CHICCO TESTA PER SPAZIO POLITICO

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Ho avuto il piacere di conoscere Chicco Testa ad una conferenza nella quale parlava di energia e politiche ambientali. Biondo non è, bello non spetta a me dirlo ma di gentile aspetto sicuramente si. Se poi si ha la possibilità di conoscerlo si ha immediatamente conferma della sua affabilità e cortesia. In quell’occasione gli chiesi se fosse stato disponibile a concederci un’intervista per il nostro blog; non mi fece nemmeno finire la frase dicendomi con entusiasmo : “Si, la facciamo!” Così sono andato a trovarlo a Roma negli uffici di Sorgenia, della quale presiede il consiglio di amministrazione, a due passi da Fontana di Trevi. Di seguito vi propongo la nostra chiacchierata, ringraziando sinceramente il Dott. Testa per la gentilezza e l’interesse mostrati verso il nostro progetto.   

Dottor Testa, la prima domanda riguarda in qualche modo il suo lavoro come presidente di Sorgenia e come esperto di politiche ambientali. Lei negli ultimi anni ha preso posizione a favore del nucleare, lo ha fatto perché i processi tecnologici rendono quest’ultimo più sicuro o perché le rinnovabili tanto idolatrate non coprono da sole il fabbisogno energetico del Paese?  

L’ho fatto per una questione di coerenza. Tutti oggi concordano sul fatto che la minaccia da scongiurare nei prossimi anni sia il riscaldamento globale. Il nucleare rappresenta l’unica grande fonte di energia elettrica che non produce CO2. Se poi mi chiedi quanto sia rischioso il nucleare, ti rispondo che è rischioso come tutte le altre fonti di energia. Per ciò che concerne le rinnovabili, sicuramente possono giocare un ruolo di complementarietà, anche se non possono assolutamente coprire il nostro fabbisogno energetico. In più soffrono di un problema intrinseco che è l’instabilità. Tra l’altro rispetto al consumo energetico mondiale le rinnovabili sono intorno al 2%. Quello però che ci tengo a sottolineare è che il nucleare non combatte contro le cosiddette energie pulite, combatte semmai contro il carbone. Se vogliamo realmente diminuire il surriscaldamento globale dobbiamo trovare un’alternativa alle energie fossili e questa alternativa è il nucleare. Infatti una parte del mondo ambientalista concorda con questa teoria. In più ti dico questo, la politica ambientale dovrebbe essere fatta da un’analisi razionale di costi e benefici, invece, come spesso accade in Italia, si ragiona sulla base di totem ideologici e dogmatici.  

La seconda domanda riguarda il piano Industria 4.0 del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Da manager e uomo d’impresa affermato che cosa ne pensa? 

Beh è sicuramente un’ottima cosa che sta dando risultati molto importanti. Ti posso fare un esempio di un’altra società di cui mi occupo che si chiama Telit la quale opera nell’ambito del cosiddetto “internet of things”. Uno dei laboratori più importanti di questa società si trova a Trieste, noi produciamo moduli che consentono agli oggetti di comunicare tra loro, siamo stati forse i primi in Italia a farlo. Ecco, questo vasto mondo che comprende tecnologie come il Wi-fi, bluetooth ecc. abbinato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale contribuirà a costruire una realtà completamente diversa da come la conosciamo. Ciò si declina in meno fatica, più efficienza, più ordine e , una capacità che molto spesso ci manca, avremo modo di conoscere meglio le condizioni di contorno per ogni ambito di nostro interesse.  Io credo che il piano industria 4.0 vada proprio in questa direzione. Purtroppo c’è da dire che l’Italia ed in generale l’Europa si trovano molto indietro rispetto ad alcuni player internazionali di provenienza Statunitense, anche se negli ultimi anni pure la Cina sta facendo, in questi settori, passi da gigante.  

Lei ha scritto con Sergio Staino un libro dal titolo: Troppo facile dire no – Prontuario contro l’oscurantismo di massa.  Cosa le viene in mente quando pensa all’Italia dei No? 

Beh se lo sapessi potrei risponderti in maniera più precisa e forse avrei trovato anche l’antidoto. Non posso far altro che prendere atto che questo è un paese che nel giro di pochi anni fondamentalmente, è passato dall’orgoglio costruttivo dei tuoi nonni alla paura ed alla resistenza verso cose che possono migliorare la nostra vita. Ti faccio un esempio: io sono un grande utilizzatore dell’alta velocità, una enorme rivoluzione che ha cambiato il volto del paese accorciando le distanze, riducendo i tempi, avvicinando le città ecc.  Ti posso dire che ai tempi fu un progetto enormemente discusso e criticato, oggi la utilizzano tutti. Così anche nell’Italia del 2018 non c’e un progetto che prima ancora di essere valutato tramite un’analisi seria e razionale non veda nascere immediatamente a prescindere un comitato a sfavore. Pensa che con Sorgenia abbiamo avuto il parere negativo a costruire un piccolo impianto idroelettrico perché così si andava a “modificare” il mormorio naturale di un ruscello. Capisci che così viene meno ogni spirito di adattare l’ambiente circostante migliorando parallelamente anche le nostre condizioni di vita. Tra l’altro non siamo più nella fase “distruttiva” degli anni ‘50-60, oggi c’è una enorme e giusta attenzione nei confronti dell’ambiente, ed è per questo che privarsi di alcune infrastrutture fondamentali che migliorerebbero senza dubbio la nostra condizione risulta a me veramente incomprensibile e soprattutto poco intelligente. Se mi chiedi a cosa è dovuto tutto questo io ti rispondo ad un insieme di cose: sfiducia nelle istituzioni pubbliche, spirito conservatore, invecchiamento della popolazione, spirito luddista e anti-capitalista. Tutto ciò si traduce in resistenza al cambiamento ed autocommiserazione che ci impedisce di guardare al futuro.  

Siamo alla fine della nostra chiacchierata. Tra poco ci saranno le elezioni politiche. Che Governo si augura e che governo invece si aspetta respirando il clima che c’è nel Paese?   

Questa volta è veramente complesso immaginare quale sarà il risultato elettorale e quale governo potrà nascere. Quello che vedo io è che nessuna coalizione riuscirà ad avere la maggioranza, nemmeno quella di centro-destra, la quale comunque presenta al suo interno divisioni profonde. Personalmente auspico un governo di persone volenterose. Questo era un paese che cinque anni fa era sull’orlo di una crisi economica gravissima. Con le ricette dolorose del governo Monti ed in seguito con il centro-sinistra, l’Italia ha tenuto sotto controllo il debito pubblico e recuperato prestigio internazionale. Tutti questi temi non vengono minimamente toccati in questa campagna elettorale. Quindi in definitiva è veramente difficile dire chi possa andare al governo; in tutta sincerità devo dirti che il Movimento 5 stelle mi fa paura, non per una situazione pregiudiziale, ma perché non ho ancora capito quali sono le idee fondanti di questa forza politica: cosa pensano sull’Europa, sul debito pubblico, sul lavoro ecc. Su quasi tutti i temi più importanti sono privi di una linea chiara e comune, però prima o poi i nodi vengono al pettine.  

 

LORENZO MARRETTI 

 

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