AUGURI COSTITUZIONE

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Oggi, 70 anni fa, entrava in vigore la Costituzione italiana repubblicana. Essa fu approvata dall’Assemblea Costituente, eletta contemporaneamente al referendum istituzionale. Appena eletta, quest’ultima infatti, nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta da 75 membri incaricati di redigere un progetto generale per la nuova carta costituzionale; si iniziò a discuterne a marzo ma solo il 22 Dicembre  1947 il testo finale composto da 139 articoli fu approvato, successivamente promulgato il 27 Dicembre dall’allora Capo di Stato provvisorio Enrico De Nicola ed infine entrato in vigore il 1° Gennaio 1948. Nella scrittura protagonisti grandi leader di partito come Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Giuseppe Saragat, ma anche Bernardo Mattarella, padre di Sergio, Concetto Marchesi Piero Calamandrei.

Tra loro anche ventuno donne, nove democristiane, nove comuniste, due socialiste e una del movimento dell’Uomo qualunque, in rappresentanza delle donne che per la prima volta, nella storia italiana, quel 2 Giugno avevano esercitato il diritto di voto. L’Assemblea Costituente, eletta con il sistema proporzionale, vide infatti la dominanza dei tre grandi schieramenti: la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista ed il Partito Comunista. E qui va sottolineato come, nonostante l’Assemblea fosse così politicamente divisa, la Costituzione fu invece approvata da quasi il 90% dei votanti. Questo spiega alcune delle caratteristiche della nostra Costituzione. La sua lunghezza per esempio, necessaria per trovare un consenso così vasto visto che gli interessi e i valori che le diversi componenti della Costituente volevano “vedere scritti” sono stati sommati,non selezionati. La nostra è anche una Costituzione “aperta”, nel senso che non pretende di individuare il punto di equilibrio tra gli interessi, bensì si limita ad elencarli sancendo così la sua natura pluralista. Ed il fatto che sia stata approvata in una condizione di irrepetibile “velo d’ignoranza” spiega il perché oggi è così difficile modificare la Costituzione. Alla costituente infatti nessun gruppo era sicuro di poter conquistare la maggioranza alla prossime elezioni, ognuno temeva inoltre di perderle. Da qui l’attenzione meticolosa per i diritti delle minoranze, qualunque esse siano, la scelta del sistema parlamentare, di quello proporzionale e della cosiddetta “rigidità” della Costituzione, modificabile perciò solo con un procedimento specifico (detto aggravato)  disciplinato dall’art. 138. Una Costituzione che fin dal primo giorno ha voluto fissare i confini oltre i quali non può andare la volontà della maggioranza politica; vero emblema di una Costituzione repubblicana nata da una crisi del precedente regime assai poco democratico. Infatti solo una “maggioranza” è riuscita a modificare parte della Costituzione nel 2001 con il referendum sul Titolo V della Seconda parte relativa agli ordinamenti territoriali. Proprio in quest’ultimo secolo si sono concentrati tutti i referendum costituzionali della storia italiana, quello del 2001 e poi quelli falliti a dieci anni di distanza del 2006 e del 2016. Non è stato invece necessario il referendum nel 2012 per introdurre nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio; infatti quella volta i due terzi del Parlamento approvarono il testo. Quando questo non accade infatti può scattare lo strumento del referendum. 

Essa si compone di parti diverse: i Principi Fondamentali sono i primi 12 articoli, dal art. 13 all’art. 54 si trovano invece i Diritti e Doveri dei cittadini, segue l’Ordinamento della Repubblica (artt. 55-139) ed infine le Disposizioni transitorie e finali

E per quanto se ne discuta perché la Costituzione è troppo vecchia o perché, proprio perché è vecchia, questa invece funzioni benissimo facciamo oggi gli auguri alla nostra Costituzione, spesso tacciata ingiustamente di non far funzionare bene le istituzioni politiche. Ma forse, invece, è semplicemente più probabile che sia il capitano che non sa navigare con la nave, più che la nave che affonda perchè costruita male. 

 

NICCOLO’ BELLUGI 

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