Il Salvini che nessuno si aspettava

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Sin dal lontano Dicembre del 2013, quando Matteo Salvini venne nominato Segretario Federale della Lega, i suoi detrattori lo hanno sempre accusato di avere fatto la propria fortuna politica sul rapporto tra la “pancia” del paese e l’immigrazione di massa e di essere un politico incapace di assumere la guida della sua coalizione, destinata a essere perennemente trainata da Berlusconi. Il Matteo lombardo quindi è sempre stato visto come il capo di un partito antimigranti ed euroscettico che elettoralmente non avrebbe mai superato quel 10-15% di elettorato “incazzato” e che sarebbe stato sempre incapace di assumere il controllo delle trattative politiche senza Silvio a fare da“garante”. Chi voleva delimitare il 45enne milanese in questi canoni di giudizio però è stato smentito e continua ad esserlo dalla storia. Dopo la tornata elettorale, in questi settanta giorni, infatti Salvini non è stato solo capace di dimostrare come il centrodestra possa esistere anche senza la guida del capo di Forza Italia, ma ha soprattutto fatto vedere ai suoi critici di essere estremamente abile nell’arte del compromesso. Infatti, sebbene il 4 Marzo la Lega avesse ottenuto un successo clamoroso, passando dal 4% al 17%, il destino era stato beffardo: il 37% ottenuto dai forzaleghisti non garantiva un numero sufficiente di parlamentari per potere formare una maggioranza. Salvini quindi si trovava stretto tra due lati: da una parte c’era l’alleato con cui aveva sfondato al Nord-Italia; dall’altra c’erano i grillini, gli altri trionfatori delle elezioni, gli unici con cui il segretario “verde” era disposto a trattare, vista la sua avversione verso il PD. Dopo due mesi i risultati ottenuti sono stati i più rosei possibile: la Lega sembra oramai avere superato il 20% nei sondaggi elettorali e per il Carroccio il governo sembra ogni giorno più vicino. Matteo Salvini è stato il vero architetto di questa grande opera: con i pentastellati era stato chiaro: aveva detto che non era disponibile a fare rinunce sulle alleanze con FI e FdI. Ed infatti non le ha fatte. Nonostante i grillini gli volessero imporre la loro conduzione della partita della formazione della maggioranza, ponendo veti a Berlusconi e tentando la pista dem, Matteo non si è lasciato spaventare ed è rimasto sulle sue posizioni. Ma è rimasto fermo anche con i suoi alleati, in particolare con l’ingombrante Berlusconi e le sue figure retoriche su grillini e operatori sanitari. E’ riuscito a comunicare all’elettorato italiano la sua coerenza e per questo è stato premiato prima in Molise e poi in Friuli. Non ha cambiato strategia nemmeno quando Mattarella ha paventato la possibilità di far nascere un “governo neutrale” facendosi alfiere, insieme ai grillini, del rispetto della volontà popolare. Salvini non voleva cedere e non ha ceduto e alla fine si è dimostrato un maestro delle trattative e ha raccolto i frutti del suo lavoro. Ha deciso infatti di muoversi dalle sue posizioni quando si è fatta vivida la prospettiva di un ritorno alle urne a Luglio, quando Berlusconi ha constatato che i sondaggi non erano benevoli nei confronti di Forza Italia e che erano forti i rischi di un’altra clamorosa débâcle. Il Cavaliere è stato costretto a piegare le proprie resistenze, chiuso nella tenaglia elettorale leghista, promettendo la non ostilità verso un esecutivo M5S-Lega attraverso la formula dell’”astensione benevola”. Dall’altro lato Di Maio, dopo averle provate tutte e ottenendo pure un rifiuto da Renzi, è ritornato dal Matteo Padano promettendo una tregua verso quel Silvio che fino ad un mese fa era il “male assoluto”. Un capolavoro assoluto di Salvini che è riuscito in 70 giorni a mantenere intatta l’alleanza di centrodestra (oramai sempre più a trazione leghista) e formare un’alleanza con i grillini e nel frattempo i sondaggi gli hanno attribuito una crescita monstre in termini elettorali. Nessuno sa come andrà a finire questa stagione politica dove a governare sono due forze percepite come anti-sistema. Una cosa è certa: i detrattori di Salvini non sono mai stati cosi in errore.

 

MARCO CRIMI
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P.S per capire meglio cosa sia Salvini e cosa sia la sua Lega vi consiglio di leggervi  l’articolo di Lorenzo Marretti :  “SALVINI E LA SUA LEGA (NORD?)”

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