I Movimenti femministi sono il peggiore nemico della Donna

Standard
Può suscitare uno strano effetto il titolo, eppure alla luce degli eventi che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente c’è da chiedersi quanto effettivamente il femminismo sia rappresentativo dello status attuale della donna. Il ventunesimo secolo è un secolo strano, dove la realtà sembra sempre più mistificata e ci si aggrappa a termini coniati in precedenza per potersi etichettare. Ma ad oggi possiamo ancora parlare di femminismo, nelle sue finalità originali? Io credo di no. La realtà femminista non è a noi nuova, è nato nell’Ottocento, per poi trovare la sua massima espressione tra gli anni ‘60 e ’70, con l’intento di innalzare, dare uguaglianza nei diritti economici, sociali, pari dignità alla donna. La pari dignità sociale ad oggi è una realtà ampiamente professata ed interiorizzata nell’Occidente così come gli eguali diritti sociali. Il punto dolente rimangono i diritti economici, in quanto le donne tendenzialmente guadagnano meno degli uomini, a parità di ruolo. Eppure la retorica in cui oggi siamo sommersi poco porta alla ribalta la questione “materiale”, ma sempre più la questione dell’uguaglianza tra i sessi. Le manifestazioni a cui assistiamo sono sempre più un tripudio di luoghi comuni e sentimentalismi repressi che esplodono contro misure o persone, come è successo negli Stati Uniti con l’elezione del Presidente Trump.
Tutti i buoni propositi e gli ideali encomiabili per cui le donne si son battute si son ridotti ad una manciata di slogan, ma concretamente privi di senso. E’ sacrosanto affermare che entrambi i sessi debbano avere pari diritti, pari dignità, pari opportunità per poter compiere passi nella società, farsi largo tra le fila e raggiungere ruoli ed incarichi a cui esse ambiscono. Questo, però, poco ha a che fare con l’uguaglianza, tutt’al più con la parità. Eppure sembra che questo punto di vista non sia minimamente contemplato dagli attuali movimenti o da personalità di spicco che si fanno carico di queste battaglie. Ciò che salta all’occhio dei più attenti è che questi stessi personaggi sono coloro che più hanno danneggiato la figura della donna, unendo al talento una massiccia mercificazione del proprio corpo, offerto sotto forma di un vero e proprio bene di consumo. La mercificazione del corpo costituisce proprio uno dei punti su cui i movimenti femministi si son battuti ed oggi le stesse donne che hanno fatto fortuna anche con la propria “immagine” si spingono oltre, rendendolo in alcuni strumento di voto ed offrendo presunti favori sessuali in cambio di un supporto elettorale, come nel caso della cantante Madonna. E questo è ciò che osserviamo in casa statunitense. Nemmeno i movimenti femministi europei sono esenti da critiche. La mente subito vola al movimento ucraino delle “Femen”, che con i loro modi aspri di protestare, di esibirsi, di cui i media più volte hanno discusso, hanno portato più a critiche che consensi. Si può mai valorizzare una battaglia politica con questi strumenti? Forse si, eppure credo che non facciano altro che arrecare danno alla figura della donna nella sua dignità, profonda competenza ed intelligenza. Questi movimenti non esaltano le grandi potenzialità, le straordinarie peculiarità del sesso femminile, ma si pongono il cieco obbiettivo di emulare il sesso opposto, senza mai protestare, ad esempio, per la condizione che le loro pari patiscono in altri paesi del mondo, dove i diritti delle donne non sono né contemplati, né ammessi. I pensatori marxisti potrebbero facilmente incoronare queste rivendicazioni come il più grande successo del Capitalismo che tende ad eliminare le differenze ed appiattisce tutto il genere umano su di un unico livello, quello del consumatore. Di contro i sostenitori del neoliberismo applaudono a queste lotte di “civiltà”, che costituiscono un “step” successivo della società lungo i binari della modernità incalzante. Eppure al di là delle singole letture ideologiche, ciò che pare evidente è che il Femminismo nei suoi movimenti sembra aver perso di vista il reale obbiettivo, ossia quello di scardinare il pregiudizio e di offrire alle donne pari opportunità in ogni singolo ambito della società. E’ una lotta che pare mutilata, iniziata ma mai realizzata che ad oggi sempre meno combatte per i diritti reali e materiali, ma pone più il focus su mere questioni lessicali (Presidentessa piuttosto che Presidente, Sindaca piuttosto che Sindaco etc.) e di forma. Uno dei prodotti di queste battaglie scarne ed autoreferenziali consiste proprio nelle cosiddette “Quote Rosa”, che garantiscono una certa soglia di rappresentanza alle donne negli organi rappresentativi.Ma quanto dannoso può essere un provvedimento simile che anziché valorizzare la competenza e la capacità delle persone, al di là del sesso, attribuisce una porzione riservata in virtù del sesso? Più che riconoscere il valore delle donne , sembra anzi una gentile concessione ad una minoranza da tutelare. Se dovessi calarmi nei panni di una donna mi sentirei poco rappresentato dai movimenti femministi, ancor meno dalle dimensioni che hanno assunto e dalle retoriche volgari e qualunquiste adoperate, volte a fomentare più che a scuotere l’opinione pubblica. Se da un lato riscontriamo questo fumoso tumulto retorico, dall’altro poco si è sentito parlare, ad esempio, della condizione delle operaie donne della società Magneti Marelli che, invece, hanno protestato attivamente contro i 18 turni settimanali, con il sabato divenuto normale giorno lavorativo. Dopo questa analisi, quanto i movimenti femministi ledono la figura delle donne ed i loro diritti? E quanto, concretamente, riescono a farsi carico delle loro battaglie?

Alle donne ed ai posteri l’ardua sentenza.

MAURIZIO TROIANO

Seguimi su Facebook

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...