No, Bitcoin is not money.

No, Bitcoin is not money.

I Bitcoin ormai sono sulla bocca di tutti.

Non c’è un singolo operatore economico che non desideri questo prodotto, dal neoarrivato trader del Nasdaq a super miliardari come Elon Musk. Anche Mario Draghi si espresse in merito qualche anno fa. Come siamo arrivati fino a questo punto? Cerchiamo di capirlo.

Nascita e miracoli del bitcoin( niente morte per ora).

Il bitcoin nasce nel 2008, in piena crisi subprime, ad opera di un gruppo di informatici che si nascondono dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Stiamo parlando di una criptovaluta, cioè una moneta virtuale.

La sua caratteristica principale risiede nel fatto che essa non sia vincolata da un’autorità pubblica come una banca centrale ,che la genera e distribuisce.

Il suo valore è determinato esclusivamente dal rapporto domanda/offerta, senza nemmeno appoggiarsi alle banche commerciali o ad altri intermediari finanziari.

 Inoltre, la quantità di valuta in circolazione è limitata a priori( almeno per ora) a 21 milioni, dunque perfettamente conosciuta dai suoi utilizzatori che possono muoversi con questa consapevolezza.

La grande scoperta della blockchain

Riguardo all’aspetto tecnologico, sia la creazione di moneta che le transazioni vengono certificate e archiviate all’interno di una sorta di registro pubblico ,all’interno della rete informatica e suddiviso in comparti tra loro collegati (blockchain). La Rete bitcoin consente inoltre di possedere e trasferire la valuta in via anonima.

Il boom del 2020

A dicembre 2017 la quotazione del bitcoin era arrivata a 18.000 dollari per ogni moneta virtuale. Una cifra che sembrava stratosferica. Ma che è stata ampiamente superata a febbraio 2021, quando la quotazione ha raggiunto quota 50.000 dollari. Numeri da capogiro, considerando la pandemia in atto ed i suoi effetti nefasti. La criptovaluta si sta dimostrando un interessante mezzo di investimento(o speculazione?) ma difficilmente potrà diventare mezzo di pagamento.

La mossa(avventata)di Tesla

L’azienda del vulcanico imprenditore sudafricano Musk ha dichiarato di voler accettare il bitcoin come strumento di pagamento in futuro. Ma il condizionale è d’obbligo. Le quotazioni della criptovaluta sono troppo volatili, sia per apprezzamento che deprezzamento. Risulta ad oggi impensabile contrarre un mutuo o un prestito in bitcoin, sapendo che il suo valore è destinato a crescere e quindi a rendere il finanziamento più oneroso.

Corsi e ricorsi storici

Se veramente Historia Magistra Vitae la situazione per la moneta elettronica non risulta incoraggiante. Ci sono infatti molti precedenti storici che dimostrano come, a seguito del boom di domanda per un certo prodotto, è seguito un crollo verticale, in quanto la richiesta aveva natura speculativa.

Dalla bolla dei tulipani in Olanda(1634-37) , le ferrovie in Inghilterra(1840) all’impennata dei prezzi dell’oro in California (1857) fino alla storia più recente. Ovvero la Grande Depressione del 1929, la bolla immobiliare giapponese(1991) fino ai subprime del 2007-2008.

Questo però non significa che tutte le criptovalute( ben 2500) siano negative a prescindere. Come l’euro digitale.

Il progetto della BCE

Nel corso del 2020 si è parlato a più riprese della nascita di una cripto valuta dedicata all’Eurozona. Anche per bocca di Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della BCE. Non sono ancora chiare le caratteristiche di questa nuova valuta, ma delle sperimentazioni su di essa sono già previste per la prossima primavera. Possiamo quindi azzardare delle analisi.

Vantaggi..

Uno dei punti a favore di una moneta comune digitale sarebbe sicuramente il miglioramento della distribuzione di denaro attraverso politiche monetarie.SI potrebbe superare la necessità di intermediari fra le banca centrale e l’economia reale di famiglie e imprese .  Le modalità di erogazione dei bonus governativi verrebbero notevolmente accelerate e semplificate, grazie all’immediatezza delle transazioni digitali. Addirittura i 350 milioni di cittadini dell’Eurozona potrebbero avere un conto direttamente presso l’Eurotower.

Gli istituti di credito privati continuerebbero comunque ad occuparsi di sorveglianza.

..e svantaggi

Una eccessiva digitalizzazione della moneta a discapito del contante(che comunque non sparirebbe) assieme ad una riduzione dei depositi bancari presso la Bce sono due punti da tenere in considerazione. Per evitare abusi di questa forma di pagamento ed il suo possibile utilizzo per affari illeciti. Dei limiti di spesa e deposito per l’euro digitale sarebbero auspicabili, come avviene per il denaro fisico, assieme alla tutela delle altre forme di pagamento.

In conclusione

Il Vecchio Continente non è l’unico ad avviarsi verso la moneta elettronica. Dal governatore della Federal Reserve Jerome Powell è arrivato il via libero per un dollaro digitale, in attesa del Congresso. Anche la Cina ha avviato operazioni per uno yuan digitale, che potrebbe diventare realtà entro le Olimpiadi invernali di Pechino del 2022.

In sostanza, quando si parla di bitcoin è doveroso scindere la moneta elettronica dal meccanismo della blockchain. Se il bitcoin ha natura quasi esclusivamente speculativa, il sistema dei pagamenti su cui si regge è potenzialmente rivoluzionario. Se a questa tecnologia abbiniamo la solidità della garanzia offerta dalle banche centrali, la cosa si potrebbe fare davvero interessante.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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