UN SOTTILE CONFINE

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Diciamolo subito: Mattarella può farlo. Citando l’articolo 92 della legge fondamentale italiana è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri; vien da sé che, se non lo fa, il ministro in questione non va a capo di nessun dicastero. Ma in questi giorni gli articoli della Costituzione tirati in ballo si sprecano, al pari dei costituzionalisti. Oltre al 54, il 95, il 90, il 10, l’11 ed il 47 infatti, il più ricordato è ovviamente il primo, l’articolo numero 1, che al secondo comma dice che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. Ecco dove nasce il conflitto, ecco dove nascono le grida al “colpo di Stato” e alla “morte della Democrazia” che, leggendo le carte, suonano stavolta molto più giustificate di quanto non lo siano mai state in passato per altre situazioni. Ma quindi chi ha ragione? Gli #iostoconMattarella o i #MattarellaDimettiti? Sembra piuttosto che stavolta il confine tra il potere del Capo di Stato e il potere (dal gr. kratos) del popolo (dèmos) sia invece molto sottile.

Con ordine: se è vero che è il Presidente della Repubblica a nominare Presidente del Consiglio e ministri è altresì vero che, nel farlo, dovrà tenere per forza conto del voto democratico espresso dal popolo italiano. Se più del 50% degli italiani ha votato per Cinque Stelle o Lega perché, tra le cose, avevano anche un atteggiamento estremamente scettico verso l’Euro e l’Unione Europea, Mattarella, super partes, dovrebbe avallare la proposta congiunta di Savona all’Economia, anche se è uno che ha sempre osteggiato l’UE e tutto ciò che essa comporta ed ha comportato. A maggior ragione forse, addirittura. Ma Mattarella ha preso una scelta politica, scendendo inter partes, motivando la bocciatura a Paolo Savona perchè l’Italia, per lui, non può rischiare di abbandonare Euro ed Europa. Ora, che sia giusto o meno lasciare l’Unione Europea e/o l’Eurozona è a libera interpretazione del lettore che la pensa legittimamente come vuole. Certo è che le parole di Mattarella – ricordiamolo, nel pieno potere delle sue funzioni – stonano molto con quella che è invece la sovranità popolare esercitata con il voto del 4 Marzo. D’altra parte se molti italiani erano favorevoli ad un eventuale “Italexit” perché non approvare un ministro che avrebbe le competenze e la voglia per attuarlo, giusto o sbagliato che sia.

Ma quindi chi ha ragione? Il Presidente della Repubblica perché ha agito secondo i suoi poteri o il popolo che ha visto sfumare la sua volontà perché Mattarella la pensa diversamente? C’è un confine qui in mezzo, non facilissimo da scovare.

NICCOLO’ BELLUGI

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