La grande sfida dell’autonomia differenziata

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Ultimamente sui giornali si parla della trattativa per definire le modalità e i limiti con
cui verrà strutturata l’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia-
Romagna. Viene banalmente citata come uno dei tanti, troppi, motivi di frizione
all’interno della maggioranza di Governo, ma raramente la questione viene
analizzata e discussa nel dettaglio. Eppure si tratta di un tema che potrebbe avere
delle ripercussioni di una certa rilevanza nella vita di tutti noi. Continua a leggere

Politica e magistratura: l’eterna lotta

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Il recente terremoto interno al Consiglio Superiore della Magistratura(CSM) , che hanno visto il pubblico ministero Luca Palamara e l’ex ministro dello Sport Luca Lotti al centro della bufera, offrono un utile spunto per analizzare un tema sul quale si sono spesi fiumi di parole ed inchiostro da ormai tanti anni, con il problema che però ciclicamente si presenta nella sua immancabile natura mediatica ma anche in veste giuridica: il conflitto fra politica e magistratura. Continua a leggere

Scenari possibili di una crisi di Governo

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Il caldo afoso, il sudore e i vestiti appiccicati sono solo alcune delle cose che danno più fastidio durante l’estate. Per intenderci, nessuno gli preferisce l’inverno ma provate a immaginarvi tutte e tre queste situazioni e aggiungeteci anche il fatto che dovete stare concentrati su giornali e televisioni perché è periodo di campagna elettorale. È caduto il Governo, si (ri)vota a settembre.

Ma al vicepremier Matteo Salvini, forte del suo 36%, conviene far cadere il governo? A leggere i numeri della Lega, e di Fratelli d’Italia, sì. Se si andasse a votare a stretto giro ci sarebbe la base per costruire una maggioranza unicamente di centrodestra alle Camere. Inoltre il Pd, che sì sta tornando a crescere dopo l’elezione del nuovo segretario Nicola Zingaretti, ma allo stesso tempo è pur sempre in una fase di ricostruzione, ancora debole per contrastare l’ascesa della Lega in campagna elettorale. I 5 Stelle invece, con le ultime Europee, hanno vissuto una grossa emorragia di voti, dimezzatisi rispetto a quelli di marzo 2018. Resta però da considerare la figura di Silvio Berlusconi, e la sua Forza Italia, che raramente si mette da parte per lasciare spazio ad altri. La presenza del Cavaliere nel centrodestra, per quanto sempre meno importante, è difficile da accatastare anche se Salvini lo sa e ci sta lavorando. Cosa accadrà di qui a due mesi? Ecco alcuni possibili scenari.

Scenario 1: Camere sciolte, si vota a settembre

Senza dubbio lo scenario peggiore, e non solo per la campagna elettorale in agosto. Con la Legge di Bilancio, da presentare in autunno, un governo appena insediatosi farebbe fatica a imbastirne una. I tempi sono stretti per pensarla, scriverla e cercare di farla approvare. C’è da dire che questo scenario è plausibile solo se il governo cadesse prima del 20 luglio, data considerata “limite” per poter veramente indire elezioni anticipate a settembre. Il motto dei grillini in questi giorni infatti è “resistere, resistere, resistere”, almeno per un mesetto ancora. Ma cosa fare della Flat Tax, che Salvini continua a invocare insistentemente? Resistere, e quindi avallare, o desistere, e quindi far cadere il governo prendendosi la colpa?

Scenario 2: governi brevi, legislature lunghe

La storia dell’Italia, specie quella della Prima Repubblica racconta che, prima di tornare alle urne, si cerca sempre di creare una nuova maggioranza alternativa. Questo scenario è quello auspicato da molti parlamentari. In particolare quelli del Pd “renziano”; con il cambio di segreteria sono loro quelli con la poltrona più rovente, i primi che farebbero le valigie se le camere si sciogliessero e si tornasse a votare. Non vogliono invece sprecare uno dei due mandati i parlamentari pentastellati. Se vale davvero lo statuto interno dei 5 Stelle che prevedere il limite massimo di due mandati per il proprio esponente di partito, chi è ora seduto a Montecitorio vedrebbe perdersi 5 anni di Parlamento in poco più di un anno e mezzo. Anche se Di Battista ha dichiarato di volere proporre, se dovesse cadere questo governo, di non considerare questa legislatura come mandato.

