Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan.

Ai cinque membri permanenti si aggiungevano poi altri dieci a rotazione eletti ogni due anni dall’Assemblea Generale. Ma per ribadire il concetto che i “poliziotti che vigilano” sono loro e soprattutto per la paura che il manganello di qualcuno potesse essere più debole di quello degli altri fu istituito per loro il diritto di veto da poter applicare durante le votazioni per approvare le risoluzioni. Ed è esattamente questo il più grande ostacolo al lavoro dell’Onu. Infatti, il diritto di veto posto eventualmente da Usa, Francia, Regno Unito, oggi Russia e Cina è insindacabile e permette al membro permanente in questione di impedire qualsiasi provvedimento della stessa organizzazione, anche nel caso in cui gli altri 14 membri (compresi quelli permanenti) siano favorevoli: un solo voto contrario di uno dei cinque e tutto viene bloccato. E allora la prima domanda che viene subito in mente è: quante volte Usa e Russia possono essere d’accordo? Praticamente mai e il conflitto siriano è un facile esempio a supporto del non-intervento dei caschi blu in zone bellicose strategiche per gli stessi “poliziotti”. Del resto è curioso come i cinque membri permanenti dell’Onu siano anche tra i principali paesi trafficanti di armi del mondo. Perciò evito di approfondire i discorsi sull’intervento Onu in Iraq e in Libia.

Ma la cosa bella, ironicamente ovviamente, è che anche quando l’ente inutile interviene lo fa male; la partizione della Palestina ed il conflitto tra le due Coree continuano ad essere infatti tutt’oggi questioni allarmanti e soprattutto irrisolte dal Palazzo di Vetro che ricordo non essere gratuito. Si stima che l’Italia versi annualmente nelle casse delle Nazioni Unite circa 90 milioni di dollari, ai quali si aggiungono poi i contributi per saldare i costi delle missioni di peacekeeping nelle quali siamo coinvolti (circa 274 milioni di dollari per il 2016, ultimo dato disponibile), il budget per i Tribunali Onu (50% del budget ordinario e 50% del budget per le missioni di pace), quello per le agenzie specializzate (poco più di 100 milioni di dollari all’anno) e i contributi volontari. Il tutto, sommato, fa circa 827 milioni di dollari che convertiti in euro secondo il tasso di cambio pari a 1,1072 fornito nel 2016 dal Federal Riserve System – la Banca Centrale Usa – fa circa 747 milioni di euro. Una cifra addirittura superiore a quella twittata giorni fa dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini (in basso), il quale addirittura  sta ponderando anche sull’utilità di continuare a versare loro questi soldi all’indomani delle accuse di razzismo piovute su di lui proprio da alcuni ispettori Onu. Ma per fortuna che all’Onu i diritti umani sono al sicuro con l’ingresso, tempo fa, dell’Arabia Saudita nella stessa Commissione; e come condannarli poi per il disastro umanitario da loro perpetrato in Yemen?

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Ma in questi giorni si sta riunendo proprio l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per parlare della Libia, della crisi nordcoreana, del terrorismo e del cambiamento climatico. Tutte questioni nelle quali l’Organizzazione di Nessuna Utilità sarà trasparente nelle sue risoluzioni ed ancora una volta sarà scavalcata dagli stessi Stati; il problema dei migranti libici che scappano dalla guerra (!!) sembra essere infatti Salvini che dice che l’Italia è sold out, il discorso su Kim Jong-Un se mai sarà risolto lo sarà per i meriti o di Pechino o di Mosca, o magari dalla vicina Seul o dallo stesso Trump che ha già stroncato sul nascere tempo fa invece il dibattito sul clima mentre lo stesso terrorismo continua ad essere combattuto, e indebolito, personalmente dagli eserciti dei singoli stati.

Società delle Nazioni, sei di nuovo tu?

NICCOLO’ BELLUGI

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