DALLA SIRIA TORNANO VENTI DI GUERRA PER IL MONDO

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Venti di guerra soffiano di nuovo nel mondo. Probabilmente nulla di nuovo, qualcuno potrebbe dire, dato che dalla fine del bipolarismo in poi, il numero di conflitti è aumentato. Eppure, a questo giro di valzer, la questione sembra essere decisamente diversa, più intensa, feroce e sfrontata. Come sempre è la questione siriana a tener banco, una situazione che si prolunga e trascina ormai da troppo tempo tra Bashar Al-Assad ed i ribelli siriani, composti da una moltitudine eterogenea, forse troppo, di varie organizzazioni. Sebbene questa contrapposizione non sia proprio nuova, sta raggiungendo negli ultimi giorni picchi sempre più elevati. Ancora una volta, dopo Afrin, Bashar Al-Assad viene accusato di uso di armi chimiche sui civili, in particolare donne e bambini, scatenando l’ira di USA, Francia e Regno Unito. Dall’altra parte della barricata, invece, si posiziona la Russia che, ferma e convinta alleata del Presidente siriano, lo difende dalle accuse. L’opinione pubblica è spaccata. Da un parte c’è chi sostiene che l’uso delle armi chimiche sia ormai una prova certa, che si debba intervenire e chi invece contesta che il tutto sia una farsa messa in atto dai ribelli per obbligare le potenze occidentali ad un intervento militare fermo sul suolo siriano. Continua a leggere

Sono tornato. L’armistizio ha salvato il Fascismo

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Cassibile, 3 Settembre 1943.

Il Regno d’Italia, alla presenza del Generale e futuro presidente Dwight Eisenhower firma la sua resa. Le ostilità cessano nei confronti degli Alleati ed un’altra guerra inizia, quella al nazifascismo.
Di qui inizia una storia che tutti conosciamo. L’Italia sale sul carro dei futuri vincitori, divenendo la base operativa e logistica delle truppe alleate che risalivano verso il Brennero.
In Germania, invece, le cose sono andate decisamente in modo diverso. Nessuna pietà verso un paese che, per la seconda volta, si era trovato al centro delle questioni europee, al centro di una rottura di equilibri di portata epocale.
La Germania fu rasa al suolo. Si era completato il disegno di Hitler: “O Germania o niente”.  Di fatto, dopo la sua sconfitta la Germania non era altro che un cumulo di macerie, un paese dilaniato, deturpato, distrutto dai continui bombardamenti a tappeto. Continua a leggere

Noi giovani, una generazione a metà.

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“Non siamo capaci di farci ascoltare.”. Questa è la frase che rimbomba nella mia mente quando penso a noi giovani, alla nuova fascia di ragazzi che avanza di cui, più o meno fieramente, faccio parte. Purtroppo è la verità, non siamo capaci di elevare la nostra voce, per pigrizia, per frammentazione, perché non abbiamo coscienza di noi come un tutt’uno e non un singolo atomo che vaga nel mondo. E molti di noi si arrabbiano perché le istituzioni, la generazione dei nostri genitori, il potere ci ignora. Ed a volte mi viene da sorridere quando penso a questo. Il sorriso compare sulle mie labbra in modo naturale perché chi afferma questo, spesso anche io tra loro, non si ferma, non si volta ad ascoltare cosa i coetanei dicono, professano, discutono. Da un lato ascolti ragazzi impegnati, che si danno da fare per rettificare, correggere, protestare contro decisioni assurde, contro strutture marce che felicemente campeggiano sulle nostre teste. Ma basta girare la testa dall’altro lato e l’udito può beatamente collassare. Accese discussioni sui talk show, sui reality. E’ vero, non sappiamo farci ascoltare, ma non basta farlo, bisogna anche curare il contenuto. Perché se le bocche di molti nostri coetanei son piene di queste inutilità, lo affermo fieramente: è meglio non tacere. Continua a leggere

