“Roma InContra”, “Società Aperta” ed Enrico Cisnetto. Confronti verso la Terza Repubblica.

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Effettivamente sembra un titolo senza senso. Manca solo un’immagine e poi sembra veramente un rebus di quelli che si trovano sulla settimana enigmistica. In realtà il quesito è piuttosto semplice, in quanto la risposta è contenuta in esso. Già, perché ciò che accomuna l’associazione Società Aperta, il quotidiano online Terza Repubblica ed il talk show Roma InContra è proprio lui: Il giornalista e scrittore Enrico Cisnetto.  Chi è costui? È  un repubblicano (animali estinti!) allievo politico del grande La Malfa (Ugo), ideatore a parer mio dell’unico programma che narra la politica in un modo comprensibile e soprattutto non rissoso (Roma InContra).  E Società Aperta invece? È un’associazione culturale fondata dallo stesso Cisnetto e da altre personalità che vuole arrestare il declino politico e culturale dell’Italia (che voleva!). Terza Repubblica invece è il quotidiano online di Società Aperta, il suo megafono, la sua voce. Ora mi vorrei concentrare proprio sul nome di questo giornale perché non rappresenta solo e soltanto il dominio digitale di un prodotto editoriale, sarebbe profondamente riduttivo! Terza Repubblica è un auspicio che Cisnetto & Co. si augurano per la nostra “ Non più donna di provincia ma bordello” (Cit). Il desiderio infatti sarebbe quello di lasciarsi alle spalle le macerie della Prima Repubblica sulle quali sono “nate” le ceneri di una già morta Seconda Repubblica che nulla ha prodotto di politicamente incisivo e di culturalmente dinamico e frizzante. Essa ha vissuto questi  lunghi e burrascosi ventitre anni in un bipolarismo senza ottica e senza visione, arroccato sia a destra che a sinistra su posizioni pregiudiziali e dogmaticamente chiuse. Essa ha trovato in Silvio Berlusconi il fulcro, il nemico contro il quale combattere senza sosta o il padre protettivo dietro il quale ripararsi, in entrambi i casi però ignorando il fatto che questa situazione avrebbe avvelenato la società italiana. Quale quindi la soluzione? O come avrebbe detto Lenin, che fare? L’ex enfant prodige di Rignano sull’Arno poteva, forse, rappresentare una svolta ma, egli ha sostanzialmente solo rimpiazzato il ruolo comodo e assieme scomodo di Berlusconi. Ha saputo solamente costruire una personalità ingombrante, carismatica e divisiva, un nuovo baricentro su cui decidere se schierarsi da una parte o dall’altra, a favore o contro. Ecco, Renzi può essere a buon titolo definito come il padrino politico del bipolarismo 2.0, cambia il protagonista sul podio, ma sotto al palco gli spettatori sono più confusi e più rancorosi di prima. Probabilmente è inutile aspettarsi una Terza Repubblica visto che molti storici ritengono che la Seconda non sia mai realmente nata,  forse siamo condannati a rimanere in questo limbo, costretti proprio come gli ignavi nella Divina Commedia ad inseguire un cartello vuoto e privo di significato. Per questo ritengo che iniziative come quelle messe in campo da Cisnetto valgano il tempo di essere narrate. In esse intravedo il merito di aver individuato, da molti anni ormai, il nocciolo del problema, e conseguentemente di aver messo in campo operazioni che possano far ragionare e confrontare i vari protagonisti di questa Italia, all’interno di un quadro laico e pluralistico. Del resto la laicità, in tutte le sue forme, è stata una grande battaglia dei repubblicani come Cisnetto. Come si dice: il primo amore non si scorda mai.

 LORENZO MARRETTI

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