Cina ,il debito come arma contro gli Usa

Cina ,il debito come arma contro gli Usa

Negli ultimi anni, le tensioni fra Cina e Stati Uniti sono salite ai massimi storici su numerosi dossier. Dalla cronica guerra commerciale, alla repressione di Hong Kong, allo status di Taiwan, fino alla pandemia da Covid-19 ed ora addirittura l’app TikTok.

Un altro tema particolarmente delicato di questa competizione è quello del debito pubblico statunitense in mano al Dragone, che potrebbe utilizzarlo per destabilizzare l’economia americana e portare Washington a più miti consigli.               

C’è molta attenzione, interesse e preoccupazione su cosa succederebbe se Pechino iniziasse a vendere i bonds del Tesoro Usa. Cerchiamo di capire il perché.

Da dove nasce l’indebitamento

Per finanziare deficit sempre più consistenti, anche superiori ai 1000 miliardi annui, il governo federale Usa emette dei titoli di debito, denominati Treasury securities, che possono essere acquistati anche da soggetti esteri.

I detentori di tali titoli ricevono degli interessi due volte all’anno;  al momento della scadenza(quasi sempre fra 2 e 10 anni dall’emissione) viene rimborsato l’intero capitale nominale versato inizialmente.

Grazie a numerosi fattori geopolitici ed economici che la rendono la superpotenza mondiale, gli Stati Uniti godono di valutazioniestremamente favorevoli sulla propria capacità di sostenere il debito.

Il debito statunitense è pari a circa 26.000 miliardi di dollari, oltre il 100% del Pil, il più grande del mondo in termini assoluti. Gran parte è in mano a soggetti interni, come famiglie, banche o istituzioni come la Federal Reserve. Gli investitori stranieri, soprattutto governi e banche centrali, detengono circa 6000 miliardi. Di questi, 1100 sono in mano alla Repubblica Popolare.

Here's who owns a record $21.21 trillion of U.S. debt - MarketWatch
I principali creditori internazionali degli Usa. Fonte: Marketwatch 2018

Perché acquistare il debito

Acquistare il debito americano è un’attività assolutamente sensata per Pechino. Avendo un enorme surplus commerciale con gli Usa, può usare le riserve di dollari, valuta pregiata per eccellenza, al fine di acquistare securities. Le riserve di valuta estera possono essere impiegate anche per influenzare il valore della moneta. Ad esempio, acquistare debito americano farebbe aumentare il valore del dollaro, rendendo le proprie esportazioni in Yuan più competitive. È una questione sottolineata più volte anche da Donald Trump, che ha più volte accusato il Dragone di manipolare la propria valuta .

Che accadrebbe se la Cina vendesse il debito Usa?

La Cina potrebbe utilizzare lo strumento del debito in due modi per colpire l’avversario.

In primo luogo, potrebbe cedere le obbligazioni sul mercato, usando il credito come misura coercitiva. Tale mossa potrebbe però rivelarsi di scarso effetto: i titoli di Stato americani hanno molta richiesta sul mercato. Nel 2015 Pechino vendette circa 180 miliardi di debito ed il mercato reagì a malapena. Nel 2018 anche la Russia ha ridotto le proprie riserve in dollari per 81 miliardi di dollari, pari all’84% dei titoli complessivi. Anche qui la risposta dei mercati finanziari fu di scarso interesse.

Un’altra possibilità sarebbe quella di non rinnovare gli acquisti di titoli a scadenza. Ma il governo americano emette sempre nuovo debito per rifinanziare quello in scadenza. Anche nella remota ipotesi in cui gli operatori privati non decidessero di acquistare il debito venduto, potrebbe intervenire in ultima istanza la Fed( ormai principale creditrice del governo federale) per fagocitare le obbligazioni cedute e mantenere i tassi a livelli contenuti.

Anche se la Cina decidesse di vendere tutto il debito americano in suo possesso, questo creerebbe una fortissima turbolenza nel sistema finanziario globale, andando a danneggiare anche le proprie esportazioni, che hanno negli Usa il principale mercato di sbocco, nonché il principale “contributore” in materia di investimenti esteri sul suolo sinico.

In conclusione

Un’altra ragione di ansia per il debito americano in mano ai cinesi è la reputazione che il colosso asiatico ha di “diplomazia del debito”. A tal proposito, ci si riferisce ai prestiti erogati ai paesi in via di sviluppo, non tanto per lo scopo ufficiale di aiutare le economie locali, ma per garantirsi il possesso in futuro di determinate infrastrutture strategiche, ponendo queste ultime come ipoteca qualora i prestiti non venissero onorati.

Si è parlato moltissimo di questo rischio anche in Italia, a seguito del memorandum d’intesa siglato dal Belpaese per l’adesione alle Nuove Vie della Seta, mastodontico progetto commerciale e geopolitico varato nel 2013 dal leader cinese Xi Jinping.

In sintesi, le due potenze sono ancora molto interdipendenti ed un atto valutario sconsiderato come la cessione del debito provocherebbe gravi danni anche al suo fautore.  I costi di una tale azione sarebbero dunque molto superiori ai benefici

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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