Draghi fa come gli pare: la buffa fenomenologia del premier

Draghi fa come gli pare: la buffa fenomenologia del premier

Lo ammetto, quando Mario Draghi fa un po’come gli pare e tira dritto e la cosa più bella. Fanno ridere più che altro che quelli che lo sostengono, la stragrande maggioranza del Parlamento, si azzannino tra loro, un giorno sì e l’altro pure, mentre lui fa il suo.

Il tutto è buffissimo, ci stavo pensando ieri: ma Salvini quanta polemica ha fatto sul ministro degli interni Luciana Lamorgese e il suo operato? Draghi prende e, in conferenza, risponde: “La ministra secondo me lavora molto bene. Io non ho trovato qualcuno che avesse la bacchetta magica e i numeri di quest’anno non sono spaventosi. Io credo che la ministra faccia il suo dovere e lo faccia bene”.

Questo è solo l’ultimo esempio di una miriade di situazioni in cui, qualcuno dice la sua è il premier economista gli risponde “niet”. Ve lo ricordate con Letta sulla tassa di successione? “Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli”. La proposta fu stroncata sul nascere.

Oppure quanto ci ha gasato quando ha risposto con due secchi “si” a chi, della stampa, gli chiedeva della possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale e la terza dose di vaccino? Li vedete personaggi come Armando Siri della Lega mentre ascoltano la risposta?

I partiti lo tengono lì, lui fa come vuole e una parte dell’elettorato più sovranista e più a sinistra ci sforma. Chapeau! Con la sua presenza ricorda a tutti che, in questo Paese, si criticano sempre i tecnici ma poi, puntualmente, non se ne può fare a meno.

Marco Crimi

Pubblicista, senese, laureato in Scienze Politiche, collaboro con un giornale e scrivo per passione

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