Bolsonaro, Salvini, il caso Battisti: prove di un nuovo asse

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E’ notizia di cronaca l’arresto di Cesare Battisti sul suolo boliviano. Il personaggio è ormai noto per il suo passato: ex membro dei “Proletari Armati per il Comunismo” (PAC) è conosciuto ai più per i quattro omicidi commessi e per la fuga dal carcere di Frosinone negli anni ’80. Continua a leggere

Massoni Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges

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Prima che questo articolo inizi è necessario che io faccia due doverose premesse. Uno, non ho mai scritto un articolo per recensire un libro, questo è il primo che faccio, perciò se non è propriamente il massimo mi perdonerete. La seconda premessa è decisamente più seria, in quanto mi dà la possibilità di dirvi il motivo per il quale ho deciso di cimentarmi in maniera assai azzardata in una recensione. Ho avuto nel corso di questi mesi la possibilità di leggere un libro che, posso tranquillamente dire, mi ha scioccato. Non si tratta assolutamente di un tentativo di fare della facile pubblicità o del becero “leccapiedismo” nei confronti dell’autore. Devo anche ammettere per assoluta onestà intellettuale che tale libro non l’ho letto nemmeno tutto nella sua interezza in quanto molto lungo (circa 640 pagine) e soprattutto di difficile assimilazione e comprensione. Avendo esaurito la mia confessione pre-articolo vi dico il titolo dell’opera di cui intendo parlarvi così da non provocare ulteriormente la vostra famelica curiosità. Continua a leggere

Ho visto “Vice –L’uomo nell’ombra”

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Dick Cheney, se prima che gli dedicassero un film lo conoscevate già ci sono solo due opzioni: vi nutrite di politica 24 ore al giorno 365 giorni all’anno oppure siete americani. Richard Bruce Cheney, detto Dick, è colui che ha ricoperto la carica di vicepresidente degli Stati Uniti d’America durante una delle sue più discusse amministrazioni: quella di George W. Bush.

Non voglio stare ad ammorbarvi sui dettagli della trama o sull’ennesima trasformazione fisica dell’ottimo Christian Bale, non è il blog adatto e non sono io la persona giusta per farlo. Possiamo parlare di politica però. Di tutto quello che traspare, guardando il film, di questo clamoroso personaggio, per anni silenziosamente rimasto dietro le quinte del presidente Bush Junior, sicuramente quello che ne esce peggio in tutta la pellicola (emblematica la scena nella quale Dick Cheney, durante una cerimonia di partito, sta parlando con George H.W. Bush con quest’ultimo che tessa le lodi di suo figlio Jeb, mentre l’altro figlio George, ubriaco, rovescia a terra dei bicchieri di vetro). Ma anche cosa traspare di quegli Usa che erano solo qualche anno fa, colpiti nell’orgoglio da due aerei schiantatisi nelle torri gemelle e desiderosi di vendicarsi contro qualcuno o qualcosa.

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Con Clinton al governo Dick Cheney si è ormai praticamente ritirato dalla vita politica ed è amministratore delegato della Halliburton, multinazionale specializzata nello sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Il film potrebbe non essere mai stato fatto se solo George W. Bush una domenica mattina non avesse chiamato Dick Cheney per chiedergli di fare da suo vice. Dick è riluttante ma poi fiuta l’occasione. È la sua grande occasione per fare il presidente degli Usa rimanendo nascosto. Si fa dare in gestione tutto; amministrazione, esercito, energia e politica estera. A Bush praticamente lascia solo le dichiarazioni in pubblico. Intanto forma la squadra di governo con i suoi di uomini e l’11 settembre 2001 prende definitivamente il controllo della situazione. C’è lui a dare ordini durante l’emergenza perché Bush è in una scuola elementare ad incontrare dei giovanissimi studenti. Cheney assume il controllo della situazione e inoltre per motivi di sicurezza non può più trovarsi nella stessa stanza di Bush. «Se esiste un per cento di probabilità che qualcosa costituisca una minaccia, gli Stati Uniti sono tenuti a reagire come se la minaccia fosse al cento per cento» sostiene dichiarando guerra ad Al-Qaeda. Ma gli americani non sanno cosa è Al-Qaeda, sono sempre stati abituati ad avercela con qualche Stato, non con una “semplice” organizzazione. Per Cheney è necessaria perciò una massiccia campagna mediatica contro l’Iraq perché sono loro che danno rifugio ai militanti di Al Qaeda. Inoltre il loro presidente detiene armi di distruzione di massa. Cosa succede dopo lo sappiamo tutti. Cosa non sappiamo, ma che nel film si vede, è come Dick Cheney si incontri periodicamente con uomini d’affari per “rendere liberi” dal controllo del presidente Saddam Hussein i molteplici pozzi petroliferi presenti in Iraq. Sarà infatti l’Halliburton a cedere, senza gara di appalto, molti giacimenti ormai liberi dopo la l’impiccagione del precedente proprietario.

