La fase due ha un nuovo protagonista: il generale Pappalardo

La fase due ha un nuovo protagonista: il generale Pappalardo

Ristoratori, insegnanti, avvocati, studenti, giovani medici, tassisti, commercianti. Sono solo alcune delle categorie economiche che negli ultimi 7 giorni sono scese in piazza per protestare in questa fase di emergenza. Sotto accusa molto spesso ci finisce il Governo Conte e le sue misure giudicate insufficienti, ma ci sono state manifestazioni anche contro le istituzioni locali, come quella sotto il palazzo della Regione Lombardia.

In diverse occasioni è apparsa chiara anche la connotazione politica di chi esprimeva il proprio dissenso, basti pensare alla “Marcia su Roma” che si è tenuta ieri e dove ci sono stati non pochi disordini: già il nome dell’evento spiega molte cose e poi, insieme alle 200 persone radunatesi in piazza Venezia, c’erano i rappresentanti di Casapound.

L’aria in Italia si sta facendo frizzante e alla preoccupazione generale sullo stato dell’economia, con il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che prevede un crollo del 13% del nostro Pil, si aggiunge anche quella di vivere un nuovo autunno caldo in un paese non più colpito solo dal covid-19 ma anche da una grave crisi sociale.

In una condizione di smarrimento generale c’è una figura che dà una ritrovata sicurezza: il generale dei carabinieri in pensione Antonio Pappalardo. “Ci sono dei momenti storici in cui una nazione non può restare a guardare”, così Pappalardo presenta il suo nuovo movimento in un video postato su Facebook. “Quando tutto crolla l’ultima frontiera delle democrazia è il popolo – afferma “.

“Se non cambiamo le cose adesso, nessuno verrà a farlo per noi, non verrà nessuno a salvarci”. Queste le parole del pittoresco ex-leader del Movimento Liberazione Italia che con l’emergenza coronavirus è tornato alla ribalta. Sabato è stato il suo giorno: è riuscito a portare tante persone davanti al Duomo di Milano ed anche nel resto delle piazze del Belpaese.

Il caso vuole che, davanti alla Madonnina, molte di queste fossero senza o con le mascherine abbassate. Un evento che ha fatto arrabbiare molti tra cui il sindaco lombardo Giuseppe Sala che in un tweet ha annunciato di aver chiesto “al Prefetto di denunciare gli organizzatori della manifestazione” per un “atto di irresponsabilità” in una città ” sta cercando di uscire dalla difficile situazione in cui si trova”.

Al grido di “Libertà” i gilet arancioni, questo il nome del gruppo creato e capeggiato dall’ex-militare, hanno chiesto che si metta fine al governo Conte con la nascita di un nuovo governo nazionale, l’elezione di un’assemblea costituente per approvare una nuova legge elettorale e la coniazione di una nuova moneta: la lira italica.

Sono quarantacinque i punti del loro programma politico che come si legge “prevede radicali trasformazioni delle Stato”. Oltre alle proposte citate prima ci sono anche quelle di “ un referendum” per rendere l’Italia “ una repubblica confederale” oppure il “Recupero della fede cristiana e dei valori identitari del Popolo Italiano, mediante lo sviluppo di specifiche attività culturali e sociali”.

Sui vaccini invece i gilet arancioni vogliono istituire “ un commissione di medici, imparziale e non condizionata dalle case farmaceutiche, che dovrà in 30 giorni emettere un giudizio, basato su inoppugnabili dati scientifici”. Sempre in ambito sanitario si vuole la “libertà medica in tema di medicina alternativa, sia come esercizio che come insegnamento universitario”.

Marco Crimi

Senese, laureato in Scienze Politiche, collaboro con un giornale e scrivo per passione

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