DALLE RIFORME SOCIALI AL CASO KHASHOGGI: LUCI E OMBRE DELLA MODERNIZZAZIONE IN ARABIA SAUDITA

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Ci sono voluti più di quindici giorni ma alla fine la tv di stato saudita ha ammesso ciò
che era chiaro fin da subito: Jamal Khashoggi è morto. Dopo due settimane passate
a negare l’evidenza, adesso Riad sostiene che il dissidente è stato ucciso per errore
durante una colluttazione avvenuta nel corso di un interrogatorio dentro il
consolato saudita di Istanbul. Questa versione dei fatti desta ancora parecchie
perplessità, poiché contrasta con la ricostruzione fornita dalle autorità turche, che
affermano di avere delle prove audio in cui si sentono le urla di Khashoggi mentre
viene torturato. Continua a leggere

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI SOCIAL

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Cari lettori, 

credo di sapere come siete giunti fin qui.Scommetto che, nel mezzo del vostro sovente girovagare su Facebook Instagram, vi siate imbattuti in questo strano link e, dopo esservi posti il solito titubante interrogativo(che se potessi vedervi sarei tesa sull’orlo della mia sedia ad aspettare col fiato sospeso) “lo apro o non lo apro?”, avete infine coraggiosamente deciso di avventurarvi in un dipanarsi di parole, parole, parole…Esatto, sono solo parole. Ora potreste anche decidere di tornare da dove siete venuti, del resto quelle notifiche che continuano a fare capolino in cima allo schermo del vostro telefono avvertendovi di avere dei nuovi messaggi da Whatsapp devono essere molto allettanti. Continua a leggere

La guerra civile in Yemen e le contraddizioni dell’Occidente

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logo ghost writer“Lo Yemen rappresenta innegabilmente e di gran lunga la peggior crisi umanitaria
del mondo”. Pochi giorni fa David Beasley, direttore esecutivo dell’agenzia Onu
World Food Programme (Wfp), ha descritto con queste allarmanti parole la
situazione del paese mediorientale, dilaniato da più di tre anni da una cruenta
guerra civile. Continua a leggere

Aspiranti giornalisti in trappola: il triangolo web-informazione-utenti.

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Scrive Enrico Mentana sulla sua pagina Facebook: “Noi della generazione degli anni ‘50 e ‘60 abbiamo potuto realizzare il nostro sogno di fare i giornalisti, quel che è ormai precluso anche ai più bravi tra i giovani di oggi”. Perché tutto questo accade?

Quando espressi il desiderio di diventare giornalista, la lingua italiana la conoscevo a mala pena. Ciononostante, mi convinsi fin da subito dello straordinario potere delle parole e tutto ciò che desideravo fare era utilizzarle al massimo del loro potenziale in modo da far riflettere le altre persone e, perché no: anche persuaderle a modificare i loro pensieriQuando mio zio venne a conoscenza delle mie intenzioni mi comprò un giornale, mi disse di sottolineare ciò che mi interessava di più: “solo le cose più importanti”  in un periodo in cui i telefoni venivano utilizzati solo per “le cose più importanti” (ovvero le telefonate e, occasionalmente, qualche breve “SMS”). Molti anni più tardi iniziai l’università e scelsi di studiare scienze politiche. Scienze politiche perché mi pareva ciò che più di tutti avrebbe potuto darmi delle risposte a quelle continue domande riguardo il mondo che mi circondava, che iniziavo a capire sempre meno, ma che mi attirava a sé sempre di più. Ero convinta che per renderlo un posto migliore fosse enormemente importante convincere quante più persone possibili a parteciparvi attivamente, piuttosto che subirne passivamente gli effetti. 

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TERRA E CONSENSO IN SUDAFRICA: ESPROPRIARE PER MANTENERE IL POTERE

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La 54a Conferenza nazionale dell’African National Congress tenutasi al Nasrec Expo Centre dal 16 al 20 dicembre 2017 ha segnato un punto di svolta nella politica perseguita dall’ANC nell’ambito della redistribuzione delle terre in Sudafrica. Nel report della Conferenza è individuabile la volontà da parte del partito di governo di “perseguire con grande determinazione un programma di riforma della terra e sviluppo rurale come parte del programma volto a una trasformazione socioeconomica radicale”. Secondo l’ANC, per poter perseguire tale obiettivo, dovrebbe essere concessa allo stato sudafricano la possibilità di procedere all’esproprio delle terre senza compensazione in modo tale da permettere una redistribuzione equa dei terreni che a sua volta porterà ad un utilizzo più efficiente della terra e ad un aumento della partecipazione della popolazione nera sudafricana nell’economia. Nei giorni successivi la conferenza questo meccanismo diventa oggetto di una risoluzione adottata dal partito di Ramaphosa (eletto nuovo segretario generale dell’ANC il 18 dicembre 2017) ma che, per poter essere attuata, necessita della riforma della Sezione 25 dell’attuale Costituzione (che ad oggi legittima l’esproprio solo se effettuato “per uno scopo pubblico o nel pubblico interesse [e se] soggetto a una compensazione”). Continua a leggere

Siena: la caduta della sinistra dopo 70 anni e i motivi della vittoria di De Mossi

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“Chi perde non cogliona” o “fieri del nostro risultato”, questo sta a voi decidere quale frase dire di fronte a un caffè o la sera in società.C’è da dire peró che la corsa a sindaco per il comune di Siena ha comunque avuto un suo peso, ma partiamo dal risultato del 10 Giugno, padre dell’ultimo avvenuto la scorsa domenica.

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Questa mattina mi son svegliato, oh bella Italia..

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“Questa mattina mi sono svegliato oh bella Italia, e ho trovato gli invasor”. Parafrasando la forse più celebre canzone della resistenza, potremmo iniziare una di quelle solite polemiche che, in questo paese di indiscutibili e chiassosi chiacchieroni, troverebbe mille diverse interpretazioni, migliaia di critiche e forse nemmeno riuscirebbe a farci capire in quante anime abbiamo diviso questo paese in meno un secolo.  

Ma in questi giorni abbandoniamo le lotte, i malumori e le infinite tattiche per trovare alleanze. Lasciamo spazio a quella memoria a cui forse non abbiamo mai dato tanta importanza e in cui dovremmo cercare quello che oggi non abbiamo: l’unità.  

Oggi voglio raccontare una storia, forse banale, a cui tante altre storie somigliano. Continua a leggere