Calenda fonda Azione, l’ennesimo partito di centro

Calenda fonda Azione, l’ennesimo partito di centro

Carlo Calenda, ex Ministro dello Sviluppo Economico, dopo giorni di annunci, ha finalmente fondato Azione, il suo nuovo partito. L’eurodeputato in quota PD ci ha ormai abituato ad un alto livello di eclettismo. Montiano prima, Renziano poi, decide di prendere la tessera dei dem per creare un fronte Repubblicano, salvo poi stracciarla lo scorso Agosto dopo l’appoggio di Zingaretti al Conte bis. Eletto fra i democratici come parlamentare europeo, fonda Siamo Europei, movimento (non partito) dalle idee vicine a +Europa. Inizia, quindi, un sodalizio con Matteo Richetti, anche lui dissidente PD e, nella giornata di oggi, decide di fondare un partito centrista di ispirazione popolare e Sturziana.

Il manifesto

L’ex Ministro dello Sviluppo Economico, da subito, non tradisce la sua attenzione per le tecnologie e la società del futuro. Il logo del suo partito, bianco e blu, cita per colori il centrismo progressista del Partito Democratico americano, mentre per font rimanda allo stemma degli Avengers, strizzando gli occhi anche ai giovani (e ai meme). Anche il motto, “Entra in Azione”, sembra una call-to-action dai contorni da cinecomics mentre lo slogan “L’italia è più forte di chi la vuole debole”, suggerisce tematiche da Giovine Italia in salsa centrista.

Il logo di Azione e lo stemma di Avengers nel tweet di un utente

Il manifesto, così come il simbolo, è figlio del nostro tempo. Calenda opta per una presentazione video, discorrendo sulle basi del programma di partito e risparmiandoci un’esposizione delle informazioni come muro di testo, formato ormai desueto e sempre più odiato dalle nuove e vecchie generazioni. Come introduzione sceglie una frase ad effetto dal berlusconiano stile “L’italia è un grande paese” ed indirizza il proprio messaggio all’Italia “che lavora, produce, studia e fatica”.

Nel mirino di Azione ci sono i populisti ed i sovranisti, e le rispettive classi dirigenti. Ma Calenda sottolinea che “la nostra classe politica ce la scegliamo” e “nessuno di noi assumerebbe uno degli attuali leader politici per gestire la sua attività”, puntando anche il dito su un diffuso mal costume italico che ha permesso alla massa elettrice di premiare l’uomo comune, anziché l’uomo eccellente. Lo Stato, invece, sarebbe colpevole per la sua eccessiva burocrazia ed andrebbe rafforzato nei pilastri fondamentali di “Scuola, Sanità, Sicurezza e Giustizia”. Lo stesso settore economico dovrebbe essere riformato per poter “Investire, proteggere e liberare”: investire nel futuro, proteggere dalle ingiustizie sociale, liberare l’uomo da vincoli inutili. Altre parole chiave? Coerenza e Buon governo.

Centro-destra o centro-sinistra?

Se le idee sono di capitale importanza, lo stesso si dovrebbe dire di una seria collocazione ideologica del nuovo partito. I maggiori commentatori insistono sul fatto che Azione si aggiunga al club di “centro-sinistra”, proprio per i trascorsi di Calenda e del fedele Richetti come esponenti di punta del PD. Ma un partito non può considerarsi di sinistra solo perché parla di educazione e sanità, o perché si “scaglia se e senza ma” contro l’onda sovranista.

Azione si rifà al liberalismo sociale ed al Partito Popolare di Don Sturzo, esponente del centrismo nell’Italia Liberale ed interlocutore delle masse popolari in funzione anti-socialista. Fra i punti programmatici annunciati non vi è cenno all’immigrazione e si parla di Giustizia intransigente sebbene non giustizialista. Come già citata, la Sicurezza è un pilastro importante, così come uno sviluppo sostenibile che non si declini in “decrescita (in)felice”. Inoltre, Azione, per ammissione del suo leader, guarda ad un modello liberal-democratico per formare un argine Repubblicano contro populismo e sovranismo.

Ascoltando le sopracitate proposte, Calenda appare come un esponente puramente centrista, sposta il baricentro dalla destra lib-dem parlando di istruzione, sanità e di un certo grado di politiche sociali per contrastare la modernizzazione smodata e veloce. Resta però il sospetto che l’ex Ministro, oltre che a Sturzo, prenda ad esempio Scelta Civica di Mario Monti, pensando ad un modello Tecnocratico che attragga tutti coloro che “si sono misurati con il cambiamento”. Parlerà forse di tecnici e imprenditori?

Logo di Azione preso dal sito internet del nuovo partito
Logo di Azione / dal sito internt del partito

Chi ne fa già parte?

La tessera di Azione non sarà esclusiva. Chi vorrà farne parte potrà farlo senza rinnegare altri partiti o movimenti, così da ricercare una sinergia che forse stona con il tema della Coerenza tanto cara a Calenda. Nel frattempo, però, alcuni esponenti del mondo della politica, dell’impresa e dell’amministrazione hanno già aderito al progetto. Fra coloro che Calenda ha nominato durante un’intervista al Messaggero vi sono gli imprenditori Baban dei piccoli industriali e Cimmino di Yamamay; come esperto di sanità Walter Ricciardi; fra gli amministratori locali i sindaci di Siracusa e Cinisi, ma anche alcuni esponenti politici di +Europa.

Il partito di Calenda, insomma, aspira ad un’Europa federale ma non sta con la Bonino; si erge ad argine centrista contro i populisti ma non guarda a Italia Viva; vuole parlare a sinistra ai disillusi della modernità ma ripudia il PD. Per adesso sappiamo solo cosa non vuole essere e per saperne di più dovremo aspettare il suo primo evento organizzato fissato per il 30 Novembre a Roma. Ma veramente avevamo bisogno dell’ennesimo partito centrista con le idee confuse?

RICCARDO PARADISI

Seguimi su anche su Facebook

Riccardo Paradisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *