Massimo Fini per Spazio Politico

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Ho avuto l’occasione di intervistare Massimo Fini, giornalista e scrittore il giorno prima della domenica che ha visto il fallimento del primo incarico a Giuseppe Conte . Queste le sue idee sulla globalizzazione, sul diritto dei popoli, sul suo Manifesto, sul nome di Paolo Savona e soprattutto sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega.

1) Il suo “Manifesto contro la modernità” compirà a breve 16 anni. Le volevo chiedere se sia possibile ancora oggi la sua attuazione e se lei si considera ancora un antimoderno?

“Direi che ancora di più, perché la globalizzazione, che 16 anni fa non aveva ancora preso questa forza e questa estensione,  è diventata taumaturgicamente, veramente globale ed esaspera tutti gli aspetti negativi della modernità o per meglio dire del modello di sviluppo che ha preso le sue mosse dalla meta del XVIII secolo in Gran Bretagna con la rivoluzione industriale.”

2) Rimanendo sull’argomento dell’antimodernità, passiamo alla geopolitica. Sulla base del punto 10 del suo manifesto che cita “Ogni popolo ha diritto di decidere da sé il proprio destino, le chiedo come possa il popolo italiano decidere il proprio destino in un ambiente globalizzato come è il nostro?

“ Certamente questo è uno degli effetti negativi della globalizzazione quindi della modernità. Nessun popolo oggi è più padrone del proprio destino. Voglio dire i russi hanno voluto fare la rivoluzione sovietica, poi è andata come è andata, ma hanno potuto farla, in Italia il Fascismo ha potuto fare la sua rivoluzione, è andata anche un po’ meglio, ma poi avendo perso la guerra le conseguenze sono state gravi. Lo vediamo soprattutto in Italia, ma lo vediamo soprattutto nei paesi del Medio Oriente, non solo Medio Oriente, ma anche nell’Asia Centrale: Afghanistan, Iraq, Libia non hanno deciso il loro, ma lo hanno deciso gli americani creando dei disastri non solo dove sono andati a bombardare ma che anche, si sono riflessi, soprattutto sull’Europa con le varie migrazioni e tutto ciò che conosciamo. Ancora di più: molte migrazioni non sono in realtà migrazioni da guerre. L’ 80% sono migrazioni da quella che un tempo era l’Africa Nera che aveva un suo equilibrio, popoli che vivevano con economie di sussistenza, cioè autoproduzione ed autoconsumo, che oggi non possono vivere lì perché è entrato il nostro modello che li ha devastati dal punto di vista economico e sociale e quindi vengono verso l’Europa ed in particolare l’Italia che è il paese più vicino. E’una cosa che riguarda tutti. Popoli che possono decidere del proprio destino sono quelli rimasti fuori da questo sistema, paradossalmente la Corea del Nord, oppure popoli che si sono tenuti da sempre fuori, ma sono minoranze assolute come gli indigeni delle isole Andamane”

3) Parlando di politica nazionale, Lei era presente al primo V-Day  del 2007 organizzato da Beppe Grillo. Undici anni dopo come vede questa probabile, dato che non sappiamo come andrà a finire questo stallo sul nome di Savona, maggioranza di governo Lega-M5S?

“Nella situazione data la vedo molto bene visto che il Movimento 5 Stelle è un movimento che ha innescato questa rivoluzione pacifica il cui intendimento è di una maggiore sperequazione sociale nel nostro paese. Vediamo bene che, come del resto succede anche in altri paesi anche forti come gli USA, il ceto medio si sta sempre più impoverendo, é vero che i ricchi diventano sempre più ricchi e anche un po’ più numerosi, ma anche i poveri diventano sempre più poveri e molto più numerosi. Nel M5S vedo anche un elemento nuovo poiché il movimento ha in sé sia fattori di destra, sia di sinistra ma poi ha anche fattori nuovi: uno è quello che Grillo chiama “il tempo liberato”, cioè privilegiare il tempo, vero valore della vita, sul lavoro, che è diventato un mito ma con la rivoluzione industriale, prima non lo era affatto, per San Paolo era uno spiacevole sudore della fronte. In quanto all’alleanza con la Lega di Salvini, loro sono portatori di elementi di destra e attueranno quelle cose lì, gli altri i fattori di sinistra che sono nel programma M5S. Quindi la vedo bene, il presidente della Repubblica non avrebbe nessun diritto di mettersi di mezzo perché la nostra non è una repubblica presidenziale, ma una repubblica parlamentare e se la maggioranza degli italiani  rappresentati da Di Maio e da Salvini, dai loro uomini, vuole avere un certo tipo di ministro, certamente il Presidente della Repubblica non si può opporre. Anzi a mio avviso rischia grosso, rischia l’impeachment perché va contro la volontà della maggioranza degli italiani e questo è un colpo di stato, se si intestardisce

MARCO CRIMI
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