Elogio del Governo Conte

Elogio del Governo Conte

È quasi incredibile che io scriva un articolo con un titolo così. Chi infatti legge i pezzi che pubblico su questo blog e soprattutto chi ascolta quello che dico durante le nostre dirette su Twitch, non può ignorare che io non appartengo propriamente ai fan più sfegatati né di Giuseppe Conte né del governo giallorosso, né tantomeno del partito o movimento che ha lanciato Conte nell’agone politico italiano e del quale adesso lo stesso ex-premier è diventato il nuovo leader. Ma allora perché scrivere un pezzo così apertamente “Contiano”? In realtà questa non vuole assolutamente essere una difesa del precedente governo, semmai è un tentativo per mettere in luce le mancanze dell’esecutivo attuale.

La politica dell’odio e dell’amore

Quello che personalmente mi infastidisce della narrazione politica e giornalistica italiana è la sindrome dell’innamoramento, dell’infatuazione per l’ultimo arrivato, non chiaramente in termini di competenza o autorevolezza, ma da un punto di vista prettamente politico. Questo tipo di meccanismo ha investito Conte e non poteva risparmiare di certo la figura del Presidente Mario Draghi. L’unica cosa che è cambiata in questo passaggio è il posizionamento dei protagonisti della grande stampa e della televisione: chi elogiava Conte ora critica Draghi e chi invece criticava l’attuale capo grillino adesso tesse le lodi dell’ex presidente della BCE. Cerchiamo tuttavia di entrare nel corpo dell’articolo per declinarne al meglio il contenuto.

Il Governo dei migliori

Partiamo da questa formula magniloquente. Il problema chiaramente non è la figura del presidente Mario Draghi, le cui competenze non sono mai state neanche lontanamente in discussione, il fatto è che questo era già il governo dei migliori prima ancora di nascere. A tutti coloro che penavano con questi aggettivi così ossequiosi di spianare la strada al nuovo esecutivo in realtà lo hanno messo nella posizione più scomoda e difficile possibile. Dispiace dirlo ma si tratta della solita noiosa retorica che da anni imperversa nel nostro Paese e che ci crea moltissimi problemi e disagi. Questo perché ci carica di aspettative, carica di ansia coloro o nella maggior parte dei casi purtroppo colui che quelle aspettative deve soddisfare, permea e ha permeato in modo irreversibile la nostra cultura politica di un leaderismo malato e anche totalmente privo di prospettive.

Governo Conte vs Governo Draghi

Ed eccoci arrivati alla parte più spinosa dell’articolo. L’ardua sentenza come si direbbe. Qual è il governo migliore o peggiore tra quello guidato da Giuseppe Conte e quello invece a guida Mario Draghi? Anche qui per dare una risposta sensata e ragionata bisogna giocoforza uscire dalla logica della tifoseria e guardare ai fatti. In ordine sparso per non annoiare nessuno, facciamo una piccola lista della spesa per cercare di capire come si sta muovendo il governo Draghi per quanto concerne i dossier più importanti. Sulla campagna vaccinale la morale è sempre quella, non fai merenda con Girella, ma molto semplicemente se avremo un quantitativo di dosi decente allora potremo dare corpo ad un’immunità di gregge in tempi ragionevoli altrimenti dovremo stringere i denti ed aspettare.

Il cambiamento del Gattopardo

Nessun cambiamento rispetto al governo Conte, sono cambiati i vertici per nulla esaltanti della protezione civile e della task-force anticovid Borrelli ed Arcuri e sono stati sostituiti con gli altrettanto opachi e poco esaltanti Curcio e Figliuolo. Recovery Fund: non se ne sa più nulla, chi se ne sta occupando? Chi lo sta scrivendo? Quali i punti principali? A Conte una marea di critiche, a mio parere legittime, a Draghi invece? Tutti in silenzio. Ah già… quando entra in campo Cristiano Ronaldo gli altri si devono fermare. Questo è il nuovo mantra, mantra che tra l’altro dimostra quanto i nostri politici capiscano poco anche di calcio.

The winner is….

Nessuno purtroppo, siamo tutti perdenti. Siamo tutti vittime di una narrazione di questo tipo, in costante ricerca del Caudillo di turno da amare o da odiare a seconda dei casi. Siamo chiaramente vittime anche di una classe politica anch’essa alla ricerca perenne di uomini della provvidenza verso i quali scaricare i demeriti e intestarsi le conquiste. Chiedo scusa ai lettori per il titolo così fuorviante, non è stato assolutamente un elogio al governo ed alla figura di Giuseppe Conte, spero almeno sia stata una assoluzione verso le critiche più ingiuste e infondate subite nell’ultimo anno o che perlomeno sia stata una scossa per intravedere, laddove ci sono, elementi di criticità anche in coloro che ci appaiono infallibili.

Lorenzo Marretti

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