La sinistra che non c’è

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Lo scorso 15 Febbraio, Giuliano Pisapia, dopo una presentazione con ospiti Laura Boldrini e Gad Lerner, ha pubblicato il manifesto di “Campo Progressista”, il suo nuovo movimento. Il nome, a primo impatto, inserisce questa neonata realtà politica fra l’elenco dei partiti di centro-sinistra di estrazione riformista ed il manifesto stesso introduce alcuni punti chiave su cui questo soggetto muoverà i suoi primi passi: disoccupazione, disuguaglianze, Mezzogiorno, sobrietà e buona politica, ma anche accoglienza ed ambiente.
La platea della sinistra italiana ha applaudito alla nascita di una nuova alternativa al carrozzone del PD ed alcuni politici si sono lasciati andare a dichiarazioni più o meno entusiaste. Tabacci ha dipinto Pisapia come “il nuovo Prodi” mentre Emiliano vede l’ex sindaco di Milano come un interlocutore affidabile. Viene però da chiedersi se vi fosse veramente bisogno di una nuova stella nella galassia della sinistra italica.
E’ innegabile che dopo la Guerra Fredda e dopo Mani Pulite nello stivale, le ideologie siano tramontate (se non morte del tutto) e sia nata una nuova fase politica lungo tutto il continente europeo, eccezioni a parte. Dopo 25 anni e quasi 20 di Berlusconismo, la politica italiana rimane ancora polarizzata ma non più dalla dicotomia fra destra liberista e sinistra socialista, bensì da correnti populiste a tratti reazionarie e partiti del così detto “establishment”. Questo fenomeno fa sì che, per contrastare movimenti anti sistema, si venga a creare una coalizione che badi poco alle ideologie e che si interessi più al raggiungimento di maggioranze parlamentari tali da mantenere lo status quo. La sinistra a guida PD si è dunque persa seguendo il sogno di un partito della nazione da contrapporre al M5S ed alla sua radicale idea di cambiamento.
Purtroppo però, l’icona Renzi, stella nascente nel firmamento italiano, ha subito una dura sconfitta con il Referendum costituzionale dello scorso 4 Dicembre ed ha assistito ad un vera e propria débâcle con la decisione della Consulta sull’Italicum e con quella della Corte Costituzionale sul referendum relativo al Jobs Act. Il popolo Italiano sembra aver bocciato, quindi, l’idea Renziana di centrismo preferendo migrare verso il Movimento 5 Stelle o verso il partito dell’astensione piuttosto che riporre la propria fiducia su una sinistra che ha perso la sua natura sociale e lavoratrice.
Le nuove spaccature all’interno del PD e l’addio di esponenti di spicco come Bersani, D’Alema e Rossi non fanno che peggiorare la già precaria e frammentata situazione partitica del Bel Paese. Lo scorso 25 Febbraio, infatti, è stato presentato un altro soggetto politico composto da una parte dei fuoriusciti: “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista”. I fondatori sono Bersani, Rossi e Speranza che, nel giro di alcuni giorni, hanno creato un gruppo parlamentare composto da 37 Deputati e 14 Senatori, tutti provenienti dal Partito Democratico e da Sel-Si.
In un panorama così frammentato non sorprende che Massimo D’Alema abbia deciso di non aderire al nuovo progetto della vecchia minoranza PD. L’ex premier, infatti, sta presentando in questi giorni la sua personale alternativa di sinistra: “ConSenso”. A giudicare dall’offerta politica che poco si differenzia dai soggetti già in campo, questa discutibile scelta potrebbe non avere molto “Senso” se non quello di recitare il ruolo di ago della bilancia in un eventuale governo di coalizione, così come fece “Rifondazione Comunista” nel governo Prodi I.

Per rispondere alla domanda di partenza, l’Italia non ha bisogno, in questo momento delicato, di altri partiti fotocopia da inserire nella costellazione del centrosinistra. Non ne ha bisogno perché fanno il gioco del Movimento 5 Stelle che, malgrado i problemi con l’amministrazione Romana, potrebbe avere la strada spianata verso le amministrative in primavera, quando un PD unito avrebbe avuto grandi chance di successo. Non ne ha bisogno perché questi partiti sono la creazione di dissidenti e minoranze ed appaiono più come il frutto di vendette politiche che come il prodotto di idee ben precise.

La sinistra ha bisogno di riscoprire se stessa e tornare alle origini. Ci stanno provando alcuni partiti come il Partito Socialista Italiano guidato da Nencini, il rinato Partito Comunista Italiano ed il Partito Comunista di Marco Rizzo. Purtroppo, la loro offerta politica spesso oscurata dal nome e dalla ingombrante reputazione e la loro scarsa presenza nel palinsesto televisivo non aiutano ad attirare l’elettorato, specialmente quello giovane. Anche se il nuovo sistema proporzionale incoraggerà la formazione di piccoli partiti con grade potere di coalizione, si auspica la nascita o la formazione di una nuova realtà amica dei lavoratori che possa dare risposte su argomenti come disoccupazione, globalizzazione e problemi sociali. L’elettorato deve poter scegliere un’alternativa al PD che, negli ultimi anni, si è molto distanziato dalle istanze della sinistra tradizionale. La sfida è aperta ed il primo che saprà affrontarla avrà anche la possibilità di attingere voti dal vaso di Pandora dell’astensionismo, composto in buona parte anche da pentiti del PD e nostalgici del vecchio PCI. Se Pisapia, Bersani o D’Alema riusciranno in questo intento trovando una comune intesa potranno considerarsi vincitori, altrimenti dovremmo tutti prepararci ad una fase politica dominata da un Partito Democratico sempre più di centro e tanti piccoli partiti di sinistra apparentemente insignificanti.
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5 pensieri su “La sinistra che non c’è

    • Purtroppo devo ammettere di essermelo perso ma, alla luce di questa riflessione politica, cercherò di recuperare vedendolo il prima possibile. Hai trovato qualche analogia con la politica in generale o proprio con la situazione della sinistra italiana nello specifico? Intanto, grazie del consiglio!

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      • Sì, un’analogia c’è: Carmine Polito è un amico dei lavoratori, come dovrebbe essere ogni politico di sinistra.
        Se ti va, poi fammi sapere come hai trovato il film. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

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