Daniele Scalea per Spazio Politico

Standard

Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

1)Daniele possiamo considerarti uno dei promotori del Centro Studi Machiavelli un pensatoio politico molto giovane, nato agli inizi dell’anno passato, il cui spirito è quello di consigliare e agire da cui poi il motto del vostro logo Suadere atque agere. Quale è l’obbiettivo della vostra associazione ?

“La nostra intenzione è di non chiudere studiosi e analisti in alcuna torre d’avorio o circolo autoreferenziale, ma permettere loro di rivolgersi direttamente ai decisori politici. Da qui appunto il nostro motto: lo studioso ha la funzione di suggerire a coloro che possono tradurre in azione i suoi consigli. Crediamo che in questa fase storica gli uomini di scienza e i tecnici debbano mettere a disposizione le proprie competenze per la gestione della cosa pubblica, e che ciò sia tanto più importante per quelli d’orientamento conservatore, a lungo emarginati dal discorso dominante.”

2)Sulla vostra pagina internet leggiamo vi definite il think thank del nuovo conservatorismo. Che cosa è e in che modo il vostro Centro Studi cerca di influenzare un’area ideologicamente così composita, che va da chi si sente fieramente membro del PPE ai sovranisti, come il centrodestra italiano?

“Oggi è emerso internazionalmente un nuovo conservatorismo che non ha paura di recuperare i fondamentali valori di Destra – quelli di patriottismo, di identità nazionale, di tradizione, di ordine e sicurezza – ma nel contempo è riuscito a sottrarre alla Sinistra temi che quest’ultima ha rinnegato – la difesa della sovranità popolare e della democrazia, la tutela dei ceti lavoratori, la lotta ai privilegi dell’establishment e della finanza transnazionale, l’irrinunciabile diritto alla libertà d’espressione. Pensiamo sia necessario che gli intellettuali accompagnino e incoraggino questi sviluppi dando il proprio contributo di idee e riflessioni.”

3)Nella situazione politica italiana la formazione di una maggioranza “giallo-verde” quanto può giovare alla Lega di Salvini?

“Salvini ha spiazzato i propri avversari (e non solo) mostrandosi uomo del fare anziché mero demagogo, come tanti pensavano. Avrebbe potuto adagiarsi sul successo del 4 marzo, compiacersi della leadership sul Centro-Destra, magari rafforzarla con elezioni anticipate. Invece ha deciso di voler realizzare almeno una parte del programma su cui ha ottenuto la fiducia di milioni d’italiani, anche se ciò ha significato dover fare molti passi di lato e affrontare con realismo un quadro politico frastagliato e paralizzato dai veti incrociati. In questi ultimi tre mesi è il capo politico che ha palesato più senso di responsabilità e una linea indirizzata al portare concreti risultati di governo, anziché a perseguire tatticismi nel gioco partitico. Tutti i sondaggi confermano che quest’impostazione è stata notata e assai apprezzata dai cittadini. Certo ora viene il meglio ma pure il difficile: riuscire a garantire un buon governo pur con un alleato che non si è scelto ma che è obbligato dagli equilibri parlamentari. Ma se dovesse riuscire a realizzare anche solo una parte delle sue promesse, quella tra Salvini e il popolo italiano diventerà un’autentica luna di miele.”

4)Attualmente sei dirigente di un istituto di geopolitica, quali sono gli interessi e le opportunità per l’Italia in Europa e nel mondo?

“Nel mondo globalizzato e iper-connesso non si può più pensare alla politica interna come disgiunta da quella esterna. La situazione dell’Italia è costantemente dipendente da quella internazionale. In virtù degli accordi europei, tutta la nostra azione e legislazione è vincolata alle decisioni in sede UE. Questa è la grande sfida da affrontare: mantenere gli spazi di sovranità e d’autonomia dell’Italia in un simile contesto internazionale. Qualcuno vorrebbe l’Italia in completa balia degli eventi esterni, ma ciò significa non essere più indipendenti.”

MARCO CRIMI
Seguimi su Facebook e su Twitter

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...