MATTEO RENZI: DALLO IUS SOLI AGLI AIUTI A DOMICILIO

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27441861925_2df483ea21_bA pochi giorni dalla sua uscita, “Avanti”, il nuovo libro dell’ex premier Matteo Renzi, sta già facendo discutere. Al centro della bufera ci sarebbe un estratto, condiviso sui social, in cui il segretario del PD, parlando di migranti, affermerebbe che “Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro.”

Il post, pubblicato sulla pagina Facebook del Partito Democratico e prontamente rimosso, è soltanto l’ultimo di una serie di dichiarazioni che il Segretario avrebbe rilasciato riguardo al numero chiuso di arrivi e alle sanzioni contro i paesi che non rispettano gli accordi sui migranti.  

La nuova svolta “a destra” del PD è iniziata con la minaccia di chiudere i porti alle navi non battenti bandiera italiana e sembra proseguire inesorabile con i nuovi colpi di scena ad opera dello stesso Matteo Renzi. Mentre le opposizioni criticano e deridono le nuove dichiarazioni dell’ex premier, il macrocosmo della sinistra italiana tende a smarcarsi dalle nuove linee guida del maggiore partito di centrosinistra.

Sulla questione è possibile dare due giudizi: uno in merito al tema dell’immigrazione ed alle opposte visioni di destra e sinistra ed uno puramente politico e di convenienza.

Pare sempre più evidente che, a fronte di un aumento del 10% annuo del numero di persone salvate in mare, la macchina dell’accoglienza si stia inceppando dando vita ad un vero cortocircuito che già nel breve periodo metterà a dura prova lo spirito di ospitalità della popolazione italiana. Se le elezioni possono insegnare qualcosa, le ultime amministrative parlano chiaro: la destra sta aumentando il proprio potere attrattivo anche grazie all’emergenza migranti. Renzi, sul piano ideologico, sta cercando di togliere alla sinistra il monopolio delle politiche di accoglienza, puntando su una politica pragmatica e meno onirica.

Il principio di accoglienza di rifugiati e profughi deve restare un punto cardine della Costituzione Italiana ma deve andare a braccetto con il buon senso. Non possiamo accogliere tutti, non senza l’aiuto di una Unione Europea sempre più disinteressata ed egoista, non senza evitare un vero e proprio collasso a livello economico e sociale. Senza dimenticare che l’immigrazione produce effetti negativi anche per i paesi di partenza in cui diminuisce la manodopera e, quindi, la possibilità di sviluppo. Aiutare “a casa loro” vuol dire finanziare missioni di cooperazione, punire lo sfruttamento incondizionato di materie prime e promuovere la pace.

Dall’altro lato della medaglia abbiamo le stesso Renzi promotore di leggi come quella sullo ius soli, attaccato da Emma Bonino perché colpevole, secondo lei, di aver aperto i porti italiani all’immigrazione incontrollata durante il biennio 2014-2016. Sembra strano, almeno a primo impatto, che il paladino dell’accoglienza sia diventato il primo a criticarla. Meno paradossale se si spensa alle imminenti elezioni nel 2018 ed alle divisioni interne al partito. Infatti, nonostante il periodo delle scissioni sembrasse un ricordo lontano, i nuovi scontri con Dario Franceschini, leader di AreaDem, sembrano riaprire vecchie ferite. Le liti verterebbero intorno alle politiche di coalizione con le altre realtà di centrosinistra, Pisapia in primis, incentivate da Franceschini e scartate da Renzi, malgrado il pessimo risultato delle amministrative.

Le nuove politiche sui migranti si inserirebbero, quindi, in un piano di spostamento a “destra” che potrebbe attirare nuovi elettori e fare l’occhiolino a Forza Italia, vecchio alleato durante il Patto del Nazareno. Che l’avversione di Renzi per i vecchi compagni del PD e i nuovi possibili alleati progressisti si spinga così oltre da costringerlo ad una virata sulle politiche di accoglienza? Pare proprio che la sinistra liberal in Italia ed in Europa stia subendo qualche cocente delusione, Macron primo colpevole.

RICCARDO PARADISI

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