Il partito che serve all’Italia

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Da alcuni mesi nel piatto ed assopito panorama politico italiano, è in grande fermento il cantiere per la fondazione di un nuovo ed originale soggetto partitico. Il nome di questa realtà allo stato embrionale è scritto nel titolo del seguente articolo. Già, non si tratta di una sottile opera propagandista, “partito che serve all’Italia” è proprio il nominativo provvisorio che i fautori del progetto hanno scelto. Lo so, è un po’ cacofonico, ma niente paura, il nuovo partito avrà un nome più definito quando ci sarà l’assemblea costituente dello stesso, in data ancora da destinarsi.
Non soffermiamoci però sulle inezie e cerchiamo di capire qualcosa di più su questa nascente creatura politico-elettorale, ad esempio chi sono i principali fautori e quali idee intendono proporre alla società italiana. 

 Tre personaggi mi sento di citare per primi: Gioele Magaldi, fondatore e presidente del meta partitico Movimento Roosevelt, Nino Galloni, illustre economista di stampo keynesiano e vice presidente MR, Marco Moiso, anch’egli vice presidente MR e supervisore dello stesso per il Regno Unito. Poi Patrizia Scanu che del MR ne è segreteria generale e negli ultimi tempi sembra che si siano aggiunte altre personalità di tutto rispetto come l’economista Antonio Maria Rinaldi, allievo dell’ex ministro e neo presidente Consob Paolo Savona, poi Claudio Quaranta, Roberto Hechich, Maria Zei e moltissimi altri. 

 Aldilà però delle eminenti e prestigiose figure che stanno ragionando attorno a questo progetto, vi voglio elencare alcune delle istanze programmatiche che ad oggi si conoscono, circa il futuro programma del “partito che serve all’Italia”. 

 Due proposte su tutte mi hanno colpito, una di Galloni riguardante l’emissione di una moneta nazionale parallela all’euro e non a debito, l’altra di Marco Moiso circa il ruolo che può svolgere la Sicilia per consentire al Bel Paese di riappropriarsi del suo ruolo storico di potenza mediterranea. Andiamo con ordine e partiamo dall’inizio. La moneta non convertibile fino al 3% del Pil potrà avere circolazione e corso legale solo a livello nazionale, si contabilizzerà sommandola alle tasse, aiutando lo Stato a riequilibrare i disastrati conti pubblici senza far crescere il debito. Trattasi di un’idea senza dubbio originale che potrebbe rivelarsi assai efficace. 

 Il secondo proposito che merita di essere preso in considerazione è, come detto, la nuova spinta che si vuol dare alla Sicilia come “ponte” verso il mediterraneo che per il nostro paese rappresenta una zona geopoliticamente molto strategica per vari fattori. Moiso sostiene che l’isola, patria della Magna Grecia, debba diventare l’avamposto economico e politico-culturale atto ad occuparsi delle questioni inerenti allo sviluppo ed alla gestione delle problematiche riguardanti quella parte del continente africano che si affaccia proprio sul mar Mediterraneo. Quest’ultimo è un proposito davvero interessante che consentirebbe all’Italia di riconquistare un ruolo in una zona molto importante, che negli ultimi anni ha abbandonato per inseguire solo e soltanto una prospettiva di identità esclusivamente europea. 

 Moltissime e tutte pregevoli poi sono le altre buone intenzioni di questo soggetto che si avvia verso l’assemblea costituente come ad esempio: drastica riduzione della tassazione, costituzionalizzazione del diritto al lavoro, separazione tra banche d’affari e banche di credito per famiglie e imprese, istituzione di una agenzia di rating con criteri di giudizio più equi e credibili. Un programma che definire ambizioso è dir poco e per questo merita un grande in bocca al lupo. Una chiosa mi permetto in chiusura di articolo, spero che questo partito piuttosto che servire all’Italia possa concretamente servire l’Italia con una ideologia chiara e precisa, con una classe dirigente seria, credibile e dignitosa che restituisca alla politica il suo ruolo, oggi più che mai confuso e superficiale. 

LORENZO MARRETTI

 

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