ITALIA E GIAPPONE DI NUOVO INSIEME?

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Negli ultimi giorni l’abdicazione ( la prima dal 1817) dell’85enne imperatore giapponese Akihito, in favore del figlio 59enne Naruhito, ha fatto inevitabilmente il giro del mondo ed anche noi di Spazio Politico abbiamo deciso  cogliere l’opportunità di questo evento epocale per analizzare approfonditamente le relazioni bilaterali fra il Belpaese ed il Sol Levante. Continua a leggere

Ebbw Vale, votare ai tempi dei social (e delle fake news)

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Ebbw Vale è un piccolo paese di 18mila abitanti che si trova nel sud-est del Galles. A cavallo tra gli anni ’50 e ’70 la piccola comunità gallese ha conosciuto i suoi anni migliori ed era abitata principalmente da minatori che estraevano carbone e operai che lavoravano l’acciaio. Dagli anni ’80 però sia le miniere che le acciaierie sono state chiuse e Ebbw Vale ha iniziato lentamente a morire e spopolarsi.

Ma i suoi abitanti non si sentono soli. Sono convinti che in città ci siano un sacco di immigrati a fargli compagnia. E questo, tra l’altro, non gli va affatto bene; sono terrorizzati dall’invasione. Carole Cadwalladr, giornalista dell’Observer, si è recata in Galles dopo il referendum sulla Brexit per informare i cittadini di Ebbw Vale che l’unico immigrato presente in paese è in realtà solo una signora polacca. Non solo, la Cadwalladr ha chiesto agli abitanti di Ebbw Vale perché ce l’avessero così tanto con l’Unione Europea. Numeri alla mano, in effetti,  il 62,3% degli abitanti del paese ha votato per il Leave. «L’Europa non ha fatto niente per noi» sostenevano. Eppure, negli anni, l’Ue ha investito 350 milioni di sterline in Galles. A Ebbw Vale in particolare ci hanno costruito un centro sportivo, un college, una ferrovia, una stazione e una superstrada.

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Carole Cadwalladr, nel 2018 ha esposto lo scandalo dei dati di Facebook-Cambridge Analytica.

La Cadwalladr non riusciva a comprendere. «Vi hanno dato una grossa mano invece» gli diceva. «Ma chi ve l’ha detto che siete pieni di immigrati e che l’Ue non ha fatto niente per voi?». «Facebook, ce l’ha detto Facebook» hanno risposto. Ecco, probabilmente questa storia l’avrete già sentita; ne ha parlato Il Corriere della Sera e Maurizio Crozza c’ha costruito sopra un monologo andato in onda venerdì 26 aprile durante la sua trasmissione. Ma aldilà della notizia in sé e per sé – cittadini che votano sulla base di fake news e non se ne accorgono neanche – forse occorre riflettere anche su un’altra domanda: quante altre Ebbw Vale ci sono sparse in tutto il mondo?

C’è poi anche un altro quesito al quale è però più facile dare una risposta: c’è una cospirazione che il web porta avanti contro di noi? No, anche se il rischio di contaminazione e distorsione della realtà c’è. Le fake news però sono sempre esistite, magari prima si chiamavano ‘bufale’ e noi eravamo anche meno creduloni. La storia del mondo è piena di fake news. Solo che ora con i social network tutto si è amplificato. Se da un lato è vero che c’è qualcuno che ha un interesse nel creare false notizie, dall’altro lato va detto che ci sono anche un sacco di utenti social estremamente pigri nel controllare la veridicità di quello che leggono.

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Ebbw Vale, la piccola comunità vanta un passato minerario, in particolare per l’estrazione del carbone.

Poi è evidente, i social network possono e devono limitare meglio le fake news e le istituzioni devono prevedere sempre più norme per contrastarle. Finora tutto questo è stato fatto fino a un certo punto. Ci dovranno lavorare ancora molto, trovare la soluzione sarà difficile e ci vorrà un po’ di tempo. Nel frattempo però noi cittadini facciamo il nostro dovere: verifichiamo, ponderiamo, ragioniamo.

Sulla Brexit, è noto, c’è stata molta disinformazione da parte dell’elettorato. Su Donald Trump e la sua elezione a presidente americano nel 2016 c’è invece un’ombra oscura che parla di bot e tweet fake. Tra meno di un mese votiamo per le Europee, roba nostra. E allora sta a noi coalizzarsi contro le fake news, a prescindere da quello che voteremo. Controlliamo le fonti, verifichiamo la loro attendibilità, vediamo chi è il soggetto che parla delle cose. Oppure semplicemente, molliamo questo smartphone un attimo e guardiamoci intorno.

NICCOLO’ BELLUGI

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Cosa sta accadendo in Algeria.

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Dalla fine di febbraio milioni di algerini sono scesi in piazza ogni venerdì per protestare contro l’anziano (ormai ex) Presidente Abdelaziz Bouteflika e tutto il blocco di potere che rappresenta. In Italia alla notizia è stata data una rilevanza relativamente marginale, mentre in Francia occupa stabilmente le prime pagine dei giornali. Continua a leggere

La Erin Brockovich di Bratislava

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La scorsa domenica 17 marzo si è svolto il primo round delle elezioni presidenziali in uno dei paesi che fanno parte del famigerato gruppo di Visegrad: la Slovacchia.

