InOltre- Alternativa Progressista. Giovani speranze interne al PD

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Habemus Segretarium!”

Chiedo umilmente scusa se mi sono lasciato andare ad un “latinorum” decisamente casareccio, ma l’evento che si è consumato nella giornata di Domenica merita senza ombra di dubbio toni entusiastici ed euforici.

Finalmente il Partito Democratico ha un nuovo leader anzi, un nuovo segretario per essere precisi. Trattasi del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, famoso ai più per essere il fratello del mitico Luca, alias Salvo Montalbano nella fortunatissima serie televisiva di Rai 1.

La domanda principale però è sempre la stessa. Essa ormai imperversa da diversi mesi tanto nelle menti dei militanti e dirigenti del PD, quanto nei vari talkshow e giornali: Cosa farà Matteo Renzi?

Il povero “senatore semplice” tediato ormai da questo ripetitivo ed assillante quesito, taglia corto ribadendo sempre il medesimo concetto: “Spero che chiunque sia il prossimo segretario del PD, non abbia lo stesso trattamento che ho avuto io durante la mia segreteria”. Egli allude alle continue lotte intestine delle varie correnti che da sempre per dire la verità caratterizzano la vita interna del partito.

Tuttavia come diceva Troisi: “Mo me lo segno…” Speriamo che Renzi sia di parola e faccia tutto il possibile per far lavorare Zingaretti, visto e considerato che ad oggi la corrente interna al PD più rappresentata e numerosa risulti essere proprio la sua.

Comunque queste correnti del PD sono veramente micidiali. Un vero killer per qualunque segretario.

L’inizio a dire il vero non è che lasciasse trasparire nulla di positivo, quale inizio? L’inizio-inizio! La nascita ufficiale del Partito Democratico. Tutti noi ci ricordiamo che fu una fusione a freddo tra due apparati di partiti già esistenti: la Margherita, cioè i Democristiani sotto mentite spoglie, e i Democratici di Sinistra, ovvero la classe dirigente proveniente dal vecchio Partito comunista.

Ora la DC in quanto a correnti ha fatto scuola: andreottiani, morotei, fanfaniani ecc.. Il PCI non scherzava: miglioristi, berlingueriani, cossuttiani ecc..

Tuttavia questi erano partiti, partiti pesanti. Il loro preciso inquadramento ideologico e culturale consentiva a queste varie ramificazioni di avere tra loro una dialettica aspra e forte ma comunque fedele ad obiettivi e valori ben precisi.

In un mondo che ormai da moltissimi anni però noi consideriamo post-ideologico, la natura degli scontri e della dialettica tra sensibilità diverse in un partito particolare come il PD, diventa solo mero strumento per la conquista e la difesa di posizioni di potere.

Il tutto a discapito, come si è potuto evincere nel corso di questi ultimi anni di disaffezione e disastri elettorali, di una reale prospettiva autenticamente progressista che un partito di sinistra dovrebbe necessariamente avere.

Esaurite queste doverose premesse, veniamo adesso al succo ed alla sostanza di questo mio articolo.

Vi racconto una storia, una bella storia. Un gruppo di giovani brillanti appassionati di politica che hanno compreso la natura delle difficoltà di questo Partito Democratico. Difficoltà che queste primarie vinte da Zingaretti, credo proprio non risolveranno.

I protagonisti di questo racconto sono i ragazzi e le ragazze di InOltre Alternativa-Progressista,  giovani provenienti da tutta Italia vogliosi di infondere nuova linfa e nuove idee per contribuire attivamente alla ripresa del PD e del Paese.

Una piattaforma molto originale il cui primo e non facile obiettivo è stato ed è tuttora quella di dare una identità concreta alla Sinistra, attraverso quelle fondamentali tematiche che negli ultimi anni sono state pesantemente trascurate: il tema della dignità e della stabilità del lavoro, le politiche concernenti la sanità, un ragionamento serio e concreto su una riforma della scuola pubblica davvero radicale ed incisiva.

Queste sono solamente alcune delle importanti e lodevoli istanze programmatiche che i giovani di InOltre intendono riportare in auge nel desolante ed autoreferenziale dibattito interno al PD ed in quello politico quotidiano in generale.

Last but not least tanto per essere “english” e “cool”, l’attenzione ed il ragionamento con il quale i promotori di questo percorso hanno scelto il nome della loro creatura politica: “dentro il partito INsieme ed OLTRE le correnti, distinti e distanti dagli attuali quadri dirigenziali” e, aggiungo io, dalle loro compromissioni.

Sono proprio queste ultime che riescono a trasformare giovani promettenti e di belle speranze, in vecchi prematuri e consumati, politicamente parlando.

Molto meglio è combattere la propria battaglia e sviluppare le proprie idee alla larga da determinate scorciatoie che inquinano i bei propositi sul nascere.

Questo è un punto di partenza che gli artefici di InOltre sembrano avere ben chiaro. Per tutto il resto in bocca al lupo.

 

LORENZO MARRETTI

 

 

 

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