Democrazia Radical Popolare.

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Il titolo è eloquente. Già da esso si può facilmente evincere che sto per raccontarvi l’ennesima associazione/movimento/meta-partito culturale o politico che vive e prospera all’ombra, a volte voluta, altre volte frutto della più becera ignoranza, dei mass media italiani e non solo.

Lo so cosa pensate. È estate, fa caldo, abbiamo bisogno di un po’ di leggerezza. Perché ci ammorbi con queste cose? Per due ragioni sostanzialmente, la prima profondamente egoistica e, la seconda, pure.                                                                                                                  In primo luogo mi diverte moltissimo curiosare e scoprire realtà nuove che si candidano a rivoluzionare o riformare lo stantio panorama politico del Bel Paese, mi piace raccontare chi lo fa e le idee che propugna, indipendentemente dal fatto che possa condividerle o meno.                                                                                                                         La seconda ragione è che quando scopro una realtà politico culturale e non ne sento mai parlare, mi assale un profondo senso di ingiustizia che mi porta a scriverci per forza un articolo, sono un po’ il Robin Hood dei blogger.                                                                    Credo, anzi spero di aver suscitato in voi una forte curiosità, sarete ansiosi di sapere di che cosa voglio parlarvi in questo articolo di fine luglio.                                                 Siccome sono un po’ dispettoso, della creatura politica in questione ve ne parlo alla fine, anche se voglio darvi alcuni indizi ed informazioni utili che potranno aiutarvi a comprendere meglio l’essenza di questo movimento d’opinione.                                 Diciamo che voglio sperimentare una nuova forma di articolo, sarà una sorta di rebus a sfondo pedagogico culturale senza disegni, non saprei fare un cerchio con un compasso! Vi ricordate quando in un pezzo dell’anno scorso vi ho parlato del Movimento Roosevelt? Ditemi di si!                                                                                                                                            Si tratta del primo meta- partito italiano, il quale ha lo scopo di riportare alla luce i valori della democrazia sostanziale in Italia attraverso la riscoperta dei valori economici keynesiani e di quelli etici e morali scritti nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo.

Ai tempi augurai al suddetto movimento buona fortuna, gli rinnovo gli auguri perché l’impresa è ardua. Ora vi chiedo, cosa hanno in comune il Movimento Roosevelt ed il movimento d’opinione oggetto dell’articolo che si chiama Democrazia Radical Popolare? Semplice, il fondatore.

Trattasi del noto massone progressista Gioele Magaldi, autore di un libro molto interessante dal titolo “Massoni società a responsabilità illimitata. La scoperta delle UR Lodges” edito da Chiarelettere.  Magaldi ha fondato Democrazia Radical Popolare con la collaborazione di alcuni massoni di centro-sinistra e con il contributo di tanti cittadini italiani desiderosi di rilanciare la nostra penisola da un punto di vista culturale, civile e politico.  L’intento di questo movimento è quello di iniettare in quelle forze politiche che si riconoscono nei valori della sinistra, ideali che facciano riferimento alla cultura laica e socialista liberale. Non diversamente da quelli che sono gli obiettivi del meta partitico Movimento Roosevelt, anche se probabilmente attraverso strade e metodi distinti, con differenti interlocutori.

Approfitto di questo breve articolo per raccontare una importante ed interessante iniziativa di cui proprio il Movimento Roosevelt e Magaldi si sono fatti promotori. Il 14 luglio scorso a Roma ha avuto luogo l’assemblea generale del movimento sopra citato con l’elezione di Patrizia Scanu quale Segretario Generale e, nella stessa giornata, c’è stata una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di moltissimi personaggi, per la fondazione di un nuovo soggetto partitico.

A tale evento, dal titolo “il partito che serve all’Italia”, hanno preso parte in qualità di relatori, personaggi di altissimo spessore come l’economista Nino Galloni, lo stesso Gioele Magaldi, il generale Antonio Pappalardo, Gianmario Ferramonti, Gianfranco Pecoraro e moltissimi altri. Chissà come si chiamerà questo nuovo soggetto politico e cosa proporrà per la nostra Italia. Il nome a dire il vero dovrebbe essere “Partito Democratico Progressista”, per quanto riguarda i propositi staremo a vedere.

Sarebbe augurabile che il movimento d’opinione Democrazia Radical Popolare portasse all’interno del nascente partito, un po’ di fresca e laica cultura socialista, come d’altro canto è nei suoi intenti ed obiettivi.

 

LORENZO MARRETTI

 

 

 

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