Il fascino discreto della campagna elettorale

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Domani entrerà in vigore il silenzio elettorale e sarà proibito fare propaganda. Oggi quindi si conclude la lunga marcia per le elezioni politiche, quell’insieme di attività il cui fine è quello di ottenere la fiducia dei votanti ed il loro voto. Durante queste settimane siamo stati testimoni di tanti eventi che hanno dettato il ritmo giornaliero dei media nostrani. Ma quali sono stati i temi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale? Proviamo a mettere ordine.

Immigrazione e sicurezza

L’argomento forse decisivo in questa campagna elettorale. Non esiste un sondaggio che non lo confermi: gli italiani non sono ultras dell’accoglienza. Lo sa bene il centrodestra che ha costruito buona parte della sua campagna elettorale sfruttando la paura di questa “bomba sociale pronta a esplodere“ (come ha detto Silvio Berlusconi al TG5) e dichiarandosi difensore della razza bianca tanto decantata dal leghista Attilio Fontana. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno fatto buon uso delle inquietudini del popolo italiano verso gli stranieri e questo li ha fatti volare nei sondaggi. Anche il Movimento 5 Stelle non ci mai è andato leggero con questo argomento. Il Partito Democratico ha raccontato la storia di successo della gestione Minniti dei flussi migratori: secondo i dati del Ministero dell’Interno i migranti arrivati nel 2018 sono circa la metà di quelli arrivati nei primi due mesi del 2017. Ma i fatti di cronaca, come la cruda vicenda di Pamela Mastropietro, non sono stati d’aiuto per il centrosinistra incapace di togliersi di dosso quel giudizio di inaffidabilità nella gestione del problema.

Fascismo-Antifascismo

Luca Traini che spara agli stranieri, il pestaggio del candidato di Forza Nuova, il blitz skinhead di Como, il carabiniere picchiato a Piacenza. Tutti eventi tragici che hanno alimentato il fuoco dell’eterno revival tra fascismo e antifascismo (e viceversa tra comunismo e anti-comunismo). L’ennesimo spauracchio di un ritorno al Ventennio è stato ciò che ha unito (seppure per poco) le sinistre divise. L’eterno rifugio nel mito resistenziale è diventato cosi ancora una volta un fattore unificante e allo stesso tempo divisivo, usato non come valore costituzionale della nostra Repubblica, ma come contrapposizione ideologica fatta ad uso e consumo dei partiti politici.

Promesse, Promesse , Promesse!!!

Abolire la Fornero, abolire la tassa di successione e il bollo auto, abolire 400 leggi, abolire le tasse universitarie, introdurre la Flat Tax, ridurre il cuneo fiscale, introdurre il salario minimo garantito, ridurre il debito pubblico, inserire il reddito di cittadinanza… etc. Insomma è stata la campagna elettorale delle promesse elettorali fatte in stile “saldi di fine stagione”. Una quantità inesorabile di dichiarazioni e di progetti difficilmente realizzabili. Per gli elettori è stato veramente difficile districarsi e fare chiarezza. Se Mattarella nel suo discorso di fine anno ha sostenuto che i partiti avrebbero dovuto presentare proposte concrete e realizzabili per il paese, sembra che questo monito non sia stato ascoltato.

 

Grandi Coalizioni, Governi di scopo o nessun inciucio?

Sin dall’approvazione del Rosatellum 2.0 una domanda ci ha accompagnato durante questi mesi di campagna elettorale. “Cosa succederà il 5 marzo?” Ad oggi tutti sondaggi danno maggiormente accreditato per la vittoria finale il Centrodestra. Non è però sicuro che questa coalizione riesca ad ottenere un numero sufficiente di parlamentari per potere formare una maggioranza di governo. “ E se ciò non avvenisse e si realizzasse una situazione di ingovernabilità?” Renzi e Berlusconi escludono le larghe intese, cosi come Salvini e la Meloni. Di Maio sostiene che i vecchi partiti dovranno fare i conti con il Movimento 5 Stelle per formare un governo. Grasso, invece, ipotizza un governo di scopo con Renzi e Berlusconi sotto una forte impronta presidenziale per riscrivere la legge elettorale e ritornare alle urne. Insomma tutti i leader si dichiarano apertamente contrari all’inciucio. Eppure, secondo i media, c’è ancora chi scommette sulla Große Koalition,  magari tra Forza Italia, democratici e centristi, oppure, anche se meno improbabile, una coalizione sovranista tra pentastellati e leghisti che però non sarebbe vista di buon occhio da Bruxelles.

Insomma sono stati tanti gli argomenti trattati durante questa campagna e questi per noi i temi più caratteristici. Forse però queste settimane verranno ricordate maggiormente per gli argomenti non discussi, uno su tutti quello di saper dare una visione concreta di come ci si immagina il futuro. Non quello di breve periodo immediatamente successivo al 4 Marzo, ma quello di medio-lungo termine che condizionerà le future generazioni. Tutti i partiti, chiariamo, hanno le proprie proposte per quanto riguarda il futuro del lavoro, della ricerca, della mobilità e dell’energia, ma invece di discutere di questi argomenti, si è preferito tergiversare su probabili inciuci, sull’Ur-fascismo italiano e inseguire fatti di cronaca per avvalorare le proprie tesi sull’accoglienza. Diceva Churchill che “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.” Noi siamo sicuri di essere rappresentati da statisti?

 MARCO CRIMI

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