UNIONE MONARCHICA ITALIANA: ECCO CHI VUOLE IL RE IN ITALIA

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L’Italia festeggerà tra poche settimane 71 anni di Repubblica e come al solito ci saranno grandi parate e celebrazioni come l’alzabandiera solenne all’Altare della Patria e l’omaggio al Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente della Repubblica dinanzi alle massime cariche dello Stato. È probabile, però, che qualcuno iscritto all’Unione Monarchica Italiana quel giorno sia meno euforico di altri. Ma cos’è questa Unione Monarchica Italiana (UMI)? È un’associazione politica, indipendente da partiti, che conta circa 70.000 iscritti. I suoi membri vogliono restaurare la Monarchia in Italia e lottano per ricucire il legame tra istituzioni e cittadini perso a causa della “malapolitica” repubblicana. Infatti, al suo interno, ci sono “vecchi” e meno vecchi; chi ha vissuto il Re con bel ricordo e chi sta vivendo la Repubblica con avversione. Il movimento, nato nell’Agosto 1944 a Roma, diventa ufficiale il 1° Ottobre 1945 a Firenze con il  primo congresso. Lo scopo primario, allora, è di coordinare tutte le sigle monarchiche sparse per l’Italia nella campagna elettorale per il referendum del 2 Giugno 1946. In seguito all’esito, noto a tutti, della consultazione popolare di quel giorno, l’UMI fu costretto a ridimensionarsi purrimanendo comunque attivo. Sarà l’accordo con l’Unione dei Club dei Reali d’Italia del novembre 2001 la nuova linfa per il movimento, da allora di nuovo intenzionato, seriamente, a perseguire l’obiettivo: la restaurazione in Italia della Monarchia. L’UMI non è un movimento nostalgico e ha le idee chiare. La prima cosa da fare è abolire l’ Art. 139 della nostra Costituzione: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. Addirittura, come sostiene Alessandro Sacchi, attuale presidente nazionale, “le migliori democrazie d’Europa hanno il Monarca e l’articolo 139 comprime la sovranità popolare espressa nell’articolo 1, abolire il 139 sarà un passaggio necessario”. Magari proprio per aprire le possibilità di un nuovo referendum istituzionale sulla forma dello Stato. Dopodiché servirà un Re: morto Umberto II e avendo il figlio Vittorio Emanuele sposato una “non nobile” contro il volere del padre, l’UMI appoggia oggi il cugino Amedeo di Savoia come erede designato al titolo di Re d’Italia. C’è un elemento poi, in particolare, sui cui puntano forte i monarchici italiani ed è il concetto della “figura terza”, super partes; il Re come garante dello Stato, diversamente da un Presidente, sarebbe indipendente dalle lobby del partito, cui non ha mai preso parte, e perciò “puro” nelle decisioni da prendere. Ultima, ma non meno importante, per chi proprio non fosse convinto del revival monarchico, la questione economica: Buckingham Palace a Londra, per esempio, costa un quarto del Quirinale. È sempre molto bello quando qualcuno lotta per qualcosa in cui crede ed è per questo che sostengo che l’Unione Monarchica Italiana meriti tutto il rispetto possibile. Inoltre è un movimento in forte espansione tra i giovani, grazie anche ai meriti in vita di Sergio Boschiero, deceduto nel 2015 come Presidente Onorario dell’UMI, già responsabile del Fronte Monarchico Giovanile e vero motore nella diffusione dell’idea monarchica su tutta la Penisola. L’ambizione è grande certo, ma grandi sono anche 70.000 persone che vogliono il Re in Italia se contestualizzate nella nostra pluridecennale esperienza Repubblicana. E gli stessi vogliono a gran forza tornare a dire “W il Re!”.

NICCOLO’ BELLUGI

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4 pensieri su “UNIONE MONARCHICA ITALIANA: ECCO CHI VUOLE IL RE IN ITALIA

  1. Laurus

    Umberto II si oppose al figlio Vittorio Emanuele di sposarsi con una donna non nobile per via della “Legge Salica” che penso sia tutt’oggi in vigore tra le famiglie “Reali”. Distintamente saluto.
    Gabriele Cecere.

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    • Gentile Laurus,
      per quanto riguarda la successione si adopera la legge dei “Quarti di nobiltà”. La legge Salica prevede, invece, che possono ereditare solo i discendenti maschi. Presso alcune dinastie reali e nobiliari è ancora tutt’ora in vigore, lo stesso non può dirsi per il Regno Unito.
      Distinti saluti.

      Spaziopolitico

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  2. PIETRO

    Il Re Umberto II conferì al nipote il titolo di Altezza Reale e Principe di Venezia. Quindi,per il Re,Emanuele Filiberto ha le carte in regola. E chi lo conosce BENE,sa che è persona valida. Ma in Italia,faziosità e pregiudizi prevalgono sulla Verità.
    Vedendo gli ultimi 40 anni repubblicani,c’è forse qualcuno che sia in grado di affermare che la repubblica sia preferibile alla Monarchia? Monarchia non inciucia coi partiti,costa molto meno della repubblica,ed è MOLTO più vicina al Popolo. I politici repubblicani son quasi tutti degli snob. W i Savoia tutta la vita!

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