Scenario 3: Mattarella e il suo fine settennato

Nel 2022 si dovrà trovare un sostituto a Sergio Mattarella per la carica di Presidente della Repubblica. Con la composizione del Parlamento attuale un nuovo capo di Stato simil-Mattarella, europeista e pacato, potrebbe avere la sua investitura. Viceversa in una Camera e un Senato maggiormente populiste ed euroscettiche dominate dalla Lega e da Fratelli d’Italia un profilo del genere sarebbe il primo ad essere scartato, a favore invece di un personaggio praticamente opposto. Ecco perché Mattarella ha più di qualche dubbio nello sciogliere le Camere per far votare a settembre.

Scenario 4: patto tra i Cinque Stelle e il Pd

I 219 deputati grillini e i 112 dem hanno i numeri per creare una maggioranza alle Camere qualora dovesse cadere l’esecutivo giallo-verde. Tuttavia questa maggioranza è molto risicata e risulta oltremodo difficile escludere dal Governo il primo partito in assoluto d’Italia: la Lega, che ha raddoppiato i voti del 4 marzo.

Scenario 5: Governo tecnico

Un esecutivo fatto di tecnici indipendenti per fare la Manovra di ottobre. È la via d’uscita emergenziale che il Colle può imboccare quando una crisi politica rischia di creare danno al sistema-Paese. E’ già successo nel 1995 quando si è insediato il governo Dini e nel 2011 con il governo Monti.

NICCOLO’ BELLUGI

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Europee 2019, il nostro commento: “Salvini lancia un’opa sul contratto di governo”

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Trionfo della Lega, clamorosa debacle del Movimento 5 Stelle, bene Meloni, cresce il Pd e male Forza Italia. La giornata di ieri verrà ricordata un po’ da tutti, 51 milioni di italiani sono stati chiamati al voto e il 56% di questi ha voluto premiare il Carroccio. Una vittoria clamorosa quella che vissuta in Via Bellerio e in tutta la penisola. “Numeri totalmente capovolti rispetto ad un anno fa – ha sottolineato il nostro Andrea Marrocchesi, stamani ospite a Radio Siena Tv -. Questa è anche la conclusione di un percorso iniziato da Salvini nel 2014, quando la Lega alle scorse Europee prese poco più del 6%. Adesso è il primo partito grazie ai voti del Nord Italia”. Tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, che ottiene il peggior risultato nella sua storia a livello nazionale e paga la scarsa affluenza al Sud Italia, tradizionale bacino di voti, adesso i rapporti di forza sono opposti rispetto ad un anno fa. “Salvini è pronto a lanciare un’opa sul contratto del governo del cambiamento – ha detto il nostro Lorenzo Marretti, anche lui ospite nel programma Buongiorno Siena di Radio Siena Tv”.

La Redazione

 

I punti fondamentali delle elezioni europee, paese per paese

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Dal 23 al 26 maggio tutti i cittadini degli Stati che compongono l’Unione Europea saranno chiamati a votare per rinnovare i membri del Parlamento Europeo. Se da un lato ci si interroga su quali saranno i prossimi equilibri dentro l’europarlamento, dall’altro queste elezioni servono per chiarire quali sono i rapporti di forza tra i  partiti all’interno dei vari paesi. In Italia si discute sulla possibilità che la Lega di Salvini superi la soglia del 30% e sugli effetti che questo potrebbe avere per le dinamiche dell’attuale Governo giallo-verde. Ma quali sono i temi rilevanti a cui prestare attenzione nei paesi più importanti dell’UE? Continua a leggere

ITALIA E GIAPPONE DI NUOVO INSIEME?

