Chi è Aleksandr Dugin?

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Chi è Aleksandr Dugin? Dopo lo scoppio dell’Euro-Maidan e le successive crisi nel Donbass e in Crimea, i media d’occidente hanno incominciato a interessarsi alla sua figura, considerata la fonte d’ispirazione della politica estera di Putin. Breitbart, il sito di informazione ultra-conservatore USA, lo definisce come “Putin’s Rasputin”, il Rasputin del presidente russo. Continua a leggere

L’antipolitica di Guglielmo Giannini

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« Questo è il giornale dell’uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole. »

Questo era il motto di un giornale fondato nel Natale del 1944: L’Uomo qualunque. Il settimanale aveva lo scopo di dare voce all’uomo comune, di strada. La posizione della testata era chiara: il nemico da combattere era la partitocrazia. Il fondatore Guglielmo Giannini fu un giornalista e drammaturgo di Pozzuoli. Aveva combattuto nella Grande Guerra e sotto il fascismo aveva raggiunto una certa fama con le sue opere teatrali. La Seconda guerra mondiale gli aveva portato via un figlio. Da sempre interessato alla politica durante la fine del conflitto fondò a Roma il suo settimanale. Già il simbolo del giornale evocava un atteggiamento polemico, infatti era un torchio che schiacciava una uomo come, per lui, la politica faceva con i cittadini comuni con le tasse. La venatura antipartitica contraddistingueva il periodico: tutti i partiti erano colpevoli dei disagi degli italiani. dai fascisti agli antifascisti erano tutti considerati poltronari e nessuno si salvava dall’umorismo pesante della testata, Calamandrei, per esempio, veniva chiamato “Caccamandrei”. Continua a leggere

Di Maio è l’evoluzione moderata dei grillini? 

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Giovedi 23 Settembre 2017 ad Imola Beppe Grillo ha annunciato l’erede suo e di Casaleggio: Luigi Di Maio. Forte dei 30.000 voti su 37.000 degli elettori grillini nella piattaforma Rosseau, il webmaster di Pomigliano d’Arco, diventando il capo politico dei pentastellati, ha raggiunto l’apice di un’esperienza cominciata nel 2007 con la fondazione del MeetUp del suo comune che lo ha reso, all’interno del suo “non-partito” e nel paese, il volto istituzionale del Movimento dell’antipolitica. Continua a leggere

Pierre Poujade, il campione del popolo

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Negli anni del Secondo dopoguerra il populismo non ha vita facile: i regimi nazifascisti usano le sue parole d’ordine in una chiave totalitaria e la retorica dell’ antipolitica, che aveva saputo essere attraente per i popoli europei tra le due guerre, viene ritenuta colpevole dei disastri di quegli anni. In Europa occidentale si alza forte il grido di appello alla moderazione. Eppure nel periodo della ricostruzione postbellica ci sono due movimenti di questa famiglia ideologica capaci di ottenere un successo tanto notevole quanto veloce: il Fronte dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini e  l’ Union et fraternité  française di Pierre Poujade. Continua a leggere

ROSS PEROT, IL TRUMP ANTE-LITTERAM

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Indubbiamente, il trionfo di Donald Trump ha rappresentato un’enorme sorpresa per i numerosi “esperti del settore”, molti dei quali non hanno esitato a dichiarare la vittoria dell’imprenditore newyorchese come forse l’elezione più clamorosa di sempre della storia Usa. Se da una parte tale esternazione è sicuramente vera, dall’altra risulta comunque ingiusta nei confronti dell’uomo che, più di ogni altro nella storia recente americana, è andato vicino a scardinare il monolitico bipartitismo statunitense: Ross Perot. Ma andiamo con ordine.

Nato in Texas nel 1930, alla fine degli Anni 50 Perot diventò un impiegato di punta della IBM, che poi lasciò nel 1962 a causa di certe divergenze con il management dell’azienda. Nello stesso anno Perot fondò l’Electronic Data Systems(EDS), un’azienda impegnata nel Continua a leggere

Il Grillo di Francia, storia di Coluche

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“E’ meglio votare per un coglione come me che votare per qualcuno che vi prende per un coglione.”

L’anno era il 1980 e la nazione era la Francia. Il presidente Valery Giscard d’Estaing stava affrontando gli ultimi mesi del mandato elettorale. Non era un periodo felice per la Republiquè. Nel paese il numero di disoccupati aveva toccato la quota del milione e mezzo, l’inflazione era aumentata vertiginosamente avvicinandosi al 15% riducendo il salario reale delle persone e la nazione era bloccata da continui scioperi. Non se la passava nemmeno bene l’inquilino del palazzo dell’Eliseo. Il capo dello stato infatti, era stato travolto da un grave scandalo: il “Napoleone d’Africa” Bokassa, feroce tiranno della Repubblica Centrafricana, aveva ricoperto di diamanti Girard d’Estaing. Il “Paese dei Lumi” stava vivendo quindi, una fase molto complicata della sua lunga storia, mentre si stavano avvicinando le elezioni presidenziali. Tanti ambivano a sostituire il presidente uscente e leader del Unione Democratica Francese: i socialisti candidavano Mitterand, i neo-gollisti si presentavano con Chirac. Tra i molti partecipanti alla corsa all’Eliseo c’era anche un comico. Continua a leggere

Paolo Villaggio: il politico che non avete mai conosciuto!

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Oggi 3 luglio ’17 tutta l’Italia piange la morte del grande  Paolo Villaggio, per gli amici il ragionier Ugo Fantozzi. Noi di Spazio Politico però piangiamo, oltre alla scomparsa del celebre attore genovese, anche la scomparsa di un politico pop-star. Ebbene si! Non tutti lo sanno, ma Villaggio nei suoi lunghi e intensi 84 anni non è stato solamente un attore cinematografico, ma anche un attivo militante politico. A queste due attività per non farsi mancare nulla, ha affiancato anche il giornalismo. Accanito uomo di sinistra, amico fraterno di Fabrizio De Andrè, Paolo Villaggio è stato un membro del partito comunista italiano e di democrazia proletaria, con quest’ultima candidato al parlamento per le elezioni politiche del 1987. Tutti noi conosciamo la grande storia del partito comunista, dei suoi grandi leader,  Gramsci, Togliatti e Berlinguer. Poche persone però conoscono la storia politica di Democrazia Proletaria. Questo movimento nacque nel 1975 quando le principali cellule della sinistra radicale ed extraparlamentare decisero di partecipare alle elezioni regionali che si tenevano proprio quell’anno.  Continua a leggere