Previsione del sismografo dei moderati

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L’area centrista della politica italiana può essere paragonata ad un sismografo: come lo strumento registra le scosse telluriche, così “i moderati” sono sensibili alle scosse politiche che modificano gli equilibri del paese. Questa caratteristica  permette agli ex-democristiani di spostarsi, in sede pre-elettorale, da destra verso sinistra o viceversa e riuscire sempre a fare parte della coalizione di governo. La formazione della sedicente “Quarta gamba centrista” del centrodestra pertanto potrebbe essere qualcosa di più di un indizio sul futuro trionfatore delle prossime elezioni. Idea di QuagliarelloNoi con l’Italia di Lupi e Zanetti e l’UDC di Cesa  già si preparano a salire sul carro del futuro vincitore.Un anno fa nessuno si immaginava che fosse cosi folta la fila per rientrare nello spettro politico conservatore. Il Partito Democratico renziano, uscito sconfitto dal Referendum, preparava la sua sfida con il Movimento 5 Stelle con l’allora vigente legge elettorale. La destra era divisa tra Salvini e Meloni da una parte e i Forzisti dall’altra, data per spacciata e per finita. Nel 2017 però è successo l’ impensabile: l’alleanza di centrodestra è tornata ed è tornata ad essere vincenteprima l’affermazione elettorale alle Amministrative di Giugno, poi il trionfo di Musumeci in Sicilia e per finire il successo del referendum lombardo-veneto. Tutti questi eventi hanno portato, a meno di due mesi dalla tornata  elettorale del 4 Marzo, il Centro-destra ad essere il favorito per la vittoria finale. Ma come si spiega questa vera e propria resurrezioneRenzi e i suoi forse sono i primi artefici: il fiorentino, partito con il vento in poppa e percepito da molti come l’erede di Berlusconi, è riuscito in una legislatura a deludere l’ex-elettorato del Cav, il famoso ceto medio, che nel 2014 gli aveva dato fiducia ma che ora sta tornando proprio a destra. Renzi d’altra parte non ha mai avuto grande feeling con una porzione dell’elettorato “tradizionale” della sinistra che lo considera eccessivamente liberista-liberale. La legge elettorale del Rosatellum Bis, che doveva favorire le coalizioni e fermare i grillini che corrono da soli, ha prodotto solo l’alleanza tra la destra di Salvini e quella di Berlusconi che rischiano di prendersi quasi tutti i collegi uninominali. Il centro destra però ha anche i suoi meritiIn primis quelli di Meloni e Salvinileader giovani, capaci di offrire energicamente all’elettorato quella sicurezza su immigrazione, globalizzazione, lavoro che un tempo era proprio della sinistra. Sicurezza che, a prescindere dalle risposte poi date, porta al successo in termini elettorali. Vi è poi la grande capacità di Silvio Berlusconi di creare alleanze tra partiti diversissimi tra loro: prima era capace di coalizzarsi con il secessionista Bossi e l’ex-missino Fini, ora tiene insieme il populista Salvini e l’ex-montiano Zanetti. Forse questa è la grande differenza con il troppo divisivo Renzi che in pochi anni si è ritrovato con un Partito Democratico senza alleati e vittima di continue emorragie. La campagna elettorale però è appena iniziata e tutto può cambiare come nel 2013, ma ricordiamoci che se il Berlusconi dello spread e dei guai giudiziari fu capace quasi di “pareggiare” la sfida in salita con Bersani, ora la strada gli appare in discesa. 

MARCO CRIMI

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