Coprifuoco basta, non è una misura sanitaria

Coprifuoco basta, non è una misura sanitaria

Le mie prime uscite in assoluto la sera da solo con gli amici le ho fatte d’estate, al mare. Facevo le medie e avevo il permesso dei miei genitori per fare due passi in paese, comprensivi di un gelato due gusti e un paio di gettoni al cabinato di Virtua Striker 3 in sala giochi. Il rientro a casa doveva essere entro le 23.

Non ho mai capito cosa cambiasse tornare alle 23 o a mezzanotte o all’una. Ricordo solo che i miei genitori mi dicevano che per poter tornare più tardi dovevo fare il bravo. E così feci, conquistandomi ormai tanti anni fa il libero rientro a casa.

Oggi risulta difficile, in vista dell’estate, dover accettare ancora il coprifuoco alle 22. Se tutto va male, esteso fino al 31 luglio. Eppure noi i bravi li abbiamo fatti: siamo stati tappati in casa 9 mesi e non usciamo di casa dopo le 22 dallo scorso autunno.

Ci hanno detto che il coprifuoco e le varie restrizioni sarebbero servite a salvare il Natale. Ma non è successo. Ci hanno detto che il coprifuoco e le varie restrizioni sarebbero servite a salvare Pasqua. Ma non è successo. Ci hanno detto che il coprifuoco e le varie restrizioni sarebbero servite a salvare l’estate. Ma non sembra che stia succedendo.

Dati alla mano: il coprifuoco serve?

Premesso che il coprifuoco raramente si impone durante un’epidemia – solitamente si utilizza in caso di guerra, tensioni varie o disastri naturali – è interessante notare come nel caso specifico questa misura sia rivolta solo a limitare le interazioni sociali notturne, non il contagio. Perchè delle persone che parlano insieme alle 11 o alle 17 sono accettate – purché abbiano la mascherina e stiano a distanza -, ma le medesime persone – mascherate e a distanza – a mezzanotte e mezzo improvvisamente non vanno più bene.

Firenze deserta di notte (Foto Gianluca Moggi / New Press Photo)

Il coprifuoco ha evidenze scientifiche tali da giustificarlo? Sono andato a cercarmi qualche studio a riguardo. Ce ne sono di molti, quello britannico (ancora in pre-print), quello francese e altri ancora. Riassumendoli in estrema sintesi tutti dicono una cosa: che è difficile dimostrare che il coprifuoco serva e che se è vero che questo abbassa l’indice Rt è anche vero che è una misura che per funzionare ha bisogno necessariamente di essere accompagnata da altre restrizioni.

Piccole basi scientifiche alle quali qualcuno dei più rigoristi sicuramente vi si aggrapperà saldamente, ma che se volete crollano immediatamente di credibilità nel momento in cui viene ricordato a cadenze regolari che la trasmissione del virus all’aria aperta è molto rara. Una ricerca irlandese parla di un contagio ogni mille.

Il fatto è che il coprifuoco è tutto tranne che una misura sanitaria. L’unica finalità che ha è l’ordine pubblico, il che non fa che attestare l’incapacità delle istituzioni di operare controlli sul territorio. Il coprifuoco «è un deterrente». Non lo dico io, ma l’epidemiologa Lucia Bisceglia intervistata dal Corriere della Sera: «Introduce a livello psicologico un segnale d’allerta – dice –. Ci ricorda i comportamenti individuali da tenere e che non siamo al liberi tutti». Wow.

C’è poi anche un problema etico. Quello di dare per scontato che chi esce dopo le 22 sicuramente lo fa creare focolai e non per altri motivi. Solo per diletto dunque, quindi non puoi uscire. Nota a margine: è noto che per ovviare a questa imposizione, molte persone si riuniscano “clandestinamente” in luoghi chiusi. Per di più dormendo insieme, vista l’impossibilità di tornare a casa prima delle 5 di mattina. Non è forse peggio così?

La kryptonite del turismo

Se il coprifuoco dovesse essere confermato fino al 31 luglio, sfido qualunque tedesco o americano a venire in vacanza in Italia. Sfido qualunque italiano ad andare a farsi il weekend al mare. Sfido chiunque ad andare a cena al ristorante per poi dover tornare a casa a corsa con il boccone ancora in gola.

Nel Regno Unito hanno iniziato a vaccinare quasi un mese prima dell’Italia. Adesso ne sono praticamente fuori e Boris Johnson improvvisamente non sembra più quel cretinètti che era solo un anno e mezzo fa. BoJo veniva preso in giro per i suoi capelli, perché ha perso il duello con l’Europa sulla Brexit, perché ha invocato l’immunità di gregge e perché ha preso il Covid.

Ma ha vaccinato i suoi cittadini. Lui con le siringhe, non a chiacchiere. Pare che il loro bistrattato AstraZeneca funzioni parecchio meglio del coprifuoco. Ma da marzo scorso in Italia ormai è più facile proibire che risolvere. E si sa che il proibizionismo è per definizione la misura di chi non sa risolvere. Per l’estate del 2021, pur in presenza di vaccini efficaci, ci sono restrizioni più forti che per l’estate 2020.

Roma, la fontana di Trevi presidiata dalle Forze dell’ordine

E voi ipotetici turisti, dovendo scegliere tra la libera Londra e Roma, con l’obbligo di rientro in hotel alle 22, dove andreste? E voi ipotetica famiglia composta da 4 persone, spendereste 200€ di tamponi per ottenere il pass vaccinale e poter andare in vacanza in un’altra Regione italiana?

Che poi d’estate già sarebbe un passo avanti invertire gli orari. Io metterei l’obbligo di stare tutti fuori dalle 22 fino alle 5 di mattina. E poi, dopo aver visto albeggiare sulla spiaggia, prendiamo i bomboloni al bar e andiamo tutti a casa.

Niccolò Bellugi

Senese, laureato in Scienze Politiche. Da toscano capita che aspiri qualche consonante, ma sulla "c" ci tengo particolarmente: Niccolò, non Nicolò. La mia è una sfida: mascherare il mio dialetto originario per fare il giornalista in televisione o in radio. Ma tutto sommato va bene anche un giornale, lì non ho cadenze di cui preoccuparmi.

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