Come gli altri tre componenti di questa alleanza strategica (Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia) possiamo dire che per quanto riguarda le politiche comunitarie anche questo stato mittel-europeo è sempre stato un “ribelle” soprattutto quando si parla del tema dei migranti.

Il premier attuale è Peter Pellegrini, è sostenuto da una coalizione che comprende il suo partito, il socialdemocratico Smer, i nazional-populisti destrorsi del Sns e i il Most-Hid che tutela i diritti della minoranza ungherese che abita nella nazione.

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L’attuale premier Peter Pellgrini

Prima di Pellegrini c’era Robert Fico che si era contrapposto ai diktat della Ue e per questo si era attratto le simpatie di non pochi sovranisti del continente. Ma Fico l’anno scorso si è dovuto dimettere perché travolto dalle proteste per l’omicidio del giornalista Jan Kuciak .

E’stato proprio questo atto efferato che ha aperto la strada alla protagonista di questo nuovo Politico Popstar: Zuzana Caputova, un’avvocato di 45 anni protagonista delle manifestazioni che portarono alla fine dell’esecutivo di Robert Fico.

Caputova ha vinto il primo turno delle presidenziali superando il suo sfidante al prossimo ballottaggio, Maris Sefcovic dello Smer, il giudice comunista anti-migranti Stefan Harabin e l’ultranazionalista di Nostra Slovacchia, Marian Kotleba.

Prima di questo voto la nazione dei Carpazi era considerata una fervente euroscettica. Non per una questione economica, ma per antipatie verso l’ingerenza dell’Unione Europea nei processi decisionali interni. Era per questo che i sovranisti di tutto il continente guardavano con ammirazione questo stato.

Il risultato dovrebbe fare riflettere perché il partito di Caputova ha vinto proponendo valori politici “invisi” alla grande famiglia nazional-populista: dichiaratemente filo occidentale, pro Nato e pro Ue,  impegnata per dare i più diritti a migranti e alla minoranza Lgbt. Per questo è stata soprannominata la candidata di Soros.

Ma Caputova ha vinto soprattutto perché in un paese stanco della corruzione  si è proclamata alfiere della verità e dell’onestà specie per quanto riguarda il caso di Jan Kuziak. Il primo a tributargli l’omaggio su Twitter è stato il presidente uscente, che non si è ripresentato, Andrej Kiska: famoso per la sua incorruttibilità in campagna elettorale aveva appoggiato l’avvocatessa.

Se Zuzana Caputova vincesse anche il ballottaggio il risultato sarebbe storico: in caso di successo la Erin Brockovich di Bratislava sarebbe la prima presidente donna della Slovacchia.

 

M.C

 

Il Beppe Grillo della Dnepr

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Un attore televisivo  come lo era Ronald Regan, un comico come Beppe Grillo e, prima di lui, Coluchè, insomma stiamo parlando del personaggio più adatto per il ritorno della rubrica Politico Popstar. Stavolta il protagonista della mia puntata viene dall’Est dell’Europa, da un paese martoriato da anni di guerra civile: l’Ucraina. Un paese che dall’Euromaidan fino alla guerra civile in Donbass ha veramente vissuto anni di immani tragedie, un paese dove formazioni paramilitari nazifasciste sono libere di compiere gesti efferati ogni giorno, un paese dove la Russofobia ha raggiunto un livello tale da considerare persone come Totò Cutugno e Al Bano Carrisi delle spie al soldo di Putin e del Cremlino.

Una foto della guerra civile (Imgur)

Dopo questo breve cappello vi spiego perché ho appena usato il termine puntata. Stiamo parlando di un attore di serie tv: il suo nome è Volodymyr Zelensky ed attualmente,secondo i sondaggi, sarebbe il candidato più votato nella corsa per diventare presidente.

Questo comico 41enne originario di una città del sud della nazione è il protagonista di un programma tv seguito in tutto il paese: “I servi del popolo”. Nella sua serie interpreta un professore delle superiori dal nome Vasyl Holoborodko  che viene eletto in modo accidentale presidente della repubblica.

La serie tv “I servi del popolo”

Un Beppe Grillo del Dnepr? Forse potremmo dire di sì. Infatti come il comico genovese, anche Zelensky sta facendo della critica feroce all’establishment un’arma efficace contro i suoi avversari. In un paese dove l’economia non cresce e dove impera la corruzione, le capacità oratorie del giovane candidato stanno avendo successo, soprattutto nel sudest del paese martoriato dalla guerra e a cui Zelensky ha promesso un “cessate il fuoco”.

Ad oggi, come abbiamo già detto, Volodymyr Zelensky è in testa nei sondaggi, davanti tra l’altro alla paladina della rivoluzione arancione del 2005 Yulia Thimoshenko e all’attuale premier Petro Poroshenko. La maggioranza degli elettori però è ancora indecisa e quindi il risultato del 31 marzo è tutt’altro che prevedibile.

Sappiamo però che Zelenski è un comico e sicuramente ci sarà da divertirsi.

 

M.C

Perchè amiamo il pessimismo?

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Il principale scopo di questa rubrica è quello di documentare il progresso che ha contraddistinto la razza umana sotto svariati profili: economico, alimentare, tecnologico e quant’altro.

Tuttavia, l’argomento di oggi sarà diverso ma non per questo meno importante: come mai gli individui, nella stragrande maggioranza dei casi, è marcatamente pessimista? Continua a leggere