Verità, scandalo, fantapolitica? Onestamente boh, ma il film merita e qualche spunto di riflessione mentre vai a riprendere la macchina al parcheggio te lo lascia. Non solo sulla gestione Usa dopo l’11 settembre ma sulla politica in generale. Come farla, chi la fa, chi la sa fare e chi non la sa fare. Chi ci crede e chi invece non ci crede per niente.

NICCOLO’ BELLUGI

Seawatch e Seaeye: l’Italia vince sui migranti e fa tremare l’Europa.

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Se “il buongiorno si vede dal mattino”, il 2019 si annuncia come un anno molto complesso sul fronte dell’immigrazione. I primi giorni del nuovo anno sono stati infatti all’insegna del braccio di ferro(l’ennesimo) fra il governo italiano e quello di Malta del premier Muscat. Oggetto del dibattito: l’attracco delle due navi Sea Eye e Sea Watch , le quali da diversi giorni girovagano nel Mediterraneo in cerca di un porto,  attracco che sia  La Valletta  che Roma hanno al momento negato. Nonostante come premessa per il nuovo anno non sia il massimo, è doveroso precisa che l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato molto positivo sul fronte migrazioni. Continua a leggere

Mimmo Lucano, Leoluca Orlando e Creonte

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La decisione del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di non applicare alcune delle disposizioni del cosiddetto Decreto Sicurezza ha infiammato ancora una volta il dibattito politico italiano sul tema dell’immigrazione. La presa di posizione di Orlando ha riscosso l’apprezzamento di molti suoi colleghi, che hanno così deciso di seguirlo, ma ha anche scatenato la pronta risposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ideatore del Decreto. Continua a leggere

Natale, i politici pubblicano e gli italiani commentano

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«Hai un terremoto a Catania, il fratello di un collaboratore di giustizia ucciso a Pesaro e pensi a fare il pirla con la nutella», «Crollano le case, assassinano i familiari dei collaboratori di giustizia ed il ministro dell’Interno mette le foto sui social manco fosse Chiara Ferragni»; sono quasi 10mila i commenti sotto la foto di Matteo Salvini pubblicata ieri mattina su Facebook e tutti recitano lo stesso mantra.

Il vicepremier voleva semplicemente dimostrare la sua vicinanza al popolo italiano tramite i suoi account social; un iter che, secondo qualcuno, gli persino fatto vincere le elezioni. Eppure si è trattato del solito tentativo di apparire sul web come una persona semplice che fa le stesse cose che fanno tutti gli italiani: bere vino, mangiare tortellini e fare colazione con pane e nutella. Stavolta però, prima di schiacciare “Condividi” avrebbe dovuto un attimo controllare le ultime news. “Il mio Santo Stefano comincia con pane e nutella, il vostro?” chiede. Continua a leggere

STARTUPITALIA OPEN SUMMIT. ANDATA E R(EPORTAGE)ITORNO.

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foto startupitalia

Lo scorso lunedì mi sono svegliato come sempre alle sei di mattina (va bene dai ci crediamo…) e invece di mettermi a studiare diligentemente come sono solito fare (adesso non esagerare però…) ho preso il pullman per Milano per andare ad assistere ad un evento fantastico, lo StartupItalia! Open Summit, la manifestazione più importante d’Italia dedicata al mondo delle startup e dell’innovazione.

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