Draghi si scopre debole. Il 2022 sarà l’anno della delusione?

Draghi si scopre debole. Il 2022 sarà l’anno della delusione?

Finito l’indegno teatrino del Quirinale, con Sergio Mattarella che a furor di popolo è stato richiamato a rinnovare l’incarico, i prossimi mesi si annunciano irti di ostacoli per l’attuale inquilino di Palazzo Chigi, Mario Draghi. 

Il bicchiere mezzo pieno.

A scanso di fraintendimenti, il lavoro dell’attuale esecutivo è stato molto buona finora.

Chiamato per gestire la lotta alla pandemia e la ripresa economica, l’ex governatore della Bce, coadiuvato dal generale Figliuolo, ha reso l’Italia uno dei paesi più vaccinati al mondo, cosa che permette di tenere a bada decessi e ricoveri nonostante la contagiosissima Omicron.

 A livello economico, l’economia italiana nel 2021 ha registrato una crescita che non si vedeva dal lontanissimo 1976, quando ancora c’era la Tv in bianco e nero in molte case. Certo, c’è da considerare l’effetto rimbalzo, ma come ripresa del Pil stavolta siamo fra i primi della classe. Discorso simile anche per l’occupazione , quasi ritornata ai livelli pre Covid, mentre il Ftse Mib è ai massimi da 10 anni e la ricchezza degli italiani ha superato la soglia psicologica di 10.000 miliardi.

Dopo molti anni, poi, il Belpaese gode di una leadership stimata e ascoltata a livello mondiale, mentre la superpotenza americana e l’ex impero britannico si destreggiano fra  il senescente Biden e l’imprevedibile Boris Johnson. La Germania ancora non ha trovato la sua bussola nell’era post Merkel.

Tutto bene… fin qui.

La frantumazione della maggioranza

Dallo scorso autunno, la spinta propulsiva del governo Draghi si è via via affievolita. Le tensioni inter-partitiche e intra-partitiche hanno logorato l’azione dell’esecutivo, raggiungendo l’apogeo del ridicolo nell’ultima settimana.

 Nonostante le sue legittime ambizioni di diventare Capo dello Stato, dalla Lega al PD, ogni partito ha bloccato Super Mario, perché “serve a Palazzo Chigi”.

Tra i ministri, unico ad essersi speso esplicitamente a suo favore è stato Giancarlo Giorgetti, esponente di una Lega, partito sull’orlo di una crisi di nervi dopo il flop Quirinale.

La madre di tutte le battaglie

Con una squadra così disunita, non sarà facile trovare la forza per fronteggiare l’impennata dei prezzi e in particolare delle bollette. La stima di una crescita del 4,7% per il 2022 è già stata ridotta ad un più realistico 4%, peraltro non scontato.

 Va detto che l’andamento di certi dossier è legato solo parzialmente all’azione del governo. La corsa alle materie prime, le strozzature nei colli di bottiglia e le tensioni fra Russia e Occidente saranno determinanti, oltre ovviamente all’evoluzione della pandemia.

Orizzonti tempestosi

Sebbene la reputazione e il prestigio del premier non siano in discussione,  le tensioni nella maggioranza non permetteranno di implementare un’agenda economica efficace.

Come fare, ad esempio, a centrare i 100 obiettivi per incassare i 40 miliardi del PNRR per il 2022?

Essi richiedono un mare magnum di micro-riforme invise ai partiti. Nel frattempo, seppur gradualmente, la Bce riduce la liquidità in circolazione ,per bilanciare le spinte inflattive. Le emissioni nette di debito pubblico dovranno in parte essere assorbite dal mercato. Questo significa esporsi al giudizio degli investitori, non sempre teneri in passato col Belpaese.

Finita la fase più acuta della pandemia( non dovrebbe mancare molto, speriamo), si tornerà alla normalità economica: niente più bonus a pioggia, né costi di indebitamento sterilizzati.

I partiti sperano di sfruttare i prossimi mesi come campagna elettorale, in attesa delle politiche di primavera 2023. Ci sarà competizione sulla ripartizione delle risorse.

E Draghi sarà certamente meno propenso ad assecondare i desiderata dei suoi falsi sostenitori.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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