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Negli ultimi giorni l’abdicazione ( la prima dal 1817) dell’85enne imperatore giapponese Akihito, in favore del figlio 59enne Naruhito, ha fatto inevitabilmente il giro del mondo ed anche noi di Spazio Politico abbiamo deciso  cogliere l’opportunità di questo evento epocale per analizzare approfonditamente le relazioni bilaterali fra il Belpaese ed il Sol Levante. Continua a leggere

Ebbw Vale, votare ai tempi dei social (e delle fake news)

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Ebbw Vale è un piccolo paese di 18mila abitanti che si trova nel sud-est del Galles. A cavallo tra gli anni ’50 e ’70 la piccola comunità gallese ha conosciuto i suoi anni migliori ed era abitata principalmente da minatori che estraevano carbone e operai che lavoravano l’acciaio. Dagli anni ’80 però sia le miniere che le acciaierie sono state chiuse e Ebbw Vale ha iniziato lentamente a morire e spopolarsi.

Ma i suoi abitanti non si sentono soli. Sono convinti che in città ci siano un sacco di immigrati a fargli compagnia. E questo, tra l’altro, non gli va affatto bene; sono terrorizzati dall’invasione. Carole Cadwalladr, giornalista dell’Observer, si è recata in Galles dopo il referendum sulla Brexit per informare i cittadini di Ebbw Vale che l’unico immigrato presente in paese è in realtà solo una signora polacca. Non solo, la Cadwalladr ha chiesto agli abitanti di Ebbw Vale perché ce l’avessero così tanto con l’Unione Europea. Numeri alla mano, in effetti,  il 62,3% degli abitanti del paese ha votato per il Leave. «L’Europa non ha fatto niente per noi» sostenevano. Eppure, negli anni, l’Ue ha investito 350 milioni di sterline in Galles. A Ebbw Vale in particolare ci hanno costruito un centro sportivo, un college, una ferrovia, una stazione e una superstrada.

Carole_Cadwalladr_2019

Carole Cadwalladr, nel 2018 ha esposto lo scandalo dei dati di Facebook-Cambridge Analytica.

La Cadwalladr non riusciva a comprendere. «Vi hanno dato una grossa mano invece» gli diceva. «Ma chi ve l’ha detto che siete pieni di immigrati e che l’Ue non ha fatto niente per voi?». «Facebook, ce l’ha detto Facebook» hanno risposto. Ecco, probabilmente questa storia l’avrete già sentita; ne ha parlato Il Corriere della Sera e Maurizio Crozza c’ha costruito sopra un monologo andato in onda venerdì 26 aprile durante la sua trasmissione. Ma aldilà della notizia in sé e per sé – cittadini che votano sulla base di fake news e non se ne accorgono neanche – forse occorre riflettere anche su un’altra domanda: quante altre Ebbw Vale ci sono sparse in tutto il mondo?

C’è poi anche un altro quesito al quale è però più facile dare una risposta: c’è una cospirazione che il web porta avanti contro di noi? No, anche se il rischio di contaminazione e distorsione della realtà c’è. Le fake news però sono sempre esistite, magari prima si chiamavano ‘bufale’ e noi eravamo anche meno creduloni. La storia del mondo è piena di fake news. Solo che ora con i social network tutto si è amplificato. Se da un lato è vero che c’è qualcuno che ha un interesse nel creare false notizie, dall’altro lato va detto che ci sono anche un sacco di utenti social estremamente pigri nel controllare la veridicità di quello che leggono.

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Ebbw Vale, la piccola comunità vanta un passato minerario, in particolare per l’estrazione del carbone.

Poi è evidente, i social network possono e devono limitare meglio le fake news e le istituzioni devono prevedere sempre più norme per contrastarle. Finora tutto questo è stato fatto fino a un certo punto. Ci dovranno lavorare ancora molto, trovare la soluzione sarà difficile e ci vorrà un po’ di tempo. Nel frattempo però noi cittadini facciamo il nostro dovere: verifichiamo, ponderiamo, ragioniamo.

Sulla Brexit, è noto, c’è stata molta disinformazione da parte dell’elettorato. Su Donald Trump e la sua elezione a presidente americano nel 2016 c’è invece un’ombra oscura che parla di bot e tweet fake. Tra meno di un mese votiamo per le Europee, roba nostra. E allora sta a noi coalizzarsi contro le fake news, a prescindere da quello che voteremo. Controlliamo le fonti, verifichiamo la loro attendibilità, vediamo chi è il soggetto che parla delle cose. Oppure semplicemente, molliamo questo smartphone un attimo e guardiamoci intorno.

NICCOLO’ BELLUGI

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