Tra precariato e flessibilità

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Troppe volte siamo testimoni di eventi che accadono e ci giriamo dall’altra parte come nulla fosse. Eppure questa volta no. Ciò a cui ho assistito mi ha colpito profondamente. Entrato in una agenzia immobiliare, in attesa del mio turno, un ragazzo sulla trentina era a colloquio per poter avviare una pratica d’affitto per un immobile, per sé e la propria compagna, un immobile umile che avrebbe però consentito loro di creare quell’autonomia ed agognata indipendenza che la nostra generazione tanto brama. Entrambi posseggono un regolare contratto a tempo determinato, figlio della attuale riforma del lavoro, ma per l’agenzia non basta. Sebbene il contratto in loro possesso fosse di cinque anni ed il contratto d’affitto dell’immobile a scadenza biennale la richiesta è stata la seguente: “C’è bisogno di un garante, i vostri contratti non assicurano gli standard di cui necessitiamo.”. Nonostante il ragazzo avesse più volte insistito assicurando della stabilità dei loro contratti quinquennali, nonostante avesse più volte sostenuto di avere eventuali risparmi per qualsiasi necessità la risposta è stata un secco no. Non avendo alcuno che potesse fungere da garante il ragazzo è uscito da quella stanza afflitto. Continua a leggere

#Top&Flop: Renzi il Sol Calante

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Matteo Renzi da Firenze, classe 1975, è stato nell’immaginario comune (e lo è ancora per molti) l’uomo della Provvidenza per la politica italiana. La sua ascesa è stata fulminante, forte, d’impatto. E’ impossibile dimenticare la sua scalata a Segretario del Partito Democratico, le parole famose “stai sereno” al Presidente Letta, così come le tante promesse fatte in qualità di Presidente del Consiglio. Il titolo di Flop, però, veste bene addosso a questo oramai non più giovane di belle speranze. Perché purtroppo di sole belle speranze egli si è fatto portavocee spesso senza poi tramutarle in azioni concrete. Ed anche quando queste soluzioni sfioravano il concreto, i cittadini non sembravano ritrovarsi in esse, mostrando ampie forme di dissenso nei suoi confronti. La visione “rottamatrice” di cui si faceva promotore e primo sostenitore all’inizio aveva coinvolto soprattutto i giovani, stanchi di doversi continuamente confrontare con una classe politica e dirigenziale occupata ormai da veterani, senza alcuno spazio di manovra per lo spirito innovatore e genuino della gioventù galoppante. La visione “rottamatrice” è piaciuta, forse un po’ meno a coloro che invece la poltrona non volevano abbandonarla ed a quei “vetusti” virtuosi che credono fortemente nel valore aggiunto dell’esperienza. Continua a leggere

CHARLIE GARD: QUANDO MEDICI E GIUDICI SON CAPACI DI FARE LA SCELTA GIUSTA

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Charlie Gard. E’ lui a tener il banco della discussione ultimamente. Charlie Gard è un bimbo inglese di pochi mesi, affetto da una rara malattia di deplezione del DNA mitocondriale, che conduce ad un progressivo indebolimento muscolare del sistema respiratorio e cerebrale, fino alla morte totale evitata grazie a sofisticate macchine mediche. I medici del Great Hospital di Londra hanno portato avanti la proposta di interrompere le cure al piccolo. Dinanzi ad un problema così spinoso gli stessi medici ed i genitori hanno preferito ricorrere alla giustizia per far luce sulla questione. I tribunali inglesi, interpellati in tutti i gradi possibili, hanno sentenziato a favore dello “stop” delle cure. In risposta i genitori hanno deciso di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) la quale a riguardo si è espressa chiaramente “tenendo conto del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell’accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni etiche e morali”. Continua a leggere

L’Italia al collasso chiude i porti ai migranti

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Notizia fresca, pervenuta sulle maggiori testate nazionali è quella dell’ultimatum lanciato da Maurizio Massari, Ambasciatore italiano presso l’UE circa la chiusura dei porti a navi che trasportano migranti, non battenti bandiera italiana. Ciò vuol dire che le uniche navi deputate a sbarcare in Italia saranno quelle preposte dal nostro governo al salvataggio dei migranti, quindi per lo più navi militari e pescherecci italiani che rispondono alle richieste di soccorso. E’ un messaggio chiaro: l’Italia non può più reggere i flussi da sola. Nelle ultime 48 ore sono sbarcati circa 12 mila migranti nei porti italiani, gettando nel caos la macchina dell’accoglienza. Sono numeri da capogiro quelli a cui assistiamo, con un incremento in percentuali incredibile, come riportato da Frontex, agenzia europea deputata al supporto della gestione dei confini europei. Prontamente sono pervenute le dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ribadito come la situazione sia insostenibile e che questi numeri non assicurino una buona accoglienza, tanto meno la sicurezza dei cittadini. Il Premier Paolo Gentiloni ha dichiarato che l’Unione Europea e gli Stati Membri non possono lasciare l’Italia sola, non possono voltare la faccia dinanzi ad un problema che coinvolge tutti e che vede ilBel Paese solo come punto d’approdo. Continua a leggere