IL CANTIERE DELLE IDEE

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Il contesto in cui ci muoviamo è quello da bollettino di guerra, culturale s’intende.Il termine università ( dal latino universitas) designa un preciso modello d’istruzione originatosi nelle chiese e nei conventi europei; questo modello rimasto intonso per secoli (l’Università di Siena nasce nel 1240) sta a fatica resistendo contro chi nei giovani ormai non crede più. I finanziamenti pubblici alla ricerca sono in costante diminuzione e il timore è che anche la ricerca diventi solo a sfondo privato con le conseguenze che ne derivano. Il Fondo del Finanziamento Ordinario (FFO) sta con il tempo scemando e sempre maggiori sono i vincoli di spesa predisposti nella Legge di Bilancio tale da imbavagliare il raggio d’azione delle singole università. Eppure, proprio i giovani possono rappresentare il volano del cambiamento! Parliamo proprio di quegli stessi giovani che all’estero scappano, forse perchè stanchi di un sistema Italia non più meritocratico o forse speranzosi di un cambiamento negli occhi di chi guarda alla cultura, alla formazione, alla competenza e alle idee, ultimamente assente nel nostro paese.

Da tempo gli studenti si battono contro le baronie nelle università e consueto è ormai sentir parlare di “Cervelli in fuga”. Insomma vecchie battaglie e accettazione di uno status quo che rattrista molto quei pochissimi, che ormai possiamo solamente chiamare “sognatori”, a cui  sicuramente sta stretto il termine accettazione. Sono quei i ragazzi che scalpitano, si sbracciano in tutti i modi ma che sono veramente il cantiere delle idee da cui le Università devono attingere ed a cui dobbiamo guardare con interesse. Ad esempio, proprio dai giuristi potrebbe partire la rivoluzione; vi chiederete come mai potrebbe essere così importante ripartire da Giurisprudenza ed adesso vi spiegherò il perché. Una riforma del corso di studi è stata chiesta per anni e finalmente l’abbiamo ottenuta, ma non è quella che ci serviva. Per anni non si è fatto altro che chiedere quello che tutti desiderano : un veloce inserimento nel mondo del lavoro, il risultato è stato l’anticipo della carriera forense con conseguente modifica del piano di studi. Questa riforma non farà altro che rallentare gli studenti nell’avanzamento della loro carriera in quanto ai sensi del D.M. 70/2016 art. 5 co. 3 gli studenti dovranno aver conseguito materie come: diritto costituzione, diritto civile, diritto processuale civile, diritto penale, diritto processuale penale, diritto dell’Unione Europea, diritto amministrativo entro il primo semestre del quinto anno. Senza dubbio è qualcosa di davvero impegnativo anche per gli studenti più meritevoli! Insomma come avevamo preannunciato, la rincorsa al mondo del lavoro non farà altro che rendere tutto ancora più difficoltoso. Il dato preoccupante poi è il numero degli abilitati : 312.000 (fonte Digilex.it). Ecco allora la proposta da studenti per l’Italia: introduzione di un numero chiuso al corso di laurea di giurisprudenza, due i curriculum da scegliere fra: quello che prepara ai concorsi pubblici e quello forense con laurea abilitante. L’idea è quella di rendere il percorso più stimolante, meritocratico ed infine più appagante. Gli effetti non sono di poco conto se a questo si unisce un chiaro indirizzo volto ad aumentare i laureati nelle cosiddette discipline STEM, (ovvero lauree scientifiche , tecnologiche, ingegneristiche e matematiche). In tal modo si riuscirebbe finalmente a colmare un gap incredibile fra chi sceglie le discipline umanistiche e le STEM, dato che attualmente solo il 7,3 % della popolazione, compresa tra i 20 e 29 anni, ha scelto questo percorso. In Europa tra il 2015 e il 2025 è previsto un aumento occupazionale del 3%, in Italia del 4% di cui per la maggior parte nelle discipline STEM. Insomma questa è solo una delle idee di un cantiere sempre aperto, che lavora costantemente, ma che rappresenta un sottobosco culturale ancora poco capito dai tanti. Non ci resta che ben sperare, in fondo il domani appartiene a noi e sta a noi indirizzarlo sulla retta via.

 

STEFANO LONGO – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI SIENA

2 pensieri su “IL CANTIERE DELLE IDEE

  1. Pienamente d’accordo con l’articolo in questione. Anche se le università italiane di oggi sono ai ferri corti (una situazione poco piacevole), credo fermamente nella generazione di noi giovani, quelli del “cantiere delle idee”. Anche voi lo siete! Avanti tutta ragazzi!

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  2. L’Università è ai ferri corti, fatta eccezione qualcuna che si distingue per programmazione e lungimiranza. Detto ciò spetta a noi rimboccarci le maniche e tirare fuori il meglio da questa situazione, con le nostre idee, le nostre energie, forze e capacità.
    La ringraziamo e cercheremo, nel nostro piccolo, di continuare sempre così!

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