KIM JONG-UN: IL PARANOICO CON IL PARAOCCHI

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Le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti sono quasi ai massimi storici. Ma le minacce del leader nordcoreano Kim Jong-un non spaventano, almeno in apparenza, il presidente americano Donald  Trump che promette di rispondere con la forza se attaccato, negli USA o nei paesi Alleati. Lo scenario geopolitico è così però teso per il tutto il mondo, preoccupato di nuovo dopo decenni per il rischio dello scoppio di una guerra nucleare, un tempo unica probabile eventualità del bipolarismo USA/URSS. Tuttavia rimane difficile rintracciare le cause che hanno creato questo astio tra il regime di Pyongyang e quello di Washington. Certo può essere ancora una ferita aperta la Guerra di Corea tra il 1950 e il 1953, motivo per cui ancora oggi esistono le due Coree, ma si parla comunque di più di cinquant’anni fa. Che Kim Jong-un se la sia presa per la sua caricatura nel film statunitense The Interwiew (2014) con James Franco e Seth Rogen? No, semplice suggestione. Anche se il film, a seguito di minacce di pesanti ritorsioni da parte della Corea del Nord, è stato proiettato solo in alcune sale indipendenti negli USA. E allora? Qual è l’obiettivo del giovane dittatore? Ideologico? Il suo Comunismo non ha la storia dalla propria parte, ormai il muro di Berlino è crollato e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche non è altro che uno splendido ricordo per tutti gli studiosi appassionati di Marx, Lenin o Stalin. Una sorta di “prima cotta” che però ti ha lasciato e non ti vuole più vedere. Obiettivi economici? Vuoi rilanciare la tua Corea del Nord? Non credo che gli importi più di tanto se i suoi cittadini muoiano di fame. È notizia di pochi giorni fa; un soldato dell’esercito Nordcoreano, disertore perché fuggito in Corea del Sud, ha trovato vermi fino a ventisette centimetri nel suo stomaco a causa dei problemi di nutrizione e igiene cui è sottoposta la popolazione nordcoreana. Secondo il World Food Programme infatti, in Corea del Nord, un bambino su quattro è più basso di quelli del Sud e uno studio condotto nel 2009 dalla ONG ha rilevato che i bambini del Nord in età prescolare possono misurare fino a 13 cm in meno e pesare fino a 7 kg in meno rispetto a quelli cresciuti in Corea del Sud. E sempre secondo il WFP un quarto dei bambini della Corea del Nord, di età compresa tra sei mesi e cinque anni, soffrono di una malnutrizione cronica dovuta ad una dieta monotona a base di riso, fagioli, mais o il piatto tradizionale kimchi. Cibi poveri, privi di grassi e proteine. Gli stessi cibi che, per inciso, mangiano anche i loro genitori adulti. Sembra piuttosto che Kim voglia guadagnarsi il rispetto e per ottenerlo porta quindi avanti questa politica fatta di capricci, esagerazioni e ambizioni, come se temesse, in cuor suo (se ce l’ha), di essere considerato un capo di stato “inferiore” rispetto agli altri leader mondiali. Lo stesso arsenale che abbiamo visto in tv sfilare per le strade di Pyongyang ad Aprile, in cui figura il nuovo missile balistico intercontinentale, sembra essere una strategia di difesa più che di attacco. Il dittatore ama giocare sulle paure altrui, del proprio paese e del resto del mondo in una sfida “da solo contro tutti”. Ma se anche fosse così il dittatore nordcoreano non incarna certo la figura di un bravo politico o diplomatico. Potrebbe cercare di più l’incontro piuttosto che lo scontro. Mediare con la Cina o bussare alla vicina, e ricca, Corea del Sud. Migliorare i rapporti con Putin o con lo stesso Trump. Annacquare quindi le proprie velleità, per il bene suo, del proprio paese e del mondo. La Corea del Nord, o l’unica ed unita Corea, potrebbe essere un’isola felice. Mai però, finché le paranoie o i vizi di Kim Jong-un non saranno abbandonati definitivamente. Ma la mancanza di bravi psicologi o severi genitori fa preoccupare l’intero pianeta.  

NICCOLO’ BELLUGI 

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