Il Grillo di Francia, storia di Coluche

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“E’ meglio votare per un coglione come me che votare per qualcuno che vi prende per un coglione.”

L’anno era il 1980 e la nazione era la Francia. Il presidente Valery Giscard d’Estaing stava affrontando gli ultimi mesi del mandato elettorale. Non era un periodo felice per la Republiquè. Nel paese il numero di disoccupati aveva toccato la quota del milione e mezzo, l’inflazione era aumentata vertiginosamente avvicinandosi al 15% riducendo il salario reale delle persone e la nazione era bloccata da continui scioperi. Non se la passava nemmeno bene l’inquilino del palazzo dell’Eliseo. Il capo dello stato infatti, era stato travolto da un grave scandalo: il “Napoleone d’Africa” Bokassa, feroce tiranno della Repubblica Centrafricana, aveva ricoperto di diamanti Girard d’Estaing. Il “Paese dei Lumi” stava vivendo quindi, una fase molto complicata della sua lunga storia, mentre si stavano avvicinando le elezioni presidenziali. Tanti ambivano a sostituire il presidente uscente e leader del Unione Democratica Francese: i socialisti candidavano Mitterand, i neo-gollisti si presentavano con Chirac. Tra i molti partecipanti alla corsa all’Eliseo c’era anche un comico.

«Mi rivolgo a quelli che hanno votato trent’anni a sinistra per niente. Perché, purtroppo, la sinistra non ha fatto nulla. Sono uno di quelli che avevano riposto molte speranze nella sinistra… Parlo anche a coloro che hanno votato la destra trent’anni per niente. Mi sapete citare una promessa mantenuta? Per trent’anni hanno votato per persone competenti e intelligenti che li prendevano per imbecilli. Oggi io propongo loro di votare per un imbecille. Per me. Di solito, votavano per niente. Scegliendo Coluche voteranno per uno che non è niente, se non un astensionista di professione»

Così Michel Gerard Colucci, in arte Coluche, annunciò la sua candidatura a presidente della Repubblica Francese. Uno dei buffoni più amati dei francesi sfidava l’establishment politico. Il suo manifesto elettorale, pubblicato su “Charlie Hebdo”, era rivolto a tutti quei cittadini, di ogni estrazione sociale, che non si fidavano più dei politicanti. il mondo dei partiti e dei giornali trattò la sua candidatura con estrema indifferenza, evitando di parlarne per molto tempo. “L’unico candidato che non ha bisogno di mentire”, cosi si faceva chiamare, ottenne il sostegno di una buona parte del mondo intellettuale francese. Il sociologo Bordieu sostenne che le sue parole fossero le più importanti per la Francia dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo del 1789. Coluche iniziava a dare fastidio ai partiti tradizionali, i media si trovarono obbligati a parlare di questo fenomeno. Le parole del comico infatti, avevano avuto seguito tra gli elettori francesi. Un sondaggio sul giornale Journal du Dimanche lo dava addirittura al 16%, un altro sondaggio commissionato dallo storico segretario del Partito Comunista Georges Marchais mostrò come Colucci fosse il candidato preferito dalla classe operaia. Il clima quindi, verso il commediante parigino divenne ostile, i media e i partiti decisero di muovergli guerra poiché colpevole di essere un profano entrato nel “sacro” della politica. Il guitto che abbatteva i potenti a colpi di “politicamente scorretto” fu costretto a ritirarsi dalla corsa elettorale, quando fu ucciso il suo stretto collaboratore Rene Gorlin. La breve esperienza politica di Coluche sarà però, un apripista per molti “non-politici”, uno su tutti Beppe Grillo che conobbe il francese sul set del film Scemo di Guerra. Ritiratosi dalla campagna presidenziale, dopo avere dato il suo appoggio a Mitterand, il comico parigino si dedico ad aiutare i poveri ed i più bisognosi. Ciò che fece però, in quei mesi rimane senza precedenti. Grazie alla sua breve candidatura, le persone comuni poterono davvero aspirare ad entrare nel mondo “chiuso” dei palazzi del potere, attraverso nuove proposte e nuove forme di linguaggio non proprio politically correct. Colucci, con la sua satira e le sue caricature, riuscì a superare tutte le norme sociali che distinguevano i politici dai cittadini e questo influenzò i sentimenti dell’ elettorato. La sua candidatura ricordò quel rituale del rovesciamento carnevalesco in cui i popolani potevano dare sfogo per un giorno alla loro derisione contro i potenti. Il Carnevale però, lasciava inalterati i rapporti di forza tra popolo ed elité, Coluche invece, fece vedere che tutti potevano entrare nelle stanze del potere politico.

MARCO CRIMI

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