Il Salvini che nessuno si aspettava

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Sin dal lontano Dicembre del 2013, quando Matteo Salvini venne nominato Segretario Federale della Lega, i suoi detrattori lo hanno sempre accusato di avere fatto la propria fortuna politica sul rapporto tra la “pancia” del paese e l’immigrazione di massa e di essere un politico incapace di assumere la guida della sua coalizione, destinata a essere perennemente trainata da Berlusconi. Continua a leggere

ORBAN: AMATO,ODIATO, MAI IGNORATO

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Le elezioni di ieri in Ungheria hanno segnato una vittoria schiacciante per il premier in carica Viktor Orban, che ha conquistato il suo quarto mandato alla guida del paese ed il terzo consecutivo dal 2010. Il partito di Orban, Fidesz, ha infatti conquistato il 49% dei voti, ed anche l’affluenza alle urne è stata particolarmente elevata, altro fattore che aumenta la legittimazione ed il prestigio del “Putin ungherese” in patria ed anche all’estero. Continua a leggere

Quo vadis Renzi?

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Dall’essere il “partito della nazione”, all’essere testimone dell’imponente ritorno del forzaleghismo nei collegi veneto-lombardi e dei grillini nel sud-Italia. Dall’essere l’artefice del 40% delle Europee ad essere sceso, secondo gli ultimi sondaggi, sotto la non invidiabile “Quota Bersani”. Dall’essere il “rottamatore” della politica all’essere rottamato, sempre nei sondaggi, persino dal redidivo Berlusconi. Politicamente parlando stiamo assistendo alla fine di Matteo Renzi? Continua a leggere

Chi è Aleksandr Dugin?

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Chi è Aleksandr Dugin? Dopo lo scoppio dell’Euro-Maidan e le successive crisi nel Donbass e in Crimea, i media d’occidente hanno incominciato a interessarsi alla sua figura, considerata la fonte d’ispirazione della politica estera di Putin. Breitbart, il sito di informazione ultra-conservatore USA, lo definisce come “Putin’s Rasputin”, il Rasputin del presidente russo. Continua a leggere

L’antipolitica di Guglielmo Giannini

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« Questo è il giornale dell’uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole. »

Questo era il motto di un giornale fondato nel Natale del 1944: L’Uomo qualunque. Il settimanale aveva lo scopo di dare voce all’uomo comune, di strada. La posizione della testata era chiara: il nemico da combattere era la partitocrazia. Il fondatore Guglielmo Giannini fu un giornalista e drammaturgo di Pozzuoli. Aveva combattuto nella Grande Guerra e sotto il fascismo aveva raggiunto una certa fama con le sue opere teatrali. La Seconda guerra mondiale gli aveva portato via un figlio. Da sempre interessato alla politica durante la fine del conflitto fondò a Roma il suo settimanale. Già il simbolo del giornale evocava un atteggiamento polemico, infatti era un torchio che schiacciava una uomo come, per lui, la politica faceva con i cittadini comuni con le tasse. La venatura antipartitica contraddistingueva il periodico: tutti i partiti erano colpevoli dei disagi degli italiani. dai fascisti agli antifascisti erano tutti considerati poltronari e nessuno si salvava dall’umorismo pesante della testata, Calamandrei, per esempio, veniva chiamato “Caccamandrei”. Continua a leggere

Di Maio è l’evoluzione moderata dei grillini? 

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Giovedi 23 Settembre 2017 ad Imola Beppe Grillo ha annunciato l’erede suo e di Casaleggio: Luigi Di Maio. Forte dei 30.000 voti su 37.000 degli elettori grillini nella piattaforma Rosseau, il webmaster di Pomigliano d’Arco, diventando il capo politico dei pentastellati, ha raggiunto l’apice di un’esperienza cominciata nel 2007 con la fondazione del MeetUp del suo comune che lo ha reso, all’interno del suo “non-partito” e nel paese, il volto istituzionale del Movimento dell’antipolitica. Continua a leggere

Pierre Poujade, il campione del popolo

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Negli anni del Secondo dopoguerra il populismo non ha vita facile: i regimi nazifascisti usano le sue parole d’ordine in una chiave totalitaria e la retorica dell’ antipolitica, che aveva saputo essere attraente per i popoli europei tra le due guerre, viene ritenuta colpevole dei disastri di quegli anni. In Europa occidentale si alza forte il grido di appello alla moderazione. Eppure nel periodo della ricostruzione postbellica ci sono due movimenti di questa famiglia ideologica capaci di ottenere un successo tanto notevole quanto veloce: il Fronte dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini e  l’ Union et fraternité  française di Pierre Poujade. Continua a leggere