Il Beppe Grillo della Dnepr

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Un attore televisivo  come lo era Ronald Regan, un comico come Beppe Grillo e, prima di lui, Coluchè, insomma stiamo parlando del personaggio più adatto per il ritorno della rubrica Politico Popstar. Stavolta il protagonista della mia puntata viene dall’Est dell’Europa, da un paese martoriato da anni di guerra civile: l’Ucraina. Un paese che dall’Euromaidan fino alla guerra civile in Donbass ha veramente vissuto anni di immani tragedie, un paese dove formazioni paramilitari nazifasciste sono libere di compiere gesti efferati ogni giorno, un paese dove la Russofobia ha raggiunto un livello tale da considerare persone come Totò Cutugno e Al Bano Carrisi delle spie al soldo di Putin e del Cremlino.

Una foto della guerra civile (Imgur)

Dopo questo breve cappello vi spiego perché ho appena usato il termine puntata. Stiamo parlando di un attore di serie tv: il suo nome è Volodymyr Zelensky ed attualmente,secondo i sondaggi, sarebbe il candidato più votato nella corsa per diventare presidente.

Questo comico 41enne originario di una città del sud della nazione è il protagonista di un programma tv seguito in tutto il paese: “I servi del popolo”. Nella sua serie interpreta un professore delle superiori dal nome Vasyl Holoborodko  che viene eletto in modo accidentale presidente della repubblica.

La serie tv “I servi del popolo”

Un Beppe Grillo del Dnepr? Forse potremmo dire di sì. Infatti come il comico genovese, anche Zelensky sta facendo della critica feroce all’establishment un’arma efficace contro i suoi avversari. In un paese dove l’economia non cresce e dove impera la corruzione, le capacità oratorie del giovane candidato stanno avendo successo, soprattutto nel sudest del paese martoriato dalla guerra e a cui Zelensky ha promesso un “cessate il fuoco”.

Ad oggi, come abbiamo già detto, Volodymyr Zelensky è in testa nei sondaggi, davanti tra l’altro alla paladina della rivoluzione arancione del 2005 Yulia Thimoshenko e all’attuale premier Petro Poroshenko. La maggioranza degli elettori però è ancora indecisa e quindi il risultato del 31 marzo è tutt’altro che prevedibile.

Sappiamo però che Zelenski è un comico e sicuramente ci sarà da divertirsi.

 

M.C

Trump di San Paolo

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La storia politica del Brasile degli ultimi anni è stata molto movimentata. A pochi mesi dalle elezioni generali che decreteranno il nuovo presidente della Federazione, la situazione politica non potrebbe essere più incerta. Questa instabilità è dovuta soprattutto all’impatto sulla politica dell’ Operação Lava Jato (Operazione Autolavaggio), la Mani Pulite verdeoro. Continua a leggere

Thomas Sankara, il rivoluzionario burkinabè

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Se fossero riusciti a realizzare il proprio sogno personaggi come Patrice Lumumba, Samora Machel e Kwane Nkrumah, forse sarebbero stati decisivi per una reale indipendenza politica ed economica dell’Africa. I loro ideali panafricani però, cozzavano con quelli dei grandi potentati economici occidentali e minacciavano lo status quo di un continente che aveva troppe risorse per essere “lasciato in pace”. Così quando si dice “Aiutiamoli a casa loro”, bisognerebbe ricordare che chi lottava per vedere gli stati sotto il Sahara veramente liberi di scegliere un proprio destino, è stato fatto fuori con la complicità delle grandi democrazie atlantiche. Tra chi ha dedicato la propria vita per il riscatto dell’identità africana, forse il più carismatico è stato Thomas Sankara, il Che Guevara africano Continua a leggere

SOCIALISTI D’AMERICA

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alexandria-ocasio-cortezE’ ormai chiaro a tutti che stiamo vivendo tempi politicamente interessanti. Tanto distratti dal governo giallo-verde da dimenticarci di tutto il resto, non abbiamo notato l’incredibile sbarco dei socialisti in America. L’immagine è straniante come quella del primo passo di Armstrong sulla Luna: un uomo spinto al limite delle proprie capacità in un ambiente certamente ostile. Oggi, però, la nostra astronauta si chiama Alexandria Ocasio-Cortez, la Luna è lo stato di New York, roccaforte Democratica e patria della borsa più importante del mondo.

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Il Salvini che nessuno si aspettava

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Sin dal lontano Dicembre del 2013, quando Matteo Salvini venne nominato Segretario Federale della Lega, i suoi detrattori lo hanno sempre accusato di avere fatto la propria fortuna politica sul rapporto tra la “pancia” del paese e l’immigrazione di massa e di essere un politico incapace di assumere la guida della sua coalizione, destinata a essere perennemente trainata da Berlusconi. Continua a leggere

ORBAN: AMATO,ODIATO, MAI IGNORATO

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Le elezioni di ieri in Ungheria hanno segnato una vittoria schiacciante per il premier in carica Viktor Orban, che ha conquistato il suo quarto mandato alla guida del paese ed il terzo consecutivo dal 2010. Il partito di Orban, Fidesz, ha infatti conquistato il 49% dei voti, ed anche l’affluenza alle urne è stata particolarmente elevata, altro fattore che aumenta la legittimazione ed il prestigio del “Putin ungherese” in patria ed anche all’estero. Continua a leggere

Quo vadis Renzi?

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Dall’essere il “partito della nazione”, all’essere testimone dell’imponente ritorno del forzaleghismo nei collegi veneto-lombardi e dei grillini nel sud-Italia. Dall’essere l’artefice del 40% delle Europee ad essere sceso, secondo gli ultimi sondaggi, sotto la non invidiabile “Quota Bersani”. Dall’essere il “rottamatore” della politica all’essere rottamato, sempre nei sondaggi, persino dal redidivo Berlusconi. Politicamente parlando stiamo assistendo alla fine di Matteo Renzi? Continua a leggere