Moriremo DiMaioCristiani ?

Standard

Ci siamo. Un mese dopo il clamoroso risultato delle elezioni del 4 Marzo questa settimana sono cominciate le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Sono stati,  sono e saranno, giorni segnati da trattative incessanti tra i maggiori esponenti politici del paese. Oltre a Mattarella però, appare già evidente l’importanza che ha assunto Luigi di Maio nel formare un esecutivo: il giovane candidato premier campano infatti a DiMartedì su La7 ha proposto un contratto di governo “alla tedesca” al Partito Democratico (deRenzizzato) e alla Lega Nord (senza però Berlusconi e Forza Italia). Quello che il trentenne di Pomigliano ha detto a Giovanni Floris  è stato un tentativo per smuovere lo stallo che si era creato negli ultimi giorni tra i vari partiti. D’altra parte però sia Salvini che Martina sembrano rimasti fermi sulle proprie posizioni, il leader del Carroccio non intende spaccare il centrodestra per allearsi con i grillini e l’ex-ministro, ora reggente dei dem, non è disponibile a formare nuove maggioranze con i pentastellati. L’accordo sembra ancora lontano viste le desistenze dei partiti nati durante la Seconda Repubblica  e ad oggi l’ipotesi di una nuova tornata elettorale a fine anno è più che plausibile. Comunque vada però, la nascita di questa Terza Repubblica porta con sé una domanda di fondo: il Movimento 5 Stelle , il “non-partito” anti-sistema che ha spazzato via l’eredità del ventennio post-tangentopoli, ha raccolto l’eredità della Democrazia Cristiana?  Di primo acchito sembra paradossale che la creatura nata dalla vigorosa critica al professionismo politico possa minimamente essere associata al partito degli Andreotti, dei Forlani, dei De Mita e dei Cirino Pomicino. La storia secondo Marx però si ripete sempre due volte e la seconda è una farsa. Di fronte ai risultati elettorali che hanno visto i grillini affermarsi ovunque, soprattutto al Sud, i fedeli di Casaleggio e di Grillo non si sono potuti nascondere davanti alla realtà delle cose: essere diventati la versione 2.0 della Balena Bianca. Questa somiglianza elettorale però sembra non dispiacere a chi il Movimento lo ha creato. Beppe Grillo tempo fa ha ammesso in un’intervista a La Repubblica che il suo movimento è un po’ democristiano e che può adattarsi a qualsiasi cosa. Luigi Di Maio, invece, in un post di Facebook ha citato De Gasperi scomodando addirittura i principi della dottrina sociale cattolica. Voler apparire  come gli eredi dello statista trentino sembra non dispiacere ai pentastellati. Ora che quei 10 milioni di voti, omogeneamente distribuiti in ogni contesto sociale e territoriale,  ed il cappotto nel Meridione  hanno trasformato il movimento del “Vaffa-day”, della protesta e dell’antipolitica, in un partito rispettabile e pienamente integrato nel nostro sistema repubblicano,  vestire i panni della “Nuova Dc” sembra non essere una cosa detestabile, soprattutto se serve a mantenere questa vocazione di partito pigliatutto che vince prendendo voti a destra e a sinistra.

MARCO CRIMI
Seguimi su Facebook e su Twitter

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...