Energia nucleare: la rivincita

Energia nucleare: la rivincita

Dopo anni di demonizzazione, pare che l’energia nucleare abbia riconquistato la fiducia degli attori istituzionali.

Accade in Europa, che pare tornata pragmatica dopo anni di sbornia ultra ambientalista e “gretina”. Nello specifico, la Commissione Europea, l’organo esecutivo all’interno dell’UE, che ha dichiarato l’energia nucleare e il gas naturale energie verdi.

Ci sono quattro parametri per definire sostenibile l’investimento in una centrale a gas:

1)l’impianto deve rimpiazzarne un altro più inquinante;

2) deve prevede un “piano” per tendere a gas meno inquinanti entro il 2035

3) deve ricevere il permesso di costruire entro il 2030

4) emissioni di CO2 per kWh sotto 270 grammi;

Per quanto riguarda il nucleare, i requisiti sono due:

  1. L’impianto deve ricevere il permesso di costruire entro il 2045.
  2. Deve prevedere un piano per lo smaltimento delle scorie radioattive.

I MOTIVI DELLA REDENZIONE

Cosa ha determinato questa clamorosa virata? In due parole: caro bollette. Il prezzo del gas naturale è quasi decuplicato in 12 mesi. In tutto il Vecchio Continente, questi rincari stanno facendo esplodere i costi a carico di imprese e famiglie, facendo rischiare un blackout energetico ed economico.

In Francia, dove il nucleare incide ancora oggi per il 70% dell’offerta energetica, il presidente Macron ha annunciato di voler costruire nuove centrali per lgarantire ‘indipendenza energetica del paese e la neutralità carbonica entro la fatidica data del 2050. Il ricordo dei gilet gialli, che nel 2018-19 misero a ferro e fuoco l’Esagono per protestare contro il caro bollette, è ancora vivissimo.

La Francia appoggia il cambio di vedute della Commissione, che è invece avversato da Germania e Austria.

PERCHE BERLINO NON VUOLE

La Repubblica Federale Tedesca, entro la fine dell’anno, spegnerà le ultime centrali rimaste. La decisione fu presa dalla Cancelliera Merkel nel 2011, all’indomani dell’incidente di Fukushima.

Scelta dettata anche da esigenze politiche, nello specifico quella di reagire alla crescita dei consensi dei Verdi, oggi al governo con socialdemocratici e liberali.

Una scelta che però ha reso Berlino più esposta ai rincari del gas, strumento di ricatto per eccellenza della Russia di Vladimir Putin, come stiamo vedendo. Paradossalmente, per evitare il blackout la prima economia europea(e la quarta mondiale) sta utilizzando le sue miniere di carbone. Una fonte d’energia altamente inquinante che ne rimpiazza una ad emissioni zero come il nucleare.

IL DISASTRO DI GRETA

Moltissimi governi europei hanno inseguito il movimento “Fridays for Future” per raccogliere consensi presso una minoranza rumorosa dell’elettorato, esponenzialmente amplificata dai mezzi di comunicazione. Salvo scoprire che senza nucleare e basse riserve di gas il caro bollette sarà travolgente. L’ideologia è stata, almeno per ora, accantonata in favore del pragmatismo. Basta parlare di fittizie infanzie rubate.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: