella vendita di videogiochi. Fondata nel 1984 negli Stati Uniti, si è poi espansa con oltre 5000 punti vendita in numerose nazioni, 6 miliardi di fatturato e circa 14.000 dipendenti.

Fino a pochi anni fa leader nel settore, analogamente a quanto accaduto a Blockbuster(colosso dell’intrattenimento videoludico che ha chiuso i battenti nel 2013) ha dovuto fronteggiare la serrata concorrenza del digitale. Da qualche tempo infatti il supporto fisico dei videogiochi sta venendo rimpiazzato dal formato immateriale, fruibile attraverso download più o meno legali.

Il destino di Gamestop sembrava segnata. Fino a pochi giorni fa

Davide contro Golia

Al di là dei cambiamenti di mercato, le azioni di Gamestop, quotate al Nasdaq( indice della borsa americana composto da titoli tecnologici) hanno attirato le attenzioni degli utenti del social network Reddit.

I loro passaparola hanno scatenato una incredibile ascesa delle azioni, fino a  500 dollari, in un’alternanza di rialzi e ribassi molto caotica. Quotazioni da capogiro, considerando che anche nei migliori anni Gamestop difficilmente aveva azioni che superavano 100 dollari l’una.

L’obiettivo di questi utenti, autodefinitisi degenerates, era quello di intralciare i piani di certi hedge funds che avevano scommesso sul ribasso delle azioni di Gamestop, puntando al ribasso.

Short selling

Questi fondi volevano dunque attuare una vendita allo scoperto(short selling) cioè un’operazione finanziaria volta a vendere titoli che il venditore non possiede direttamente, ma che prende in prestito da una banca o da un intermediario finanziario versando un corrispettivo, al fine di ottenere un profitto a seguito di un ribasso della borsa valori. Un genere di operazioni sicuramente speculative e fastidiose, ma comunque legali. Tale tentativo, in questo caso, è tuttavia fallito.

Tutto è ben quel che finisce bene(?)

Curiosamente, la piattaforma di trading  utilizzata dai degenerates per imbastire questa imboscata  contro i fondi speculativi si chiama Robin Hood. E come il ladro gentiluomo della foresta di Sherwood , questi utenti hanno saputo aiutare chi era in difficoltà a discapito dei ricchi, avidi e cattivi. Una truppa piccola, ma ben organizzata.

Questa vicenda, tuttavia, mette in luce un tema molto importante: il progressivo distacco tra il mondo dell’economia reale e quello della controparte finanziaria. Mettendo ancora di più nel mirino la presunta autoregolazione dei mercati, bersaglio di infinite critiche da dopo il 2008, che vedrebbe il prezzo come punto di incontro ottimale fra domanda e offerta.

Può darsi che ci saranno altri emuli di Gamestop. Un altro pare già essere partito nei confronti dell’argento, salito ai massimi da 8 anni. La cosa più scandalosa di tutto, però, è probabilmente il silenzio della Security Exchange Commission(SEC) , corrispettivo a stelle e strisce della nostra Consob. Lo stesso che rimase in silenzio quando nel 2008 Lehman Brothers era prossima alla bancarotta.

Sperando che il silenzio, almeno di oggi, non sia sinonimo di impotenza. È il libero mercato, bellezza.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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