The Movement: Steve Bannon alla conquista dell’Europa

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“Adesso c’è bisogno di una internazionale populista”. Così parlava Steve Bannon alcuni mesi fa. L’ex consigliere strategico di Donald Trump ed ex vice presidente della discussa società di dati Cambridge Analytica, che oggi sappiamo esser stata determinante per la strategia digitale che ha portato il Tycoon newyorkese alla Casa Bianca, non ha mai fatto segreto di avere in simpatia i partiti populisti e di estrema destra che negli ultimi mesi hanno conquistato una buona parte dell’elettorato europeo. Cacciato dalla sua carica di consulente dallo stesso Trump perché da egli stesso definito troppo estremista (l’ironia abbonda!), non è restato con le mani in mano ed ha cercato in questi mesi di costruire una casa comune per tutti quei leader, partiti e movimenti politici che si riconoscono nei valori del nazionalismo e del populismo.
Da diverse settimane ormai, l’attivismo del “Soros populista” fa notizia su tutti i principali quotidiani italiani ed europei. Il Nostro infatti intrattiene costantemente rapporti con i principali rappresentanti della destra nel Vecchio Continente, tra cui il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, i Democratici Svedesi, il Partito per la Libertà Olandese, l’Alternativa per la Germania e naturalmente la Lega di Salvini. Su quest’ultima in particolare sono riposte le speranze dell’ideologo Bannon (pensa un po’), egli sostiene che l’Italia oggi rappresenti il centro politico del Mondo, il governo “gialloverde” può essere nella concezione del guru populista un esperimento di successo da esportare anche negli altri paesi d’Europa per creare un grande movimento culturale e politico che possa liberare l’Occidente dalla dittatura della gerontocrazia tecnocratica dominante la UE e dal politically correct fondato sull’accoglienza indiscriminata e sul perbenismo sinistroide (che ragazzo ottimista!). Comunque scherzi a parte, la creatura di Bannon (the Movement) sta muovendo i primi passi e sta mettendo a fuoco quelle che saranno le prossime sfide da affrontare, la prima e più importante saranno sicuramente le elezioni europee del maggio prossimo, dove a detta dei più acuti osservatori si confronteranno due modi di concepire la società: progressismo contro populismo. Obiettivo di The Movement e del suo fondatore sarà sicuramente quello di unire i nazionalisti e i populisti europei che si rispecchiano nei valori del cristianesimo contro il liberalismo spinto, delle barriere contro l’apertura, del cinismo contro il buonismo. Bene. Ma gli avversari di questo conglomerato, chi saranno? L’ex premier Matteo Renzi ha proposto una alleanza che vada da Tsipras a Macron. Ma il Renzi che per non deludere o peggio perdere l’elettorato cristiano-cattolico ha fatto una legge sulle unioni civili che manco il Savonarola? Oppure l’europeista enfant prodige di Francia che pur di non stare a degli accordi presi anni prima con la italiana Fincantieri per i cantieri di Saint-Nazaire, ha deciso di nazionalizzarli? Roba da mercantilismo settecentesco. Caro Bannon, mi sa che se volevi permeare l’Europa di nazionalismo e populismo sei arrivato tardi. Ti hanno battuto sui tempi.  

LORENZO MARRETTI 

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