ATTENTO GIGI, FUOCO AMICO

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703px-Luigi_Di_Maio,_2017,_Milano

Di Maio e il Movimento 5 Stelle stiano lontani dai nemici immaginari della Lega e di Matteo Salvini, si dissocino da battaglie che non appartengono alla loro storia e formazione.

Hai voglia ad ascoltare le cassandre della stampa filo-dem, il governo gialloverde scoppia di salute e gode di un consenso pressoché integro e una popolarità invidiabile. Una forza tale che il più grande pericolo per Lega e Movimento sono Lega e Movimento stessi, con i primi che sembrano stabilmente tenere il manico del coltello. Continua a leggere

Si, importiamo criminali

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Il nuovo governo “del cambiamento” ha esordito presentandosi, nelle parole del premier Conte, come baluardo dei diritti sociali dopo stagioni di macelleria messicana a danni di essi. Era l’ora. In tutto questo, la nuova opposizione ha riparato sui clichè: “è finita la campagna elettorale, facile parlare, adesso tocca a voi, ora vedremo”.

Fare opposizione è più facile, indubbiamente, ma farla bene lo è già un po’ di meno ed ovviamente il nostro centrosinistra ha debuttato malissimo pure in questa veste. Per esempio ha fatto spallucce quando, dal florilegio di uscite diversamente diplomatiche del neo Ministro dell’Interno, Salvini ha asserito come sia giusto che i più ricchi paghino meno tasse. Che noia ancora questa sinistra che difende le classi subalterne e i lavoratori come se fossimo ancora nel ventesimo secolo, eh? Continua a leggere

Quello che alle donne non dicono

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Il filmato dell’adolescente di Lucca che “bullizza” il professore ha fatto il giro dei media ed è rimbalzato sulla bocca praticamente di tutti negli ultimi giorni, dando modo a chiunque di improvvisarsi detentore della soluzione a una presunta escalation di violenza e maleducazione civica dei più giovani. Continua a leggere

Il tradimento della sinistra

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Qualche giorno fa, nelle consuete scaramucce pre-elezioni, Matteo Renzi ha risposto piccato all’intenzione, anzi alla promessa, di Berlusconi di abolire il Jobs Act, posizione manifestata ormai da settimane dal leader di Forza Italia; Renzi, dopo aver lanciato una frecciata alla gestione economica e occupazionale dei governi dell’avversario, ha testualmente replicato: “Sarà contento il nordest, il mondo produttivo, vorrei vedere che ne pensano gli imprenditori di tornare al mondo del lavoro del passato”. Premesso che correre alle elezioni politiche e, in piena campagna elettorale, attribuire alla sola area del nord est italiano la qualifica di “mondo produttivo” suona come un’autorete degna di Mai Dire Gol, quello che troppo è passato in sordina è come Matteo Renzi, leader della principale forza (nominalmente) di sinistra, abbia, a proposito di una legge diritticida verso lavoratori, precari, giovani in cerca di occupazione, posto l’accento sul gradimento degli imprenditori. Un’affermazione del genere è la deriva irreversibile di qualsiasi velleità di centrosinistra in Italia. Continua a leggere